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venerdì 18 maggio 2012

Red Hat, Pubblica Amministrazione e comunità open source, un decennio di collaborazione

Ricorre un decennio di collaborazione tra Red Hat, Pubblica Amministrazione

e comunità open source 

 

Per il governo degli Stati Uniti - dieci anni fa - Linux rappresentava ancora un tabù. Certo, era utilizzato dai ricercatori e sicuramente era presente  su qualche web server. Per la maggior parte però, Linux era difficile da acquistare e utilizzare nonché proibito in molte realtà statali.

 

Ora tutto è cambiato ed è successo in fretta. Sulla base della collaborazione tecnica con Red Hat, nel 2001 la National Security Agency (NSA) ha rilasciato SELinux, una nuova funzionalità di sicurezza per Linux, offrendo così il suo contributo alla comunità. Questo è stato da molti interpretato come una tacita approvazione di Linux che era stato inizialmente percepito come un progetto pensato per dilettanti. L'avvenimento è stato particolarmente significativo anche perché l'NSA ha contribuito a *migliorare* il programma con il proprio software.

 

Nel 2003 l'esercito americano commissiona uno studio dal titolo "The Business Case for Open Source Software" e John Stenbit, l'allora CIO del DOD (Department of Defense), presenta la prima guida sul software open source che - implicitamente - ne consentiva acquisizione, sviluppo e utilizzo. Nove mesi più tardi, nel luglio del 2004, l'Ufficio di Gestione e Bilancio emette una nota simile che ne consente l'utilizzo ovunque in ambito pubblico.

 

Nello stesso periodo Red Hat presenta la release 2.1, la prima versione di Red Hat Enterprise Linux. L'esercito implementa il sistema operativo di Red Hat nel sistema Blue Force Tracker, la cui infrastruttura "viveva" nelle jeep e nei carri armati sui campi di battaglia. Il General Maggiore Nicholas Justice, responsabile di Blue Force Tracker, in seguito dichiarerà:

 

"Quando siamo entrati a Baghdad, lo abbiamo fatto utilizzando l'open source".

 

Tutt'ora l'esercito americano rimane uno dei principali clienti di Red Hat in termini di volumi. Red Hat è recentemente entrata a far parte del Common Operating Environment dell'esercito, il loro standard aziendale.

 

Nello stesso periodo Red Hat ha collaborato anche con enti governativi civili. NASA, NOAA, Dipartimento di Energia e National Weather Service hanno cominciato a migrare i carichi di lavoro su Red Hat Enterprise Linux. L'US Census Bureau ha consolidato tutti i data center nel 2003 e scelto di standardizzare su Red Hat.

 

In seguito e per parecchi anni il governo americano ha seguito le proprie controparti nel settore commerciale, adottando sempre più la piattaforma Linux e migrando da costosi hardware proprietari a sistemi di commodity basati su x86. La città di Chicago, la Federal Reserve, gli stati del Tennessee e del North Carolina, i tribunali degli Stati Uniti, il California Public Employees' Retirement System e moltissimi altri sono passati a Red Hat. Nel 2006, la collaborazione di Red Hat con l'NSA, la comunità open source e altri partner di settore sul progetto SELinux porta i suoi frutti: Red Hat Enterprise Linux riceve la certificazione di sicurezza Common, Criteria, riconosciuta a livello internazionale e altre certificazioni nei sei anni successivi giungendo - a tutt'oggi - a quota 15. Tutto ciò rappresenta una risposta per coloro che sono ancora scettici circa la sicurezza di open source e Red Hat Enterprise Linux. Questo sviluppo ha contribuito ad aprire le porte alle comunità DOD e di intelligence.

 

Anche il modo di conversare sull'argomento a un certo punto si è modificato. Dopo aver acquisito maggiore dimestichezza con l'open source in generale (e con Red Hat in particolare), la pubblica amministrazione ha cominciato a pensare all'open source in modo più strategico; ha voluto restituire il favore - contribuendo al codice - alla comunità che lo aveva aiutato e di cui Red Hat Enterprise Linux era stato il catalizzatore.

 

Nel 2007, ad esempio, la US Navy collabora con Raytheon, IBM e Red Hat per integrare al kernel Linux funzionalità real-time di cui aveva bisogno per il suo nuovo cacciatorpediniere DDG-1000. La Marina in quell'occasione ha insistito affinché la patch fosse resa disponibile alla comunità Linux.

 

Questo profondo e reciproco impegno tra Red Hat, comunità open source e governo ha continuato man mano a diffondersi. Nel 2008, il governo era pari solo al settore dei servizi finanziari quale utente open source. Abbiamo visto la comparsa di policy open source nel governo a livello federale, statale e locale. Sulla scia dell'elezione dell'amministrazione Obama, viene rilasciato l'Open Government Memo, il DOD presenta la sua comunità open source forge.mil e nasce Open Source for America. Nell'agosto del 2008, Macon Phillips, New Media Director alla Casa Bianca, ha definito l'open source "la forma più concreta di partecipazione civica". Egli ha in seguito rilasciato parti del software per whitehouse.gov, che gira su Red Hat.

 

Alla fine del 2011, il CIO federale Steve VanRoekel ha annunciato 'Shared First', una policy condivisa che impone il riutilizzo e la condivisione tra agenzie. La NASA ha presentato code.nasa.gov, progetto nato per centralizzare tutto il codice sorgente rilasciato dalla NASA in un sito web user-friendly per il cittadino. Open source e Red Hat sono ora ufficialmente mainstream!

 

L'adozione di Red Hat Enterprise Linux e open source da parte degli enti pubblici è stata un'evoluzione: i primi timidi passi all'inizio degli anni 2000 e  in seguito l'adozione della piattaforma da parte di importanti organismi quali l'esercito e il Census Bureau ci hanno portato alla fine del primo decennio di Red Hat Enterprise Linux, quando la PA è sembrata finalmente a proprio agio non solo con l'open source ma anche nel creare le proprie comunità. Red Hat è orgogliosa del ruolo fondamentale che Red Hat Enterprise Linux ha svolto in questa trasformazione nonché grata per la collaborazione intensa e significativa avuta con i clienti della pubblica amministrazione. Con Red Hat e open source al centro di iniziative come Shared First, big data e cloud computing, ci aspettiamo che i prossimi dieci anni siano addirittura meglio.

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