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lunedì 30 giugno 2014

Il Cloud in Italia vale piu' di un miliardo: "Trend dirompente"


 
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APPROFONDIMENTI
cloud computing Il Cloud in Italia vale più di un miliardo: «Trend dirompente»
Nel 2014 il mercato ICT as a Service nel nostro Paese crescerà del 31%. 320 milioni di euro saranno spesi per servizi di Public Cloud, e altri 860 saranno investiti in infrastrutture, architetture applicative e gestione dei device per costruire sistemi informativi aziendali “Cloud Enabling”. «Per gran parte dei CIO italiani non vi sono più dubbi sul Cloud: il punto è come adottare queste soluzioni». I responsi del nuovo report dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano

Internet of things IoT 41 Platform Economics, esaltato dall’IoT il modello vincente dell’era digitale
La diffusione degli oggetti connessi dell’Internet of Things può facilitare il moltiplicarsi delle "business platform", che basano il loro successo sul valore aggiunto a prodotti, servizi e App da community e terze parti. Alcuni esempi? Apple, Amazon, Uber e Airbnb. Il caso Philips Lighting

Decreto fatturazione L'Agenzia delle Entrate fa il punto su 4 aspetti chiave della fattura digitale
Una circolare specifica che la natura "elettronica" è data non dal formato di creazione, ma da quello con cui il documento viene spedito e ricevuto. Inoltre precisa chi è tenuto a rispettare i requisiti previsti, la possibilità di differire la fattura anche in caso di prestazioni di servizi, e le circostanze in cui si può emettere la fattura semplificata

Carlo Maiocchi, Direttore della Divisione Corporate di SIA La Mobile Economy punta sull’esperienza del mondo bancario
Dalla collaborazione fra realtà differenti operanti nel mondo consumer stanno nascendo i servizi del futuro, basati sullo smartphone. Secondo Carlo Maiocchi, Direttore della Divisione Corporate di SIA, velocità, sicurezza e semplicità sono le parole chiave per il successo

BUSINESS CASE
Vieri Chiti Alpitour, Credito Valtellinese e Leitner: i vantaggi dello Smart Working
Tre aziende italiane raccontano la loro esperienza di innovazione del lavoro in azienda grazie a Office 360 e Windows Phone. E Microsoft spiega la propria strategia: «Abbiamo già sostituito la parola “software” con “servizio”, e ora facciamo un ulteriore passo avanti, verso la fruizione delle applicazioni in mobilità grazie al cloud», afferma Vieri Chiti

Coin-per-supply-chain.jpg Coin innova la customer experience con iBeacon
Nei department store milanesi del retailer italiano è attivo un nuovo servizio basato sulla tecnologia di prossimità disponibile nell'iPhone: punti e promozioni ai cliente ad ogni ingresso in negozio, da presentare in cassa

VIDEOINTERVISTE
Miniatura Corso Cloud Computing in Italia, finalmente si fa sul serio!
L'auspicio dell'ICT "as a service" come cambiamento per le imprese è diventato realtà: questo mercato in Italia nel 2014 infatti crescerà del 31%, sfiorando il valore di 1,2 miliardi di euro. È il responso dell'Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano, secondo cui un numero crescente di applicazioni si spostano dal tradizionale approccio On-premise al Cloud. Ne parla Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio

NEWS DALLE AZIENDE
PA Procurement Indagine previsionale “PA Procurement Index”. Come sta cambiando il procurement pubblico?
Una rilevazione condotta da Promo PA Fondazione e BravoSolution sulle stazioni appaltanti italiane

Achille Poretta, Director IT General Logistics System GLS sceglie Sage ERP X3 per le sedi proprietarie e la rete in franchising
Il corriere espresso internazionale ha installato il gestionale in un sistema centralizzato e lo fornisce ai propri affiliati come servizio. Una soluzione che consente di mantenere un alto livello di standardizzazione, garantendo al contempo la necessaria flessibilità operativa, come spiega Achille Poretta, Director IT

WHITE PAPER
Infracom - Le nuove sfide per le soluzioni ERP Le nuove sfide per le soluzioni ERP
La gestione di un progetto ERP è un processo articolato, che parte dalla definizione degli obiettivi di business. Analisi, valutazioni e sviluppo devono comprendere le nuove forme in cui l'azienda oggi si trova a operare e che oggi includono una multicanalità sempre più spinta. In questa eGuide di ICT4Executive le linee guida di come sviluppare una strategia vincente

BLACKBERRY-Choosing an MDM Platform Scegliere una piattaforma di Mobile Device Management
Da dove partire? Ecco 7 domande da fare al possibile fornitore per capire se e come la soluzione proposta risolve le necessità dell'azienda

Datacore - Una tecnologia per lo storage che cambia le regole del gioco Innovare lo storage: la gestione via software inaugura il modello as a service
Il software per la virtualizzazione dello storage opera sul percorso dati e ha visibilità su tutto il traffico di lettura e scrittura generato dalle app. In questo documento di DataCore viene spiegata la soluzione in termini di prodotto e di ROI.

OSSERVATORI DIGITAL INNOVATION
workshop premium Mobile App: linee guida per la monetizzazione
Come inquadrare gli aspetti chiave da conoscere per lanciare e, soprattutto, monetizzare un’Applicazione Mobile

report e slide booklet Obiettivi e sfide della Direzione HR nel 2014
Ruolo sempre più strategico della Direzione HR per l'innovazione in azienda, ma il 42% delle risorse è ancora dedicato ad attività amministrative

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Move and Pay Business: Si rinnova l’offerta di mobile Pos sviluppata da Vodafone, Intesa Sanpaolo e Setefi

·        Il lettore di carte compatto pensato per professionisti e attività commerciali si arricchisce di Rete Sicura e del servizio Clienti dedicato.

·        Utilizzabile in mobilità, si collega a smartphone e tablet tramite tecnologia Bluetooth. Grazie all'apposita app è in grado di accettare pagamenti elettronici attraverso bancomat e carte di credito, anche in modalità contactless con tecnologia NFC.

·        Disponibile nelle 5.000 filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo e presso 3.500 agenti Vodafone specializzati in micro-business e pmi.


Milano, 30 giugno 2014 – Move and Pay Business, la soluzione di Mobile POS realizzata dal Gruppo Intesa Sanpaolo, Setefi e Vodafone Italia, si arricchisce di nuove funzionalità, a partire da Rete Sicura, il servizio di Vodafone che protegge la trasmissione dati, fornendo ai Clienti un ulteriore livello di sicurezza che li tutela da minacce informatiche, virus e programmi indesiderati. Inoltre, i Clienti Move and Pay Business hanno a disposizione un servizio dedicato per rispondere a tutte le richieste di assistenza. 


Move and Pay Business è costituito da un piccolo lettore di carte realizzato da Setefi, società del Gruppo Intesa Sanpaolo leader nei sistemi di pagamento, che si collega in modalità bluetooth allo smartphone o al tablet grazie ad un'applicazione che si scarica online gratuitamente; così, in modo veloce e intuitivo chiunque, al di fuori del punto vendita e con i medesimi standard di sicurezza, può ricevere tramite app i pagamenti effettuati con carta di debito – si tratta di una delle poche soluzioni certificate Pago Bancomat - o di credito. Il lettore è inoltre in grado di accettare pagamenti contactless tramite tecnologia NFC (Near Field Communication).


La soluzione abbinata è possibile grazie alla collaborazione tra Intesa Sanpaolo, Setefi e Vodafone Italia che attraverso questo accordo, attivo da dicembre 2013 e primo esempio in Europa, hanno unito le rispettive competenze per sviluppare un'offerta completa e adeguata alle esigenze di piccoli esercenti e consumatori. 


Le proposte commerciali partono da un costo base di 5 euro mensili, che include il lettore POS (il cliente paga una percentuale sulle transazioni allineata ai POS tradizionali in base all'utilizzo effettivo), il servizio Vodafone Rete Sicura e il servizio Clienti dedicato.



Intesa Sanpaolo e Vodafone garantiranno l'assistenza alla clientela anche attraverso le filiali della Banca, molte delle quali aperte fino alle 20 di sera e il sabato mattina, e con il supporto dei 3.500 agenti Vodafone specializzati in microbusiness e pmi.



Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito web dedicato http://www.vodafone.it/portal/Aziende/Partita-IVA/pos-in-mobilita.



venerdì 27 giugno 2014

Vodafone: al via le nuove offerte in fibra e ADSL


A casa fino a 100 Mega e 1GB di traffico internet in mobilità, a partire da 29 euro al mese. Nuovi servizi aggiuntivi da scegliere per personalizzare la propria offerta.


Milano 27 giugno 2014 – Vodafone Italia presenta le nuove offerte di rete fissa, ideate per rispondere alle esigenze di comunicazione dei Clienti e delle loro famiglie attraverso soluzioni e servizi aggiuntivi che possono essere scelti per costruire una linea di casa su misura, con accesso ad internet veloce tramite ADSL fino a 20 Mbps o Fibra ottica fino a 100 Mbps e la possibilità di navigare in mobilità con 1GB di traffico.

Con Super Fibra Family, i Clienti Vodafone hanno a disposizione internet illimitato alla velocità di 30 o 100 Mega a seconda del tipo di copertura*, chiamate illimitate verso i telefoni nazionali fissi e mobili di tutti gli operatori, i numeri fissi internazionali di Europa occidentale, USA e Canada, insieme ad una micro SIM dati con 1GB di traffico mensile per navigare su internet in mobilità con PC o tablet e al modem wifi di ultima generazione Vodafone Station 2. L'offerta è in promozione fino al 20 luglio a 29 euro al mese per i primi 6 mesi. Successivamente il costo è di 44 euro al mese. L'offerta in Fibra Vodafone è oggi attiva in 54 delle principali città italiane.

Per i Clienti le cui abitazioni non sono ancora state raggiunte dalla banda ultralarga in fibra ottica, ma che non vogliono rinunciare a navigare su internet veloce, Vodafone propone le offerte Super ADSL:
·         Super ADSL che include, al costo di 29 euro mensili, traffico internet illimitato da casa fino a 20Mbps, chiamate verso i numeri nazionali fissi e mobili di tutti gli operatori a 19 cent a chiamata, insieme ad una SIM dati con 1GB di internet veloce in mobilità.

·         Super ADSL Family che offre internet illimitato da casa fino a 20Mbps, chiamate verso tutti i numeri fissi e mobili nazionali di tutti gli operatori e fissi internazionali di Europa occidentale, USA e Canada, con 1GB di internet veloce in mobilità, al costo di 37 euro al mese.
Inoltre, grazie ai nuovi pacchetti aggiuntivi, i Clienti Vodafone possono ora costruire la propria offerta su misura per la casa con:
-       Contenuti: i Clienti che desiderano vivere le proprie passioni cinematografiche possono scegliere di attivare il pacchetto Infinity, con i film e le serie TV di maggior successo sempre a disposizione. Il costo di attivazione del servizio è di 6,99 euro al mese e i primi 4 mesi sono inclusi.

-       Navigazione in mobilità:      per chi non si accontenta del traffico in mobilità incluso nell'offerta ADSL, è possibile aggiungere 1GB in più con il pacchetto Extra 1GB, al costo di 5 euro al mese. I Clienti che vogliono sperimentare la rete mobile di ultima generazione 4G, possono scegliere il pacchetto Extra 2GB 4G, con un contributo mensile di 10 euro. Inoltre, con 1 euro al mese per 36 mesi, è possibile acquistare il mobile Wi-Fi, un hot spot/router wireless che consente di connettere alla rete mobile contemporaneamente fino 5 dispositivi.

-       Rete Sicura: il pacchetto, sottoscrivibile da tutti i clienti ADSL al costo di 1 euro al mese, consente di attivare il servizio per navigare in totale sicurezza sulla rete Vodafone, proteggendo i propri dati e disponendo di parental control, senza la necessità di installare software né eseguire configurazioni aggiuntive sul proprio PC.
Tutte le offerte Vodafone per la casa in ADSL e FIBRA hanno un costo di attivazione di 3 euro al mese per 36 mesi, che comprende: il modem wi-fi Vodafone Station 2, i Servizi Voce (segreteria telefonica, deviazione e identificazione delle chiamate) e la APP Station 2 per trasformare il proprio smartphone nel cordless di casa, avere sotto controllo le chiamate perse e la segreteria telefonica anche in mobilità, gestire da remoto i propri contenuti multimediali e il modem Vodafone Station 2.

* Per ulteriori informazioni e per verificare la copertura della propria abitazione è possibile consultare il sito www.vodafone.it.


giovedì 26 giugno 2014

Prink Italia attiva il servizio SOS per i dispositivi mobili



Smartphone, tablet, fotocamera o notebook rotto?
Niente più corse alla ricerca del centro di assistenza più vicino: ci pensa Prink!

I punti vendita dell'azienda leader nella distribuzione di cartucce e toner per stampanti vanno in soccorso di chi deve riparare un mobile device: ne gestisce la spedizione al centro assistenza e il recupero dell'oggetto una volta aggiustato.
Un servizio possibile grazie alla partnership stipulata con Boxdrop Italia, società specializzata appunto nella riparazione di dispositivi elettronici.

Il meccanismo è semplice e immediato: il cliente consegna il proprio dispositivo in un punto vendita Prink convenzionato, che imballa correttamente il prodotto e lo invia al centro di riparazione tramite il collaudato sistema boxdrop. A riparazione effettuata, garantita entro 5 giorni lavorativi per riparazioni standard, il cliente riceve via mail o SMS il via libera per poter recuperare il device nel punto vendita Prink.

Un iter che propone diversi vantaggi per l'utente finale: nessuna perdita di tempo nella preparazione del pacco secondo gli standard richiesti, si evita la fila alle poste e non si deve restare a casa ad aspettare il corriere!

"L'iniziativa garantisce ai clienti la possibilità di usufruire di un nuovo servizio di riparazione in qualche modo simile al già collaudato, e direi esclusivo, servizio SOSstampanti. La particolarità della nostra rete di vendita è quella di coprire il territorio direttamente nei quartieri e nella aree dove le persone risiedono e proprio questa nostra caratteristica permette loro di risolvere un eventuale rottura del proprio device mobile velocemente, ricorrendo al negozio Prink più vicino" spiega Roberto Dursi, Responsabile Marketing di Prink.

"Questa iniziativa, implementata e realizzata dal nostro ufficio commerciale, ha previsto una prima fase pilota: da ottobre 2013 sono stati attivati una cinquantina di punti vendita Prink su tutto il territorio Italiano, da Milano a Torino, Bologna e Firenze, ma anche Bari e Trieste; e a breve allargheremo il servizio a tutta la rete Italia" conclude Dursi.

Curiosità: nei primi sei mesi di implementazione, il 50% delle richieste di riparazioni coinvolgevano gli schermi dei device, per lo più display malfunzionanti o rotti in seguito a incidente.
Quasi il 75% degli interventi sono stati su dispositivi smartphone; seguono i tablet, con una quota del 20%, mentre il restante 5% era ugualmente suddiviso tra lettori mp3, video e foto-camere digitali. Le riparazioni hanno interessato in uguali percentuali (50:50) prodotti Apple e Samsung.

L'iniziativa è promossa sul sito web istituzionale di Prink Italia, dove è stata creata una pagina dedicata: http://www.prink.it/on-line/Home/Servizi/SOSDispositiviMobili.html.

Connettività wireless di alto livello nelle aree rurali

Le nuove tecnologie wireless broadband assicurano agli utenti elevate prestazioni unite a grande affidabilità, e consentono ai WISP di rinnovare le proprie infrastrutture minimizzando i complessi problemi legati alla trasformazione della rete: l'esperienza di Telemar in provincia di Vicenza.


Milano, 26 Giugno 2014 - In provincia di Vicenza privati e aziende hanno sempre sentito la necessità di connettività a banda larga, ma i grandi provider sono normalmente concentrati sulla copertura delle aree urbane. 


Nel 1995, Telemar (www.telemar.it ) ha intravisto le opportunità che potevano derivare dal portare connettività internet in queste zone e si è proposta di offrire tecnologie e servizi di alto livello. Presto si è registrato un notevole aumento della domanda da parte di imprese, pubblica amministrazione e clienti residenziali.
La rete era stata realizzata e poi ampliata con infrastrutture di più vendor, ma al crescere della base utenti di Telemar, l'azienda si è resa conto che la soluzione implementata non era scalabile in modo efficiente e quindi non poteva mantenere i livelli di qualità del servizio desiderati. Telemar ha perciò deciso di rinnovare completamente le infrastrutture.

Tra le alternative esaminate la tecnologia di Cambium Networks si è rivelta quella più adatta a rispondere alle nuove necessità, anche in virtù del facile profilo di scalabilità, che garantiva di soddisfare le esigenze future. 


Telemar aveva bisogno di una soluzione che combinasse affidabilità e prestazioni elevate e che includesse funzionalità di provisioning e di gestione in grado di consentire all'azienda di progettare una rete eccellente.
La soluzione Cambium ha risposto perfettamente a tutte le esigenze di Telemar:
• Supporto ai servizi VoIP (Voice over IP) affidabili nel lungo termine per imprese e clienti residenziali
• Possibilità di configurare la banda larga per i singoli utenti per dare priorità al traffico e garantire la qualità di servizio (QoS)
• Prestazioni affidabili in aree con livelli elevati di interferenza RF
• Elaborazione di un piano di sviluppo che prevedesse l'ampliamento della rete di pari passo con l'aumento della domanda per la banda larga.
"Abbiamo testato Cambium PMP 450 nella rete in cui i nostri clienti stavano utilizzando il servizio a capacità completa," ha dichiarato Gianfranco Turco, Network Manager, Telemar. "L'installazione è stata facile e siamo stati in grado di configurare le prestazioni di rete rapidamente e in base alle nostre esigenze."

Nel dettaglio Telemar ha scelto la soluzione di rete di accesso wireless PMP 450 di Cambium Networks. I principali vantaggi riscontrati sono:
• Latenza ridotta pari a 3 – 5 millisecondi per applicazioni video e voce chiare nel lungo termine
• Possibilità di impostare le soglie di performance a livello di utente, allo scopo di mantenere elevata la soddisfazione del cliente e per consentire agli utenti di selezionare il livello di servizio più corrispondente alle proprie esigenze
• La tolleranza dell'interferenza più elevata del settore, per offrire il segnale migliore anche in ambienti con elevato rumore RF
• Sincronizzazione GPS per consentire l'utilizzo multiplo del canale e scalabilità in modo da garantire prestazioni elevate anche in seguito all'ampliamento del bacino di utenza

In fase di sostituzione della rete esistente, Telemar ha iniziato con 40 access point (AP) PMP 450 e 1.000 moduli Subscriber. Adesso che è in grado di gestire la rete in modo più efficiente può utilizzare la frequenza in modo più razionale, offrendo complessivamente una larghezza di banda notevolmente superiore. Telemar ha intenzione di portare avanti l'implementazione di PMP 450 e completare la sostituzione della rete esistente, continuando a espandere il proprio bacino di utenza con l'aggiunta di nuovi clienti di pari passo con l'ampliamento della copertura.

CLOUD: mercato cresce del 31%, vale 1,18 miliardi di € | Dati Osservatori Politecnico Milano




Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

Osservatorio Cloud & ICT as a Service

 

Cloud: ora si fa sul serio
Il mercato cresce del 31% vale 1,18 miliardi di euro

 

Semplificazione, personalizzazione, sicurezza e performance garantite dalle soluzioni Cloud hanno ridotto la diffidenza dei CIO.
La componente identificabile come nuovo mercato, quella del Public Cloud, vale 320 milioni e registra una crescita anno su anno del 40%

 

Accanto all'adozione dei servizi della nuvola pubblica esiste un percorso interno abilitante che le organizzazioni devono affrontare per prepararsi a un modello Cloud evoluto, verso un Sistema Informativo ibrido: la Cloud Enabling Infrastructure. Il mercato relativo, notevolmente più ampio della sola componente Public Cloud, vale in Italia 860 Mln di Euro, e registra un tasso di crescita del 28%

 
Su iPRESSlive, NewsSocialPlatform per giornalisti, blogger e uffici stampa, a questo link sono disponibili ulteriori materiali relativi alla notizia (report, immagini ecc.)

 

Milano, 26 giugno 2014 – "A distanza di un anno i numeri di mercato evidenziano come l'opportunità di un 'cambiamento possibile' è a tutti gli effetti un trend dirompente"afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Cloud & ICT as a Service. "Questo trend potrà incidere in modo significativo sulle modalità di fruizione delle tecnologie, condizionando fortemente le scelte strategiche e di investimento delle imprese. La portata di questo cambiamento va ben al di là degli aspetti informatici: insieme a Mobile, Social e Big Data, il Cloud può abilitare una vera e propria rivoluzione organizzativa, capace di cambiare il modo di diffondere le informazioni, prendere decisioni e collaborare all'interno e all'esterno dell'organizzazione, ridando slancio e produttività alle imprese del nostro Paese"

È quanto emerge dalla fotografia scattata dall'Osservatorio Cloud & ICT as a Service, giunto alla quarta edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano*.
La Ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno "Cloud, ora si fa sul serio!", ha analizzato dettagliatamente l'evoluzione dell'offerta e i modelli di adozione di tale modello nelle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni.

Per alcuni anni, il Cloud, inteso soprattutto come Public Cloud, è stato visto con diffidenza da molte aziende, alla stregua di una moda passeggera: oggi l'analisi dei dati raccolti vede la spesa in servizi Public Cloud aumentare del 40% rispetto all'anno scorso, raggiungendo quota 320 milioni di euro, a dimostrazione che anche in Italia vi è un elevato livello di consenso sul fatto che il Cloud sia un elemento di profonda trasformazione per il Sistema Informativo aziendale.

Le tradizionali critiche e barriere sono oggi in gran parte risolte, anche se permangono cautele in alcuni settori. Molti degli elementi che prima venivano visti come un freno oggi sono considerati come ottime opportunità: infrastrutture latenti, vincoli e oneri normativi, perdita di controllo, scarsa personalizzazione, ampiezza funzionale, sicurezza e performance. Accanto a queste nuove spinte, si fanno sempre più evidenti i tradizionali benefici del Cloud, in particolar modo la semplificazione per la Direzione ICT e la possibilità di portare innovazione al business in tempi molto rapidi.

Il passaggio a un modello Cloud rappresenta spesso un aumento del valore apportato ai processi aziendali, che vengono arricchiti con nuove funzionalità e servizi (31%), mentre nel restante 63% dei casi ci si ritrova in uno scenario guidato dalla sostituzione tecnologica e solo nel 6% dei casi si assiste a una limitazione del supporto ai processi. Dalla Ricerca emerge, inoltre, che un numero sempre maggiore di applicazioni, anche vicine al core business aziendale, si spostano dal tradizionale approccio on premise al Cloud.

Sebbene ancora prevalga l'approccio interno, tra gli ambiti applicativi dove già oggi è stato abbracciato un modello Cloud vi sono: Social & Web Analytics (32%), Human Resources (26%), Posta elettronica & Office Automation (23%), Enterprise Social Collaboration/Intranet (15%), Document Management (13%), ma anche eCommerce (15%), Soluzioni verticali per il business (11%) e CRM & Sales (8%). 
Se si considerano i piani a breve termine riguardanti l'evoluzione del patrimonio applicativo delle aziende e qualora sia previsto un cambio di modello di fruizione, le organizzazioni preferiscono una transizione verso un modello Cloud (96% dei casi), rispetto all'internalizzazione.
Inoltre, nei casi di nuova informatizzazione, ovvero tutti i casi in cui, in precedenza, non era presente un supporto applicativo, l'approccio Cloud viene preferito nel 54% dei casi.

L'adozione in Italia di servizi Public Cloud ha avuto nell'ultimo anno una forte accelerazione, sebbene con velocità diverse a seconda degli ambiti applicativi. Tra gli ambiti che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti il Document ManagementFinance & Accounting CRM & Sales. Dalla Ricerca emerge che tra gli ambiti più dinamici vi sono anche l'Enterprise Social Collaboration, la Business Intelligence, il Marketing Demand Generation, il Social & Web Analytics e le Soluzioni verticali per specifici ambiti di business.

Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Cloud & ICT as a Service, evidenzia il fatto che "per la maggior parte dei CIO non vi sono più dubbi nella scelta tra adottare o meno soluzioni di Public Cloud; il dubbio principale riguarda il come adottarle, con quali modalità e con quale percorso." La Ricerca evidenzia che i fronti di ragionamento sono due: da un lato, capire come comporre il proprio Sistema Informativo, complementando e integrando parti on premise con parti Cloud e dall'altro comprendere come dovranno evolvere le competenze interne alla Direzione ICT e le modalità con cui quest'ultima deve rapportarsi e interagire con le Line of Business. "Per arrivare alla costruzione di un Sistema Informativo Ibrido - continua Mainetti - è necessario avviare un percorso interno di evoluzione della propria architettura su tre fronti, quello infrastrutturale, quello relativo all'architettura applicativa e quello riguardante la gestione dei device, secondo un modello composto da diverse fasi che chiamiamo Cloud Journey."

La Cloud Enabling Infrastructure vede come punti chiave:

• la realizzazione di Software Defined Data Center

• la standardizzazione delle modalità di integrazione e orchestrazione applicativa

• l'introduzione di sistemi di Mobile Device Management.

Accanto al processo di trasformazione che sta coinvolgendo le aziende che adottano il paradigma Cloud, anche "la tradizionale struttura di filiera del mercato ICT è messa in profonda discussione dall'avvento del Public Cloud e si sta ridisegnando in cerca di nuovi ruoli e nuove forme di differenziazione" afferma Alessandro Piva, Responsabile della Ricerca dell'Osservatorio Cloud & ICT as a Service. La Ricerca ha permesso di identificare i tre ruoli principali giocati dai player dell'offerta che in'ipotetica catena del valore del Cloud agiscono sinergicamente: ICT Enabler, Service Provider e Cloud Channel. Piva sottolinea che "oggi, nella fase storica che sta attraversando il Cloud, diventa chiave il ruolo del Cloud Channel e, accanto ai cambiamenti che stanno coinvolgendo i player tradizionali, emergono nuovi ruoli, come quello del Cloud Service Broker".

I contratti: un limite allo sviluppo dei servizi Cloud?

La filiera del Cloud è in profondo cambiamento per questo è importante che la relazione cliente-fornitore venga facilitata da condizioni contrattuali chiare e trasparenti. Dalla Ricerca emerge invece che i contenuti contrattuali sembrano non influenzare la scelta di acquisire o meno un servizio Cloud.
Sebbene il 51% dei rispondenti alla survey non abbia riscontrato infatti alcuna criticità, il 44% del campione dichiara di non averle analizzate prima di implementare la nuova tecnologia. L'analisi sulla complessità dei contratti ha permesso di identificare che, mentre per il 61% del campione i contratti sono risultati essere molto chiari e trasparenti, il 39% dei rispondenti ha riscontrato una criticità nella lunghezza e complessità di tali contratti, che risultano quindi poco trasparenti e di difficile comprensione e consultazione. Questi risultati evidenziano come vi sia un alto numero di PMI che non pone grande importanza alle clausole contrattuali nella fase di scelta e stipula di un contratto Cloud. In particolare, la clausola contrattuale che è stata percepita come maggiormente unfair è risultata essere la limitazione di responsabilità del fornitore in caso di perdita di dati (37%), seguita dal diritto da parte del fornitore alla sospensione del servizio (29%) e dall'assenza di obblighi in merito ai tempi di intervento in caso di problematiche (22%).

Accanto all'analisi sulle PMI, la Ricerca ha indagato il rapporto cliente-fornitore tramite un'analisi che ha preso in considerazione 60 servizi Public Cloud, approfondendo i contenuti presenti sui siti dei provider di servizi Cloud e in particolare analizzandone la reperibilità.
Dall'indagine emerge che, mentre alcune informazioni come i dettagli sul fornitore, l'utilizzo di subfornitori, il trattamento e la riservatezza dei dati personali, le norme circa l'esclusione e la limitazione di responsabilità del fornitore (98% dei casi) sono sempre presenti, vi sono aspetti poco reperibili come quelli relativi alla localizzazione geografica dei Data Center (32%), ai livelli di servizio (SLA) e all'entità delle penali in caso di disservizio (44%).

* L'edizione 2014 dell'Osservatorio Cloud & ICT as a Service è realizzata con il supporto di Accenture, Alcatel-Lucent Enterprise, AlmavivA, Capgemini, Clouditalia Telecomunicazioni, Dedagroup, Dimension Data, HP, IBM, Microsoft, NetApp, Nuage Networks, Passepartout, Gruppo Poste Italiane, Seeweb, Telecom Italia, VMware; Altea, Cisco, Fastweb, Retelit; Infor.

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La School of Management del Politecnico di Milano, con oltre 240 docenti, e circa 80 fra dottorandi e collaboratori alla ricerca, dal 2003 accoglie le attività di ricerca, formazione e alta consulenza, nei campi management, economia e industrial engineering. Fanno parte della Scuola il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, le Lauree e il PhD Program di Ingegneria Gestionale e il MIP, la business school del Politecnico di Milano. Nel 2007 ha ricevuto l'accreditamento EQUIS e dal 2009 è nella classifica del Financial Times delle migliori Business School d'Europa; nel Marzo 2013 ha ottenuto il prestigioso accreditamento internazionale da AMBA (Association of MBAs). Gli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) vogliono offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata sugli impatti che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) hanno in Italia su imprese, pubbliche amministrazioni, filiere, mercati ecc.

Gli Osservatori sono ormai molteplici e affrontano in particolare tutte le tematiche più innovative: Agenda Digitale, Big Data Analytics & Business Intelligence, Canale ICT, Cloud & ICT as a Service, eCommerce B2c, eGovernment, eProcurement nella PA, Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, Gestione Strategica dell'ICT , Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione, Gioco Online, HR Innovation Practice, ICT & Business Innovation nel Fashion-Retail, ICT & Commercialisti, ICT & PMI, ICT & Professionisti, ICT Accessibile e Disabilità, ICT in Sanità, ICT nel Real Estate, ICT nelle Utility, Internet of Things, Intranet Banche, Mobile & App Economy, Mobile Banking, Mobile Device & Business App, Mobile Marketing & Service, Mobile Payment & Commerce, Multicanalità, New Media & New Internet, New Slot & VLT, Smart Working, Startup Digitali.






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Redazione del CorrieredelWeb.it


CDH: virtualizzazione desktop per Iper Montebello

CDH, realtà consulenziale specializzata nello sviluppo di soluzioni in ambito virtualizzazione e data center, rafforza la collaborazione con Iper Montebello SpA, implementando una soluzione di Virtual Desktop Infrastructure (VDI) basata su tecnologia VMware.
 
Iper Montebello è una delle più importanti aziende italiane operanti nel settore della GDO, un Gruppo che gestisce 25 ipermercati a marchio “Iper, la grande i” in 7 regioni italiane e conta oltre 6000 dipendenti, con un fatturato medio annuale di circa 1,7 miliardi di euro. Dal 1999, l’azienda rientra nel novero dei clienti di CDH e con il supporto del system integrator ha portato avanti un primo progetto di virtualizzazione dei client basato su tecnologia Microsoft Terminal Server con un’ampia diffusione di thin client.

Per far fronte alle nuove esigenze dell’azienda, che necessitava di un ambiente sempre più performante, sicuro, semplice da gestire e dai costi ridotti, CDH ha progettato e implementato un’infrastruttura di virtual desktop, basata sul sistema VMware Horizon Views posizionato all’interno del data center del cliente. La gestione dei PC desktop, infatti, è sempre stato un compito impegnativo e, recentemente, il cliente ha dovuto far fronte a nuovi rischi per la sicurezza, oltre a sostenere un numero sempre crescente di utenti remoti e mobili. In un ambiente desktop tradizionale, spesso lo staff IT deve intervenire on site per risolvere eventuali problematiche e, nel caso di utenti remoti, risulta piuttosto complicato da gestire, comportando, per di più, rallentamenti nei processi aziendali. Inoltre, per garantire protezione dalle nuove minacce, le applicazioni desktop devono essere costantemente aggiornate.

Con la virtualizzazione desktop, è possibile rispondere efficacemente a queste esigenze: la piattaforma VMware, infatti, consente la gestione centralizzata sia dei virtual pc degli utenti sia dei device e l’architettura permette di automatizzare le operazioni garantendo che tutte le macchine siano sempre correttamente aggiornate. Grazie alla soluzione VMware, gli utenti di Iper Montebello accedono ai desktop virtuali da qualsiasi postazione, tramite un client desktop PC, un thin client o in mobilità da tablet o smartphone, snellendo i processi e l’infrastruttura IT, con una conseguente riduzione dei costi operativi. Il sistema implementato da CDH, infine, garantisce la business continuity e dà la possibilità di implementare rapidamente nuovi virtual desktop. Con questo ulteriore rinnovamento dell’infrastruttura, Iper Montebello conferma la propria efficienza nella gestione delle risorse IT, distinguendosi nel panorama della GDO italiana tra le aziende più all’avanguardia dal punto di vista tecnologico.

“Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti con la recente implementazione su Iper – conclude Roberto Navone, Account Manager Project Enterprise di CDH – perché contribuisce a migliorare la qualità del lavoro, rendendo l’organizzazione flessibile e moderna. L’intero progetto di VDI è stato sviluppato in soli quattro mesi, con la migrazione e l’assegnazione dei desktop virtuali a tutti gli utenti. In futuro, l’architettura potrà ospitare eventuali soluzioni di desktop unificato, seguendo passo dopo passo le esigenze in evoluzione. La proficua collaborazione prosegue con successo da molti anni e continueremo a fornire loro tutto il supporto necessario per ottenere sempre il massimo dalle loro risorse IT.”

Oltre 2,7 milioni di braccialetti e orologi collegati alla Rete venduti nel primo trimestre 2014

Anche le aziende italiane puntano su un settore in forte espansione in cui si prevede la vendita di 45 milioni di braccialetti e orologi "intelligenti" nel 2017


L'ormai imminente avvento dell'era dell'Internet of Things, in cui entro il 2020 sono stimati ricavi nel mondo per oltre sette miliardi di dollari, è preannunciato dal boom dei braccialetti e orologi connessi alla Rete: nei primi tre mesi dell'anno ne sono stati globalmente venduti ben 2,7 milioni. A rivelarlo è la società Canalys, secondo cui la crescita sarà rapida e dovrebbe raggiungere 23 milioni di unità vendute nel 2015 e 45 milioni nel 2017.

Un altro aspetto interessante è che a proporsi in questo particolare mercato, in cui gli americani hanno un ruolo predominante, ci sono ora anche gli italiani. È il caso della società Things-Lab che ha lanciato HiconThe social bangle, la grande novità dell'Internet of Things destinata a rivoluzionare la vita social dei prossimi anni. Il braccialetto è personalizzabile con le icone dei social network preferiti, che lo rendono un oggetto in grado di "raccontare" l'identità di ciascuno e favorire la socializzazione.

Hicon è infatti il primo vero braccialetto social display che, oltre a comunicare la personalità di chi lo indossa, consente di riconoscere le persone con cui si condividono passioni e interessi. Grazie alla funzione di match dei profili social di appartenenza, permette di scambiare contatti e riferimenti dei social network con una serie di gesture predefinite per ritrovarsi subito, con facilità, nel mondo virtuale.

Tramite il collegamento bluetooth, il braccialetto mantiene sempre connessi a tutti gli aggiornamenti dei social network: ogni volta che si riceve una notifica si illumina e vibra leggermente. Permette inoltre di far suonare lo smartphone da remoto, così da poterlo localizzare in un raggio d'azione di circa 50 - 80 metri.

Hicon è un social bangle hi-tech in materiale siliconico infrangibile, resistente a urti e acqua, realizzato in molti colori e texture, con icone intercambiabili tra le quali scegliere quelle con cui comporre il braccialetto. È disponibile online e lo sarà successivamente anche nei canali di vendita tradizionali.

"Il lancio di Hicon conta anche su un'attività di crowdfunding - dichiara Gilles Caprari socio di Things-Lab e co-sviluppatore del progetto - Siamo certi che, in considerazione del carattere particolarmente innovativo del social bangle, unico nel suo genere, registreremo un'ampia partecipazione della Rete. Questo ci auguriamo possa dare un forte impulso alla sua diffusione non solo in Italia, ma anche all'estero, in particolare nel più grande mercato al mondo del settore: quello degli Stati Uniti".

Per ulteriori informazioni: www.hiconbangle.com e www.facebook.com/hiconbangle

mercoledì 25 giugno 2014

Dell porta la convenienza della tecnologia flash alla nuova serie di storage array di fascia media

Potenziato anche il portfolio Software-Defined Storage

 

Milano, 25 giugno 2014 – Dell ha annunciato di aver integrato le funzionalità storage high-end  in una nuova serie completa di storage array di fascia media. Dell ha inoltre illustrato le novità per l'ecosistema di soluzioni software-defined storage (SDS) e annunciato l'ampliamento del proprio portfolio con nuove appliance di storage e server convergenti.

 

I nuovi array Dell Storage SC4000 Series testimoniano il continuo impegno di Dell volto ad integrare lo storage di classe enterprise nelle soluzioni di fascia media altamente performanti e dal prezzo competitivo. Grazie a questi nuovi array, i clienti possono ottenere eccellenti prestazioni all-flash – per un risparmio complessivo fino al 72 percento rispetto agli array flash della concorrenza[1] – o una combinazione altamente conveniente di performance flash di fascia alta e di storage su disco a basso costo in un unico array.

 

"Dell Storage SC4000 Series ridefinisce lo storage aziendale offrendo le funzionalità avanzate tipiche di una soluzione per aziende di grandi dimensioni e un eccellente rapporto qualità/prezzo per aiutare i clienti con esigenze di storage di fascia media a diventare più competitivi", afferma Alan Atkinson, vice president e general manager, Dell Storage. "Se da un lato Dell continua a fare grandi passi nello sviluppo del proprio portfolio storage con offerte di valore per i clienti in cerca di una tecnologia SAN innovativa, dall'altro supporta le aziende ad adottare un approccio rivoluzionario alla gestione dei dati, ampliando la propria gamma di soluzioni convergenti e SDS".

 

I nuovi storage array di Dell offrono funzionalità enterprise-class alle implementazioni di piccole dimensioni

Nel supporto ai clienti in cerca di array storage altamente perfomanti e dal costo competitivo per ambienti di dimensioni limitate, gli array Dell Storage SC4000 Series faranno il proprio debutto con la  SAN (storage area network) 2U a 24 drive Dell Storage SC4020 di classe enterprise. Questi array sfruttano la tecnologia Dell Compellent ed EqualLogic, integrando il software array Dell Storage Center 6.5 e lo stack iSCSI di EqualLogic. La nuova serie supporta la connettività Fibre Channel e iSCSI ed è studiata per offrire le stesse funzionalità avanzate delle SAN più grandi in una soluzione che per prezzo e dimensioni è perfetta per le implementazioni di fascia media.

 

Il Dell Storage SC4020, che può scalare fino a oltre 400 terabyte di capacità raw, supporta una vasta gamma di workload per aziende di ogni settore e dimensione in cerca di un entry point SAN altamente performante di media grandezza o di una soluzione di storage per filiali e uffici remoti. Per esempio, il Dell Storage SC4020 può ospitare fino a 10.000 mailbox di utenti Microsoft Exchange 2013 in un'unica SAN 2U con 24 hard disk drive o può raggiungere fino a 120.000 IOPS (input-output operations per second) con meno di un millisecondo di latenza per workload OLTP o misti[2].

 

I nuovi array saranno dotati della stessa funzionalità di data placement intelligente del Dell Compellent SC8000 che sposta i dati tra dischi rotanti tradizionali, flash drive ottimizzati per la scrittura (SLC) e quelli ottimizzati per la lettura (MLC) al fine di massimizzare i costi complessivi di storage. I clienti possono ottenere prestazioni all-flash al costo della tecnologia di dischi da 15K[3] con tiering in tempo reale tra tipologie di drive flash, riducendo così i costi dello storage e beneficiando delle prestazioni all-flash per supportare applicazioni come i workload dei database OLTP, per le quali in precedenza lo storage all-flash aveva dei costi proibitivi.

 

Dell Storage SC4020 rappresenta anche un valido supporto per gli array Dell Compellent SC8000, consentendo ai clienti di connettere e gestire tutti gli array con un'unica interfaccia centralizzata, semplificando le operazioni e riducene i costi totali di proprietà. La nuova serie di array di Dell Storage offre inoltre:

 

  • Valore aggiunto senza precedenti con una SAN altamente efficiente e di dimensioni compatte, che la rendono l'ideale per le implementazioni di fascia media o nelle filiali e negli uffici remoti.
  • Prestazioni di classe enterprise con dual controller e SAN ottimizzata per configurazioni all-flash o SSD/HDD ibride.
  • Intelligenza con livelli avanzati di automazione e controllo per auto-calibrare l'ambiente di storage del cliente.
  • Funzionalità software avanzate quali tiering automatico in tempo reale, replica, thin provisioning, snapshot e gestione centralizzata per SAN locali e remote.
  • Licenza software perpetua che consente ai clienti di pagare solo una volta le funzionalità del software, anche in caso di upgrade dell'hardware.
  • Storage unificato con la capacità di gestire storage a blocchi e file con il Dell Fluid File System da un'unica console di gestione.
  • Servizi di supporto Dell Copilot che forniscono una combinazione di assistenza centralizzata e un sistema di monitoraggio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per aiutare a migliorare le prestazioni e la stabilità dei sistemi.

 

Dell amplia il portfolio di Software-Defined Storage

Dell ha anche annunciato il supporto crescente per un gruppo eterogeneo di soluzioni software-defined storage, espandendo il proprio ecosistema di partner con un nuovo rapporto per il go to market con Nutanix. In virtù di questo accordo, Dell offre ai clienti le appliance convergenti per il web della serie Dell XC (Dell XC Series of Web-scale Converged Appliance), che integrano computing, storage e networking in un'unica offerta tramite il software Nutanix. Le nuove appliance offrono vantaggi ai clienti in cerca di un approccio IT integrato, che garantisca implementazione, gestione e scalabilità semplificate a seconda delle esigenze.

 

Poiché il SDS si sta facendo strada nello storage aziendale e nei dibattiti sui software-defined data center di  grandi dimensioni, alcune aziende si stanno muovendo verso soluzioni rivoluzionarie dove le componenti – computing, storage e networking – sono calibrate per lavorare in simbiosi al fine di ottimizzare le prestazioni delle applicazioni e semplificare gestione e scalabilità tramite l'automazione e l'orchestrazione dell'IT.

 

Con un focus sull'offerta di funzionalità data center end-to-end, Dell offre ai clienti molteplici opzioni SDS, insieme ai propri partner, nelle quali l'hardware, i servizi e il supporto Dell sono parti integranti delle soluzioni. L'approccio aperto e completo di Dell all'SDS include integrazione con le piattaforme open source e con i principali hypervisor al fine di fornire una gamma di soluzioni SDS dedicate al cliente per indirizzare varie esigenze di business.

 

Disponibilità:

  • Dell Storage SC4000 Series sarà disponibile a partire dal terzo trimestre 2014.
  • Dell XC Series of Web-scale Converged Appliances saranno disponibili nel quarto trimestre 2014.

           

Dell

Dell ascolta clienti e partner, offrendo loro tecnologie e servizi innovativi, affidabili e di valore. Con i suoi differenti approcci al mercato, Dell è fornitore di riferimento per sistemi e servizi.

 

 

Per informazioni stampa:

Elisabetta Corsano

Dell SpA

+39 02 696 821 21

elisabetta_corsano@dell.com

Chiara Possenti

AxiCom per Dell

+39 02 7526.11.21

chiara.possenti@axicom.com

 



[1] Fonte: sulla base di un'analisi Dell del listino prezzi della concorrenza in USA facendo il rapporto $/GB di Gartner Inc., CP Storage, in data 27 Maggio 2014.

 

[2] Sulla base di test interni  presso i Dell lab utilizzando i toolkit IOmeter e Microsoft Exchange 2013 JetStress nella primavera 2014 2014.

[3] Sulla base di analisi interna Dell del febbraio 2014

 

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