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martedì 10 aprile 2018

Umani, Robot, AI e altre Tecnologie su Weconomy #12

Umani, Robot, AI e altre Tecnologie su Weconomy #12


Dalle auto che si guidano da sole ai cellulari che rispondono alle nostre domande, le nuove tecnologie stanno trasformando radicalmente la nostra vita quotidiana, così come il panorama sociale, lavorativo e collaborativo. 

Gli oltre 20 autori ed esperti intervistati si confrontano su questo tema con punti di vista diversi tutti contenuti nel quaderno Weconomy #12 "Robot – L'automazione è collaborativa?", realizzato dalla Service Design Company Logotel e scaricabile dal sito.


Ogni giorno che passa, viviamo in un mondo sempre più automatizzato. Che siano i robot che puliscono casa nostra, gli assistenti vocali che ci ricordano gli appuntamenti della giornata o i navigatori che ci suggeriscono scorciatoie senza traffico per arrivare in tempo al lavoro, la "rivoluzione" dell'intelligenza artificiale è già qui. 

Se gli effetti sul quotidiano ci sembrano evidenti e, a pensarci bene, anche poco rivoluzionari, gli impatti delle nuove tecnologie sono molto più vasti e profondi sia a livello sociale sia aziendale. 

Nell'immaginario collettivo le speranze e i timori legati a queste innovazioni sono diversi e vanno da scenari dominati da una devastante disoccupazione di massa a scenari caratterizzati da una proficua distruzione creativa.

Gli interventi degli oltre 20 autori ed esperti intervistati del Quaderno Robot – l'automazione è collaborativa sembrano comunque convergere sull'idea che "ci sarà sempre una soglia oltre la quale il ruolo dell'essere umano sarà insostituibile" (Carlo Napoli).  L'ampiezza dello spettro di professioni e background, che include fisici (Massimo Temporelli), giornalisti (Luca De Biase), filologi (Luca Toschi), manager (Gianpaolo Barozzi, Renato Dorrucci), filosofi (Stefan L. Sorgner) e bioingegneri (Alessandro Vato), per citarne alcuni, sottolinea la pluralità di opinioni necessaria per inquadrare gli sfocati confini di un tema tanto attuale quanto controverso.

Cristina Favini, Strategist, Manager of Design di Logotel e responsabile del progetto Weconomy, ricorda come ci sia la necessità «di tornare a farci delle domande scomode per capire in profondità gli impatti e la posizione da prendere in merito a queste nuove tecnologie, per capire cosa le macchine possono fare o, meglio ancora, non fare. Perché quello che non fanno esalta il nostro modo di essere persone. […] Invece di cimentarci in una perdente corsa contro le macchine, investiamo in una collaborazione con loro, nella quale il "fattore umano" viene allenato, sviluppato e valorizzato». Del resto, come afferma Massimo Temporelli (Presidente e co-founder di The FabLab), «la nostra specie è il risultato di una riuscita coevoluzione dinamica e in continuo mutamento tra il nostro organismo, la biologia e la tecnologia, tra natura e cultura. Secondo l'autore infatti: « la tecnologia è umanizzante. [...] Per questo i robot e le AI non solo non devono farci paura ma devono essere accolte con attento entusiasmo». Per ottenere dei risultati concreti e positivi comunque, sottolinea ancora Cristina Favini, «[...] servirà sempre più investire su nuovi modelli di formazione e apprendimento che insegnino non le soluzioni ma a risolvere problemi».

Da marzo il Quaderno Robot – L'automazione è collaborativa? è scaricabile dal sito www.weconomy.it che è stato completamente riprogettato e dove è ora possibile, non solo leggere i contenuti, ma anche ascoltarli. 

Il quaderno è disponibile in italiano, inglese e presto anche in francese (file .pdf, licenza Creative Commons). Stampato anche in versione cartacea, Robot – L'automazione è collaborativa? va ad arricchire il progetto editoriale "Making Weconomy" di Logotel.

Ecco la lista degli autori del Quaderno #12 di Weconomy:
Gianpaolo Barozzi – Sr. Director HR, Cisco
Thomas Bialas – Futurist
Daniele Cerra – Digital Innovation Officer, Logotel
Simone Colombo – Senior Manager Social & Business Community, Logotel
Luca De Biase – Innovation journalist and writer
Renato Dorrucci – Responsabile Formazione, Sviluppo Manageriale e Scuola dei Capi, Intesa Sanpaolo
Cristina Favini – Strategist, Manager of Design Logotel e responsabile del progetto Weconomy
Nicola Favini – Direttore Generale e Manager of Communities Logotel
Maria Grazia Gasparoni – Education Director, Logotel
Kevin LaGrandeur – Professor & Director of NYIT Technical Writing Programs, New York Institute of Technology
Laughing Man – Writer
Carlo Napoli – Head of Open Innovation Culture and Project, Enel
Alberto Sanna – Direttore Centro di Ricerca Tecnologie Avanzate per la Salute ed il Ben-Essere, IRCCS Ospedale San Raffaele
Vincenzo Scagliarini – Community manager Content Specialist, Logotel
Massimo Temporelli – Presidente e co-founder, The FabLab
Elena Tosca – Direttore Master in Meccatronica & Management MEMA, Liuc Business School –  Università Cattaneo e Titolare corso "Gestione delle Carriere", Liuc Univeristà Cattaneo
Luca Toschi – Direttore del Center for Generative Communication, Università di Firenze
Il quaderno include inoltre una serie di videointerviste fatte in occasione della mostra Posthuman a:
Francesco Botturi – Professor of Moral Philosophy, Università Cattolica Milano
Eyal Burstein – Designer
Francesca Ferrando – Philosopher of the Post-human
Nika Mahnič – Critical writer
Fabio Secci – Adaptive athlete and Customer Experience Manager
Josephine Smart – Professor of Anthropology, University of Calgary
Stefan Lorenz Sorgner – Professor of Philosophy, John Cabot University in Rome
Alessandro Vato – Bio-engineer and Researcher, Italian Institute of Technology Rovereto


WECONOMY
Dal 2010, Weconomy è la piattaforma culturale creata da Logotel e dedicata all'economia collaborativa. 

Weconomy conta ad oggi 1 blog, 1 libro stampato e che ha registrato oltre 15.000 download, 12 quaderni stampati e con più di 55.000 download, oltre 180 autori.
Sul sito è possibile trovare in italiano, inglese e francese i contenuti rilasciati con licenza Creative Commons.


LOGOTEL
Logotel è la Service Design Company che progetta e accompagna la trasformazione delle imprese in modo collaborativo. Il suo team di oltre 180 professionisti progetta e sviluppa servizi ed esperienze su scala internazionale, dalla strategy al delivery al "life" dei progetti. 

L'approccio di Logotel unisce discipline e competenze diverse, sempre "People & Design Focused", rendendo concreta l'innovazione, ingaggiando i network di intere organizzazioni distribuite sul territorio, ridisegnando le relazioni tra Brand, Clienti interni ed esterni per generare impatti reali. 

Nel 2017 Logotel ha lavorato per oltre 60 Clienti diversi, ha coinvolto 5.000 persone in progetti formativi e ne ha connesse più di 80.000 con le 31 Content and Business Community Network che erogano servizi e contenuti, motivano, attivano la condivisione e fanno partecipare.



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venerdì 23 marzo 2018

75% ITALIANI CHE USA INTERNET VUOLE ACQUISTARE UNO SMART SPEAKER

75% ITALIANI CHE USA INTERNET VUOLE ACQUISTARE UNO SMART SPEAKER

È quanto emerge da una ricerca effettuata da FIND. L'ad Marco Loguercio: "In Italia deve nascere un ecosistema adeguato attorno a questi smart speaker per offrire valore reale a chi li usa".



Tre italiani su quattro che accedono a Internet si dicono propensi ad acquistare uno "smart speaker", dispositivi nati dall'unione tra un altoparlante bluetooth e un assistente personale digitale dotato di capacità di riconoscimento vocale. È quanto emerge da una ricerca realizzata da FIND, agenzia di search marketing che studia le ricerche dei consumatori per lo sviluppo di strategie di marketing per le aziende, in collaborazione con Duepuntozero Doxa. Solo il 25% degli intervistati ha dichiarato che non è interessato all'acquisto, mentre tra quanti lo acquisterebbero un 24% si è detto addirittura "molto propenso" a dotarsi di un assistente vocale intelligente.

Perché gli italiani comprerebbero uno smart speaker. La maggior parte – quasi il 60% - di quanti si dicono interessati ad acquistare uno smart speaker come Google Home (il primo a essere disponibile in Italia) o Amazon Echo (leader mondiale, non ancora disponibile in Italia)acquisterebbe un assistente vocale per controllare con la voce i sistemi di domotica compatibili, come gli impianti di riscaldamento e condizionamento, la tv, gli elettrodomestici della cucina, ecc. Molti (49%) si doterebbero di uno smart speaker per ascoltare la musica o le notizie alla radio: scegliere le canzoni, cambiare stazione radio o alzare il volume il tutto sempre e solo con la voce. Il 42% degli intervistati utilizzerebbe il proprio dispositivo per effettuare ricerche online e il 40% specifica che troverebbe molto comodo utilizzare la voce per avere ricette passo a passo durante la preparazione del pranzo o della cena. Le altre funzioni utili che gli italiani associano agli smart speaker sono: ricevere informazioni sul traffico, comprare online prodotti di uso quotidiano che si è soliti avere in casa e ordinare cibo a domicilio.

L'uso degli assistenti vocali in Italia su smartphone e tablet. Gli assistenti vocali digitali sono disponibili in Italia da diversi anni su smartphone e tablet (Apple Siri, Microsoft Cortana, Google Assistant), ma oltre il 50% degli italiani non li utilizza. Quelli che lo fanno li usano per far partire ricerche su prodotti o informazioni generali (28%) e ottenere indicazioni stradali (28%). Il 17% chiede al proprio dispositivo di avere aggiornamenti sul meteo, il 14% sulle notizie del giorno e il 9% usa il comando vocale per sapere gli appuntamenti segnati sulla propria agenda. La maggior parte delle ricerche vocali in Italia vengono effettuate da smartphone (46%), e meno da tablet (36%).

"Di base - spiega Marco Loguercio, fondatore di FIND - gli assistenti digitali che rendono intelligenti questi altoparlanti sanno svolgere autonomamente poche funzioni: fornire le previsioni del tempo, l'orario, convertire pesi e misure, cercare informazioni online, trovare ristoranti e cose simili. La loro portata, come già successo con le app per gli smartphone, si amplia quanto più i produttori riescono a creare attorno a questi prodotti un ecosistema che coinvolga le aziende, le istituzioni, il sistema educativo. In Italia questo ecosistema per gli smart speaker sta nascendo soltanto adesso e sarà fondamentale che le aziende vi prendano parte cercando di capire come poter portare valore a chi ne fruisce. Negli Stati Uniti, ad esempio – dove gli smart speaker sono presenti da diversi anni, prosegue Loguercio - grazie alle skill (il nome dei programmi sviluppati per questi sistemi a controllo vocale) elaborate dalle catene di ristorazione, io posso ordinare e pagare con la voce una pizza o il sushi senza bisogno di toccare il mio smartphone. Allo stesso modo posso fare piccoli acquisti su Amazon o Walmart, prenotare un taxi o un ristorante, consultare il mio conto corrente o controllare la scadenza della mia polizza assicurativa. Un ecosistema di valore così elevato che il 65% degli statunitensi che possiedono uno smart speaker non tornerebbe indietro a una vita senza questi dispositivi".

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