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lunedì 4 febbraio 2013

LEGA NORD, CRONISTORIA SULLE QUOTE LATTE

CRONISTORIA. L'ammontare delle multe non riscosse per la questione delle quote latte è complessivamente di 4,4 mld di euro dal 1988 al 2008.

Dal 1983 al 1993, l’Italia assommò multe per circa 1,8 miliardi di euro e nel 1994 e lo splafonamento fu addebitato alla cattiva gestione di Unalat, le multe cancellate a tutti i produttori con l’avallo delle organizzazioni di categoria.

Fu una decisione approvata e condivisa da tutti e la Lega quasi neanche esisteva.

Dal 1995 al 2008 il gettito di multe non riscosso è di 2.537 miliardi di euro di cui una parte consistente è stata oggetto di sanatoria attraverso due diverse rateizzazioni.

La prima di Gianni Alemanno (legge 119/2003), il ministro delle politiche agricole che fece digerire a Bruxelles un'operazione altrimenti definibile come un aiuto di Stato.

La seconda di Luca Zaia (legge 33/2009) che negoziò, nelle vesti di ministro alle politiche agricole, l'aumento istantaneo della quota produttiva assegnata all'Italia dando la possibilità, per gli splafonatori irriducibili, di aderire ad una seconda rateizzazione delle multe.

Tra le due operazioni c'è una differenza sostanziale: la prima, quella di Alemanno, è una sanatoria mentre la seconda è una rateizzazione con tanto di interessi da pagare (per cui Zaia venne duramente criticato proprio dai Cobas e Milk Warriors).

La sanatoria Alemanno prevedeva la rateizzazione in 14 tranche da pagare a interessi zero per le multe nelle campagne comprese dal 1995 al 2001.

La rateizzazione Zaia era sul prelievo supplementare relativo alle campagne lattiere fino al 2008/09, comprensivo di una quota interessi, da onorare in rate in numero variabile, fino a un massimo di 30, per somme non inferiori a 25.000 euro.

I NUMERI. In base a dati Agea di fine 2012, estrapolati dalla relazione che l'Agenzia ha fornito alla Corte dei conti e dalla relazione che la Commissione Ue ha fatto al Consiglio europeo, alla rateizzazione delle multe prevista dalla legge 119/2003 hanno aderito circa 15.000 aziende, per un totale di 346 milioni di euro di debito complessivo rateizzato, a fronte di un totale di aziende multate tra il 1996 e il 2001 pari a 23.141, per un importo in multe complessivo pari a 1.386,5 milioni di euro.

Quindi, l'adesione alla sanatoria Alemanno è stata di circa i 2/3 delle aziende debitrici, per poco più di 1/4 del prelievo supplementare totale. Il restante terzo dei produttori, 8.141 allevatori, ha preferito proseguire il contenzioso.

Altri 1.900 produttori hanno rinunciato al contenzioso pagando il dovuto. In termini di importi, la quota del debito degli allevatori che non ha deciso di rateizzare per il periodo 1996/2001 ammonta a 1.040 mln di euro.

Ad essi si aggiunge l'importo complessivo di multe maturate tra il 2002 e il 2008/2009, pari a oltre 1.151 milioni di cui ancora da riscuotere sono 926,54 milioni di euro; a questi si applica la legge Zaia, a cui hanno aderito centinaia di produttori per 86 milioni di euro di multe rateizzate.

Ad oggi, secondo calcoli Agea, il totale complessivo delle multe ancora da riscuotere, dal 1995 al 2008, ammonta a 1.585,57 milioni di euro.

LA LEGA NORD E LE QUOTE LATTE

Oggi si continua a sostenere che il Carroccio ha tutelato e tutela i Cobas del Latte per aiutarli a non pagare le multe, falso: nel corso degli anni, a seguito di passaggi complessi che ci vorrebbe un libro per raccontarli, dai Cobas esce un gruppo di alcune centinaia di splafonatori duri e puri (non arrivano a mille) che non ha mai preso in considerazione la possibilità di mettersi in regola approfittando delle due leggi (Alemanno del 2003 e Zaia del 2009) che hanno offerto la possibilità di rateizzare le multe rimanenti che ad oggi ammontano a 1,5 miliardi.

Tra di loro ci sono allevatori che le multe non le stanno pagando non perché tutelati politicamente dal Carroccio ma perché hanno legittimamente deciso di seguire la via giudiziaria e hanno ottenuto le sospensive da parte del Tar e dei tribunali ordinari: da questi Agea non può pretendere alcun pagamento.

Per quanto riguarda la legge Zaia, la scadenza del versamento della prima rata era stata fissata in media per il 30 giugno 2010, ma due successivi provvedimenti l'hanno differita, prima al 31 dicembre 2010 e, poi, al 30 giugno 2011.

Gli slittamenti del termine di pagamento hanno riguardato anche il versamento dell'ottava delle 14 rate della rateizzazione Alemanno.

La proroga delle due scadenze è stata voluta e ottenuta dalla Lega Nord, ma lo stop al pagamento delle rate interessa chi alle rateizzazioni ha aderito e non, come erroneamente riportano da molti giornali, chi a quelle operazioni non ha aderito.

Gli irriducibili, i Cobas del latte e Milk Warriors, contestatori della prima ora del sistema quote hanno preferito continuare nel contenzioso giudiziario e, per costoro, le azioni della Lega non hanno alcun effetto.

Anzi, semmai l'effetto è deleterio, perché il Carroccio politicizzando la questione, ha trasformato una battaglia amministrativa in una querelle politica.

Per altro, va aggiunto che la Commissione Europea ha chiesto spiegazioni in merito alla proroga del versamento della rata solo per coloro che avevano aderito alla formula Alemanno (legge 119/2009), in quanto, essendo essa stata concordata con il Consiglio europeo senza interessi (nella decisione 16 luglio 2003), prevedeva esplicitamente un piano di rientro senza rinvii del debito pregresso.

E ogni proroga sarebbe altrimenti configurabile come aiuto di Stato.

Infine, la maggioranza dei 25mila produttori di latte hanno scelto di rateizzare le proprie multe usando le leggi volute da due ministri del centrodestra e pagano secondo le scadenze previste dalle norme.

martedì 29 gennaio 2013

I meriti della Lega e il governo europeo


Nei primi anni '90 irruppe sulla scena politica italiana la Lega. Dopo trent'anni di dittatura partitocratica si presentava una vera forza di opposizione dato che il Pci si era consociato al potere. La comparsa della Lega permise le inchieste di Mani Pulite che scoperchiarono il verminaio di Tangentopoli che ci è costata 630 mila miliardi, un quarto del debito pubblico. Prima dell'avvento della Lega i magistrati che avevano tentato di indagare sul fenomeno criminale delle tangenti erano stati stoppati. Angelo Milana, pretore a Piacenza, fece nel 1988 un'inchiesta che anticipava di qualche anno quelle di Mani Pulite: mise in carcere un sindaco comunista, uno socialista e un importante imprenditore del nord, Romagnoli. Si sollevò tutto l' 'arco costituzionale' e non, e persino il vescovo della città gridando all'infamia. Milana fu deferito al Csm che ne propose il trasferimento nella vicina Trieste. Era un vecchio giudice e reagì andandosene in pensione. Il Pm Carlo Palermo, magistrato a Trento, ebbe la sfortuna di imbattersi, in un'indagine su un traffico d'armi, nel nome di Craxi. Fu trasferito d'imperio nella vicina Trapani dove, dopo tre mesi, subì un attentato dinamitardo detto 'di mafia'. Cosa aveva potuto scoprire sulla mafia in soli tre mesi? Nulla. Palermo se la cavò, ma nell'attentato rimasero uccise una giovane madre e i suoi due figlioletti. Rammento questo episodio perché in Italia ci si ricorda solo dei morti eccellenti, anche quando mascalzoni, la 'gente comune' cade subito nel dimenticatoio.
Ma veniamo al punto.. La prima Lega di Bossi e Miglio propose di dividere l'Italia, senza minarne l'unità, in tre macroregioni: Nord, Centro, Sud. Era un'idea innovativa e intelligente perché si tratta effettivamente di tre realtà diverse: per economia, socialità, cultura e clima (non si può chiedere a uno che vive in Sicilia di lavorare 13 ore al giorno come un industrialotto di Varese, ma non può nemmeno pretendere di averne lo stesso tenore di vita). Come tutte le idee intelligenti fu ferocemente avversata ("le tre repubblichette") dal ceto politico stanziato a Roma che vede le cose solo dall'angolo di visuale capitolino (limite che ritrovo anche nel Fatto). Poi l'idiozia e la spocchia della sinistra regalarono la Lega a Berlusconi e delle tre 'macroregioni' non si parlò più. Roberto Maroni ritira fuori adesso l' 'Euroregione del Nord' (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli). Paradossalmente proprio l'Unione Europea rende questa ipotesi più praticabile, anche se sul lungo periodo. Se infatti l'Europa riuscirà ad unirsi anche politicamente, con un unico governo, i suoi punti di riferimento periferici non saranno più gli Stati nazionali, che spariranno, troppo deboli per assicurare da soli la difesa e una coerente politica estera, e troppo poco coesi per esaudire le istanze identitarie che, in tempi di globalizzazione, tornano sempre più prepotentemente alla ribalta, ma aree geografiche omogenee che potranno anche superare i vecchi confini (l'Alto Adige col Tirolo, la Riviera di Ponente con la Provenza, l'Aosta con la Savoia, eccetera). Naturalmente i più feroci avversari di un' Europa ad unico governo saranno le leads politiche nazionali e in particolare quella italiana. Che posto avrebbero in un governo europeo, i La Russa, i Fini, i Casini, i Bersani, le Finocchiaro, i Berlusconi, gli Alfano, i Cicchitto? Quello dei pulisci cessi. Ma la Storia mi pare andare in questo senso, sempre che noi non si voglia rimanere eternamente succubi dell' 'amico americano'.

Fonte articolo

giovedì 24 gennaio 2013

IL PD IN DIFFICOLTA' SU MPS ATTACCA LA LEGA. PIU' DEL 70% DEI SOCI CREDIURONORD GIA' RIMBORSATI

MILANO, 24 GEN. - E' prettamente strumentale la polemica innescata da Pierluigi Bersani, leader del Pd, in difficoltà su MPS che attacca la Lega sulla banca Credieuronord. Sono stati 1500 i soci interamente rimborsati dal "Comitato aiuto soci" che sta lavorando alacremente per completare il rimborso del restante 30%.


Prosegue e non si ferma infatti il lavoro del comitato di soccorso in favore dei Soci della Credieuronord, ora Euronord Holding Spa, messa in liquidazione dopo una breve e sfortunatissima esperienza finanziaria, che si concluse con la condanna di tre ex dirigenti dell'Istituto, ritenuti i soli responsabili della «mala gestio» della banca. Al Comitato di Soccorso nato nel 2007, si sono fino ad oggi rivolti oltre 2.500 soci e a ciascuno di essi è stato o sarà presto rimborsato fino all'80% del capitale inizialmente versato. La differenza resterà in capo alla Euronord Holding che provvederà a liquidarlo nei tempi e modi stabiliti dall'Organo Liquidatore in ossequio alle disposizioni del Tribunale. Dal giorno della sua nascita il Comitato ha raccolto e rimborsato ai soci Credieuronod la considerevole cifra di 5.271.001 euro (praticamente il 70% dell'obiettivo prefissato) con un'incessante attività che ha permesso di definire la posizione di oltre 1.500 persone, e tuttora prosegue senza sosta, per dare un aiuto concreto a tutti i soci che hanno fatto richiesta. Il criterio scelto dal Comitato per il rimborso - suddividere i soci "per fasce di quote detenute" ed iniziare dal basso - si è rivelato assai efficace, in quanto ha consentito di arrivare a rimborsare, in tempi ragionevolmente brevi, il più alto numero di persone possibile. Il Comitato, infatti, ha suddiviso gli azionisti in fasce: 1.069 soci che avevano sottoscritto da 1 a 100 azioni, 566 soci da 101 a 300, 140 soci da 301 a 500, 88 soci da 501 a 1.000 e soltanto 50 che ne possiedono più di mille. La prima fascia è stata interamente risarcita fin dal mese di Dicembre 2008


PER CHIEDERE IL RIMBORSO, GLI AZIONISTI possono contattare il numero 339.5882902 (in orario d'ufficio) o scrivere una mail all'indirizzo mail: info.comitatodisoccorso@yahoo.it, dove sarà anche possibile richiedere tutte le informazioni del caso. MPS farà altrettanto?

venerdì 18 gennaio 2013

ELEZIONI: ANARCHICI A BANCHETTO LEGA TRENTO, TRE CONTUSI


(ANSA) - TRENTO, 18 GEN - Un paio di attivisti della Lega Nord contusi, lo stesso l'ex presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, Franco Tretter, che passava per caso, e pure il gestore di un bar in ospedale. Questo il bilancio di un blitz di un gruppo di anarchici a un gazebo della Lega Nord in piazza Duomo a Trento.
E' accaduto intorno alle 16, cosi' come gia' ieri in tarda mattinata un gruppo di anarchici aveva interrotto l'attivita' di raccolta firme del partito contro i contributi che vengono concessi agli immigrati. Uno striscione e slogan urlati, piu' un cartellone leghista sporcato di vernice nera erano state le azioni di ieri degli anarchici. Oggi invece le due parti si sono misurate con la forza. Un'azione velocissima quella degli anarchici, una manciata di minuti, poi la fuga, a quanto raccontano i leghisti. Hanno staccato tre gambe del tavolino dov'era in corso la raccolta firme e se le sono portate via.
I due contusi della Lega Nord sono in ospedale, pare feriti alla testa. Uno e' un vecchio militante, Corrado Dallavecchia.
Gli anarchici, a onor del vero, in piazza c'erano da un po', poi sono comparsi all'improvviso davanti al banchetto, spiegano quelli della Lega, che praticamente non hanno avuto il tempo di reagire. Le botte sono arrivate anche da una ragazza del gruppo, contro il titolare del bar Italia, Amedeo Gaudio, li' nella piazza, che si e' messo in mezzo per calmare il tafferuglio e ora e' in ospedale per le cure del caso. Preso di striscio nel tafferuglio invece Tretter, che se n'e' andato spiegando che si sarebbe fatto controllare dal dentista.
Unica cronista ad assistere alla scena e' stata una giornalista, notata dagli anarchici a riprendere l'accaduto con un telefonino e costretta a cancellare i filmati dagli stessi anarchici.
In piazza, con le forze dell'ordine, e' accorso anche il questore, Giorgio Iacobone. 'E' stato un episodio molto grave, adesso vedremo e prenderemo i dovuti provvedimenti'.

 

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