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mercoledì 10 ottobre 2018

Il mercato Cloud in Italia supera i 2,3 miliardi di € nel 2018 (+19%), il 23% delle grandi imprese si affida a servizi Cloud per processi chiave | Dati Osservatorio Cloud Transformation - Politecnico di Milano

Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano
Osservatorio Cloud Transformation 

Il Public & Hybrid Cloud, ovvero l'insieme dei servizi forniti da provider esterni e l'interconnessione tra Cloud pubblici e privati, raggiunge 1,24 miliardi di Euro (+28%);
il Virtual & Hosted Private Cloud, ovvero i servizi infrastrutturali residenti presso fornitori esterni, valgono 593 milioni di Euro (+14%);
il mercato della Datacenter Automation e convergenza, ovvero la modernizzazione delle infrastrutture on-premises, cresce del +4% raggiungendo 500 milioni di Euro.

Il Mercato Cloud in Italia supera i 2,3 miliardi di €
nel 2018 +19% rispetto al 2017

  • I settori che trainano il mercato dal punto di vista della spesa sono il  Manifatturiero (25% della spesa Public & Hybrid Cloud) e Bancario (20%), seguiti da Telco e media (15%), Servizi (10%) e Utility (9%).
  • I servizi PaaS e SaaS per l'intelligenza artificiale mostrano tassi di crescita sopra la media del mercato rimarcando il ruolo del Cloud nell'abilitare l'innovazione tecnologica.
  • L'8% delle aziende ha già un team dedicato alla gestione del Cloud e il 13% lo vuole introdurre, ripensando organizzazione aziendale e figure professionali per poter cogliere le nuove opportunità a disposizione.
  • Anche il canale ICT ha ormai intrapreso un percorso di trasformazione della propria offerta verso il Cloud: cresce infatti l'offerta di servizi applicativi(SaaS), così come l'interesse verso i servizi di piattaforma (PaaS) come principali driver di crescita e di creazione di valore aggiunto, rimane stabile la diffusione di servizi infrastrutturali (IaaS), con un ulteriore consolidamento in particolare dei servizi di Storage.  

Milano, 10 ottobre 2018 – In Italia i progetti di trasformazione per le infrastrutture critiche e la specializzazione dell'offerta di servizi verticali e "core" sono diventati la norma in molti ambiti e settori di impresa: l'82% delle imprese medio-grandi utilizza almeno un servizio in Public Cloud, nel 23% dei casi in maniera estesa su processi core. Le imprese italiane hanno ormai iniziato il percorso verso la nuvola e, anzi, lo hanno reso parte integrante della propria strategia IT, ritenendolo una soluzione preferenziale per la realizzazione di nuovi progetti (nel 25% dei casi), se non addirittura una scelta obbligata (6%).

"Alla luce di questa maturazione nell'approccio al Cloud, oggi le Direzioni IT sono chiamate a compiere un ulteriore passo avanti: il nuovo traguardo da raggiungere per il Cloud diventa l'agilità dei sistemi informativi e, a tendere, dell'organizzazione nel suo complesso" afferma Alessandro Piva, Direttore dell'Osservatorio Cloud Transformation "Un primo passo è l'utilizzo di modelli di orchestrazione dell'Hybrid & Multi Cloud, ovvero l'utilizzo contemporaneo di differenti modelli di Cloud e vendor. Ciò significa andare oltre la connessione statica di servizi infrastrutturali e di applicativi eterogenei, lavorando con una logica nuova e dinamica orientata alla flessibilità. Non solo, significa anche ripensare l'organizzazione, con l'inserimento di nuove competenze, professionalità e modelli di presidio e governo delle competenze Cloud in azienda, e trasformare il modo di approcciare i progetti digitali, introducendo logiche agili e flessibili per cogliere appieno le opportunità di innovazione. Una trasformazione che, a partire dalla Direzione IT, pervade il business, modificando le modalità di relazione tra tutti gli stakeholder coinvolti".

È quanto emerge dalla fotografia scattata dall'Osservatorio Cloud Transformation, giunto alla ottava edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano*.

La ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno "Cloud Transformation: Evolvere Con Le Nuvole Verso L'organizzazione Agile" ha analizzato nel dettaglio l'evoluzione dell'offerta e i modelli di adozione di tale soluzione nelle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni coinvolgendo in una serie di incontri diretti una community di oltre 200 manager ed esperti sul tema.

L'analisi della spesa in Cloud per settore aziendale
Nel 2018 il mercato Cloud italiano vale 2,34 Miliardi di Euro, in crescita del 19% rispetto al valore di consuntivo del 2017 (pari a 1,97 Miliardi).
  • L'utilizzo di servizi esterni di Public & Hybrid Cloud, ovvero l'insieme dei servizi forniti da provider esterni e dagli "ibridi" tra provider pubblici e privati, raggiunge 1,24 miliardi di € a valore, con una crescita del 28%;
  • il Virtual & Hosted Private Cloud, ovvero i servizi infrastrutturali residenti presso fornitori esterni caratterizzati da maggiore flessibilità in termini di personalizzazioni e maggiore isolamento, raggiungono i 593 milioni di € (+14%);
  • il mercato della Datacenter Automation e convergenza, infine, mostra una crescita più modesta (+4%), raggiungendo 500 milioni di Euro.
 Guardando alla spesa Cloud per settore merceologico, le dinamiche di crescita sono per tutti i settori in linea con quelle del mercato complessivo. I primi in termini di spesa sono il Manifatturiero (25% del mercato Public & Hybrid Cloud), che risente della spinta del piano per l'industria 4.0, il settore Bancario(20%), dove l'Hybrid e Multi Cloud rappresentano abilitatori per mantenere internamente i dati critici e gestire il livello di rischio legato al lock in con il fornitore, e il settore Telco e Media (15%), che sta puntando sulla gestione dei contenuti in Cloud e sull'utilizzo delle architetture serverless per la gestione dei carichi infrastrutturali. Successivamente, troviamo i settori dei Servizi (10%) e delle Utility (10%), dove nonostante le forti regolamentazioni, vi sono interessanti progetti in Cloud sul tema dell'Internet of Things. 

Seguono il settore della Pubblica Amministrazione e Sanità (8%), incentivato dall'evoluzione delle infrastrutture IT verso l'esternalizzazione e centralizzazione previste dal Piano Triennale per l'Informatica nella PA, il settore Retail e GDO (8%) e Assicurativo(5%). In tutti i settori il Cloud è ormai riconosciuto come un elemento imprescindibile per rendere l'azienda più rapida nel rispondere ai cambiamenti, ponendo le fondamenta per un ripensamento delle modalità di gestione delle iniziative digitali verso metodologie come l'Agile, che escono dal solo sviluppo software e impattano l'organizzazione nel suo complesso.


Il percorso di migrazione verso un sistema informativo Hybrid e Multi cloud
Il mercato Cloud sta transitando verso una nuova era di maturità. In questi anni abbiamo assistito ad un intenso percorso di trasformazione dei sistemi IT aziendali, in cui le imprese sono ormai passate dall'utilizzare il Cloud solo per alcuni processi specifici, quasi in logica sperimentale, al renderlo parte fondante della propria strategia IT.

"La Cloud Migration è un percorso di cambiamento fluido e pone continuamente nuove sfide alle Direzioni IT, che oggi si trovano di fronte a sistemi ibridi, distribuiti e complessi dove diversi mondi, l'on-premises, il Public e il Private Cloud, devono comunicare efficacemente, supportare rapidamente i cambiamenti e garantire sostenibilità economica nel lungo periodo" Afferma Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Cloud Transformation "Si tratta di un tema strategico per l'IT che, avendo ormai iniziato il percorso verso il Cloud, deve fare un ulteriore passo avanti nell'ottimizzare e consolidare il sistema complessivo generato. In quest'ottica oggi la vera sfida da affrontare è l'orchestrazione dell'Hybrid & Multi Cloud, che significa andare oltre la connessione statica di servizi infrastrutturali e applicativi eterogenei e lavorare con una logica nuova e dinamica orientata alla flessibilità. È un cambio di approccio volto a ottenere il miglior equilibrio tra costi e funzionalità offerte, con una prospettiva nuova, che mette i servizi al centro della strategia IT, superando la logica a silos. La nuova frontiera da superare per le Direzioni IT sarà guidare il Sistema Informativo verso un futuro in cui l'utente potrà usufruire di un'architettura digitale basata su differenti modelli di delivery del servizio, automatizzati in base alle esigenze del contesto di business e alle caratteristiche dell'applicazione. Per poter raggiungere questo obiettivo, è necessario creare uno strato di governo che ponga l'IT come un'architettura dinamica a supporto e a promozione della trasformazione del business".

L'evoluzione della Direzione IT e la creazione di nuove professionalità
"A oggi solo l'8% delle aziende intervistate dichiara di avere un team dedicato al Cloud e il 13% di volerlo introdurre, ma il fatto che un'azienda su cinque stia pensando di creare un reparto dedicato al governo della nuvola dimostra che quando si parla di Cloud non si fa più riferimento ad un cambiamento strettamente tecnologico, ma a un vero e proprio ripensamento dell'organizzazione che consenta di sfruttare le opportunità messe a disposizione" dichiara Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Cloud Transformation  Anche laddove non esista un team formalizzato, esistono persone che, all'interno dell'IT, dedicano del tempo, seppur non sempre in maniera esclusiva, alla gestione delle tematiche inerenti il Cloud. Concentrandosi sulle aziende più grandi, i dati mostrano come alcune competenze chiave risiedano nel personale interno all'organizzazione, che per temi più specialistici si affida a consulenti esterni. La mancanza di competenze è tuttavia ancora percepita come un elemento di freno al successo delle iniziative Cloud, evidenziando la necessità di introdurre nuove figure professionali dedicate. Il Cloud rappresenta un acceleratore straordinario per la trasformazione digitale ma da solo non basta, il cambiamento riguarda soprattutto le persone e la cultura aziendale."

Questi cambiamenti si riflettono anche sul crescente interesse per nuove figure professionali che le aziende ricercano sul mercato del lavoro, sebbene diffuse al di sotto del 10% dei casi.
  • Cloud security specialist (di interesse per il 32% del campione): è responsabile di creare e coordinare una strategia che garantisca la sicurezza sia dei sistemi interni, sia dei servizi in Cloud, colmando il gap tra le esigenze dei responsabili della sicurezza interni all'azienda e quelli del fornitore;
  • Cloud Architect (30%): si occupa di governare l'architettura Cloud mantenendola in linea con quella aziendale, creando una strategia di Cloud Adoption e coordinandone la messa in pratica;
  • Cloud Specialist (27%): supporta il processo di migrazione in Cloud analizzando le esigenze aziendali e selezionando le tecnologie più adeguate, alla luce di un'approfondita conoscenza del mercato Cloud;
  • Cloud Operations Administrator (25%): si occupa della gestione delle Operations nel Cloud. Possiede capacità e conoscenze tecniche per lavorare in team cross funzionali, ricoprire un ruolo rilevante nelle scelte architetturali, gestire il Cloud deployment, gestire l'incident resolution e automatizzare le operations;
  • Cloud Systems Engineer (25%): si occupa della gestione sistemistica ai tempi del Cloud, supportando un'evoluzione strutturata di tutte le risorse IT aziendali. Lavora a stretto contatto con sviluppatori software e product manager team per creare e gestire servizi software scalabili;
  • Cloud Native DevOps Engineer (17%): supporta una maggiore continuità tra le attività di sviluppo, rilascio e gestione di applicazioni in Cloud. Ha profonda conoscenza dei paradigmi architetturali Cloud Native e degli strumenti di DevOps resi disponibili sulle piattaforme in Cloud. Ha familiarità con i linguaggi di programmazione anche se non è necessariamente coinvolto nella scrittura di codice.
 L'evoluzione della filiera del cloud
Il Cloud ha avuto un impatto profondo sui player del settore ICT: non si limita solo ad abilitare una nuova linea di offerta, ma può cambiare radicalmente il modello di business delle aziende che lo introducono, innovando le modalità di relazione con i clienti e i modelli di ricavo. I trend con il maggiore impatto atteso sono anche quelli a cui il Cloud può dare il maggior contributo quale tecnologia abilitante, in grado di accelerarne l'introduzione all'interno del portafoglio di offerta degli operatori e facilitarne l'introduzione da parte dei clienti. Secondo le aziende intervistate, il Cloud rappresenta infatti un abilitatore chiave per gli ambiti dei Big Data Analytics (52%), Collaboration (49%), AI e Cognitive Computing, e Internet of Things ed Edge Computing (entrambi 44%)".

Se si confronta l'attuale presenza delle diverse tipologie di servizi Cloud nel portafoglio di offerta degli operatori con l'intenzione di introduzione futura, è evidente l'ormai quasi raggiunta maturità per molti servizi applicativi (SaaS). L'offerta attuale di servizi applicativi a supporto dei processi di business core dei clienti (44%) risulta cresciuta rispetto alla rilevazione dell'anno scorso, mentre diminuisce l'interesse per un'introduzione futura (4%), indicando come il Cloud sia ormai quasi sempre presente come alternativa credibile all'on-premises.

Rimane estremamente significativo l'interesse verso i servizi di piattaforma (PaaS), che costituiscono l'ambito nel quale gli operatori percepiscono le maggiori opportunità di crescita e di creazione di valore aggiunto. È particolarmente vero per quanto riguarda le componenti di servizio, come le soluzioni di Analytics, Data Governance e Data Quality, Artificial Intelligence, che rappresentano una delle principali aree di investimento in competenze per l'11% degli operatori; mentre sono già parte dell'offerta del 44% delle aziende. Altri ambiti oggi ancora poco diffusi, ma tra i più interessanti in ottica futura, sono quelli dei servizi per la gestione della sicurezza e quelli che abilitano il Serverless Computing (in entrambi i casi, il 7% degli operatori prevede la loro introduzione).

Rimane infine stabile la diffusione di servizi infrastrutturali (IaaS) nel portafoglio di offerta degli operatori, con un ulteriore consolidamento in particolare dei servizi di Storage (presente nel portafoglio del 39% degli operatori). L'ambito verso il quale è stato manifestato il maggior interesse futuro è invece l'Edge Computing (prioritario per l'8% degli operatori).


* L'edizione 2018 dell'Osservatorio Cloud Transformation è realizzata con il supporto di Alcatel Lucent Enterprise, Assolombarda, Fastweb, Hitachi Systems CBT, IBM, Microfocus, Sensei, Storm Reply, Vodafone, Wiit, Workday, Wuerth Phoenix; Aruba, ASP Italia, Beta 80 Group, Eteria, Kelyan, Informatica, Mega International, Twice Reply; Italian Agile Movement.

La School of Management del Politecnico di Milano, costituita nel 2003, accoglie le molteplici attività di ricerca, formazione e alta consulenza, nel campo dell'economia, del management e dell'industrial engineering, che il Politecnico porta avanti attraverso le sue diverse strutture interne e consortili. La Scuola ha ricevuto nel 2007 il prestigioso accreditamento EQUIS. Nel 2009 è entrata per la prima volta nel ranking del Financial Times delle migliori Business School europee. Nel Marzo 2013 ha ottenuto il prestigioso accreditamento internazionale da AMBA per i programmi MBA e Executive MBA. 


La Scuola può contare su un corpo docente di più di duecento tra professori, ricercatori, tutor e staff e ogni anno vede oltre seicento matricole entrare nel programma undergraduate. La Scuola è membro PRME, Cladea e QTEM. Fanno parte della Scuola: il Dipartimento di Ingegneria Gestionale e MIP Graduate School of Business che, in particolare, si focalizza sulla formazione executive e sui programmi Master.

Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano nascono nel 1999 con l'obiettivo di fare cultura in tutti i principali ambiti di Innovazione Digitale. La Vision che guida gli Osservatori è che l'Innovazione Digitale sia un fattore essenziale per lo sviluppo del Paese. La Mission degli Osservatori è produrre e diffondere conoscenza sulle opportunità e gli impatti che le tecnologie digitali hanno su imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, tramite modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e spazi di confronto indipendenti, pre-competitivi e duraturi nel tempo, che aggregano la domanda e l'offerta di innovazione digitale in Italia. 

Gli Osservatori sono ormai molteplici e affrontano in particolare tutte le tematiche più innovative: Agenda Digitale, Artificial Intelligence, Big Data Analytics & Business Intelligence, Blockchain & Distributed Ledger, Cloud Transformation, Cloud nella PA, Contract Logistics, Digital Thinking for Business, Digital Transformation Academy, eCommerce B2c, eGovernment, Export, Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, Fintech & Insurtech, Food Sustainability, Gestione Progettazione e PLM (GeCo), Gioco Online, HR Innovation Practice, Industria 4.0, Information Security & Privacy, Innovazione Digitale in Sanità, Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, Innovazione Digitale nel Retail, Innovazione Digitale nel Turismo, Innovazione Digitale nell'Industria dello Sport, Internet Media, Internet of Things, Kids & Toys, Mobile B2c Strategy, Mobile Banking, Mobile Payment & Commerce, Multicanalità, Omnichannel Customer Experience, Professionisti e Innovazione Digitale, Smart Agrifood, Smart Working, Startup Hi-tech, Startup Intelligence, Supply Chain Finance, Tech Company - Innovazione nel Canale ICT.

Forum ICT Security 2018 - 19a Edizione - 24 Ottobre 2018 - ROMA

Testata

Forum ICT Security 2018

 

Conoscere e Prevenire le Nuove Minacce Informatiche

19a Edizione - 24 Ottobre 2018 - ROMA
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Fervono i preparativi per la 19a edizione del Forum ICT Security. Con già oltre 1000 iscritti si conferma l'appuntamento più importante sulla Sicurezza Informatica.
La partecipazione è GRATUITA previa ISCRIZIONE ONLINE
Nel caso in cui fosse già iscritto, Le diamo appuntamento il prossimo 24 Ottobre.
Orari di apertura
24 Ottobre 2018 – 8.00/17.40

Sede dell'incontro
Auditorium della Tecnica
Viale Umberto Tupini 65 - Roma

 

Programma Convegno

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Ore 08:00

Welcome Coffee

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Ore 9:00
Tavola Rotonda:

La Cyber-Physical Security - IoT (Internet of Things), IIoT (Industrial Internet of Things), ICS (Industrial Control System), SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition): mettere in sicurezza gli apparati da nuove vie di attacco

La crescente convergenza e interdipendenza tra la componente fisica e quella cyber, in particolare nell'ambito delle tecnologie della cosiddetta Industria 4.0, consente agli operatori l'acquisizione e l'analisi di enormi quantità di dati, pressoché in tempo reale, permettendo di migliorare e rendere più efficienti i processi produttivi.
Questa convergenza tra il dominio fisico e quello cibernetico, in particolare in ambienti ICS e SCADA, in cui vengono spesso governati i processi connessi alla continuità operativa di alcune infrastrutture critiche, rappresenta un’opportunità anche per gli attori che operano nel panorama del cyber-crime e dell’hacktivismo, di fronte ai quali è necessario ripensare il tradizionale approccio difensivo a “compartimenti stagni”, a favore di uno maggiormente trasversale, che tenga in considerazione i potenziali impatti fisici di un “attacco virtuale”.
Modera: Luisa FranchinaPresidente di AIIC.
Su questo tema interverranno:
• Gianluca Dini, Professor of Computer Engineering at the University of Pisa
• Ivano Gabrielli, Vice Questore della Polizia di Stato - Direttore CNAIPIC Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche
• Stefano Panzieri, Professor of Automatic Control at Department of Engineering of the University of ROMA TRE
• Remo Pertica, Amministratore Delegato e Presidente del Distretto Tecnologico Ligure dei Sistemi Intelligenti integrati e delle Tecnologie SIIT
• Paolo Prinetto, Presidente del CINI, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica e Direttore del Laboratorio Nazionale Cybersecurity
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Ore 9:50

Strumenti e finalità dei SOC

La pervasività delle tecnologie dell’informazione, i processi globali di Digital Transformation e la crescente complessità del panorama delle minacce cyber delineano scenari caratterizzati da profili di rischio elevati. I Security Operations Center (SOC) sono l’eccellenza operativa a difesa e protezione dell’asset informazione digitale e si avvalgono di processi, tecnologie e capability peculiari: proviamo a definire alcuni concetti esplorando velocemente la storia, gli obiettivi e gli strumenti tipici di un SOC.
Andrea Boggio, Business Development Manager presso Fastweb Spa
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Ore 10:15

Una nuova era di minacce informatiche: lo spostamento verso la rete auto-apprendente e auto-difendente

• Sfruttare il Machine Learning e gli algoritmi IA per difendersi dalle minacce informatiche avanzate e mai viste prima
• In che modo le nuove tecnologie ‘immune system’ consentono di prevenire minacce emergenti e di ridurre i tempi di risposta agli incidenti
• Come ottenere una visibilità al 100% dell'intera azienda, inclusi ambienti cloud, di rete e IoT
• Perché l'automazione e la risposta autonoma consentono ai team di sicurezza di neutralizzare gli attacchi in corso, assegnare priorità alle risorse e ridurre sensibilmente i rischi
• Esempi reali di minacce sottili e sconosciute che saltano regolarmente i controlli tradizionali
Corrado Broli, Country Manager per l’Italia, Darktrace
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Ore 10:40

Il castello di carte. Email security nel 2018

Ci sono voluti molti anni (e molti protocolli) per aggiungere meccanismi tecnici di sicurezza delle email lungo il tragitto tra il computer di origine e quello di destinazione, tutto ciò però non ha affatto fermato spam, malware e phishing.
Questo succede perché la vera destinazione del messaggio non è una macchina ma un organismo biologico, un umano.
In questo intervento vedremo come sia facile veicolare messaggi ingannevoli e malevoli pur nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza.
Rodolfo Saccani, Security R&D Manager in Libra Esva
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Ore 11:05

Industry 4.0: quale protezione per i sistemi always on?

La sicurezza in ambito industriale ha bisogno di approcci e soluzioni mirate che devono integrarsi con la Cybersecurity aziendale. Ecco il  framework "CyberIndustry 4.0" che permetterà di proteggere i propri impianti e chi ci lavora.
Michele Onorato, Security Office Manager di Hitachi Systems CBT
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Ore 11:30

La cybersecurity nella Supply Chain

Intervento a cura di: Fabrizio Sechi, Consigliere ANRA e Unit Director di Aon Hewitt Risk & Consulting
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Ore 11:55

Il GDPR applicato al settore del retail: il caso di Pittarello

Da oltre due anni si dibatte vivacemente sull’applicabilità del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) nei mercati tradizionalmente “distanti” dalle telecomunicazioni, dalla finanza o dalla sanità. Tuttavia sono poche le aziende che ad oggi hanno avviato almeno la prima fase di assessment.
Pittarello - un’eccellenza italiana con 30 anni di storia, più di 65 punti vendita, una piattaforma e-commerce consolidata e un migliaio di dipendenti e collaboratori - ha compreso che gli adeguamenti obbligatori possono rappresentare la migliore opportunità per rafforzare il rapporto di fiducia con la clientela.
In questa sessione Michelangelo Uberti - Marketing Manager di Par-Tec - e Luca Pittarello - E-commerce Manager dell’omonima azienda - illustreranno gli obiettivi, l’approccio adottato ed i primi risultati del progetto di adeguamento al GDPR.
Michelangelo Uberti, Marketing Manager di Par-Tec
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Ore 12:20

Nuove sfide per la sicurezza informatica: come agevolare la collaborazione e le interazioni tra utenti sui progetti di lavoro garantendone la riservatezza anche in ottica GDPR?

La trasformazione digitale investe oggi l'intera società e rappresenta il nuovo modello di relazione tra le persone che costituisce il reale potenziale di crescita per qualsiasi economia. Tanto maggiore importanza assume la digitalizzazione nella vita delle imprese, tanto più è necessario curarne la protezione secondo le due dimensioni di privacy e security, che sono in effetti due lati della stessa medaglia. Basti pensare al crescente utilizzo dei dispositivi mobili: dal singolo computer, allo smartphone o tablet che sfruttano servizi cloud o semplicemente interconnessi e su cui transita una mole enorme di informazioni sensibili, personali e aziendali, per indurre il cyber crime a realizzare attacchi e azioni malevole a discapito del business e dell'interesse del singolo individuo. 
Poiché l'innovazione digitale consente di migliorare l'efficacia e l'efficienza dei processi aziendali, sfruttando al meglio i mercati globali e i nuovi modelli di business, è indispensabile un cambiamento culturale, affiancato a tecnologie a 360° incentrate sulla protezione dei contenuti, ovunque essi siano, e sulla semplificazione delle modalità di gestione delle informazioni. 
In questo modo sarà possibile lavorare in modo più agile, sicuro e rapido, limitando i rischi di data leak dovuti sia ad attacchi dolosi che ad errori umani.
Alfonso Lamberti, Solution Sales Specialist, Boole Server
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Ore 12:45

Armonizzare IT, Security e Compliance... con un pizzico di Cloud!

Oggi le aziende fronteggiano una situazione sfidante, con perimetri in dissoluzione e ambienti operativi estesi a utenti mobili, reti composte da client, server, dispositivi personali, IoT, sistemi SCADA e ICS, istanze cloud, macchine virtuali e persino Security Container.
In questo mare magnum è decisamente complicato implementare una security built-in in modo che non sia implementata a posteriori, con problemi facilmente immaginabili, armonizzando le esigenze di reparti spesso in conflitto come IT, compliance e security.
Le strategie per tenere tutto sotto controllo richiedono di sviluppare o potenziare capacità quali visibilità, rapidità di interrogazione, scalabilità, accuratezza e orchestration trasparente.
Approfondiamo insieme queste sfide, cercando di delineare le possibili soluzioni.
Marco Rottigni, CTSO Qualys EMEA
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Ore 13:10

Data breaches e GDPR: dalla normativa alla norma(lità) attiva - Precetti normativi e scenari operativi percorribili

Cosa hanno in comune la Coca-Cola con Equifax, Facebook con Aadhaar, l’NSA con Ebay, Yahoo con l’European Central Bank … e si potrebbe continuare (praticamente) all’infinito …?
Probabilmente tutti hanno pronunciato almeno una volta frasi del tipo “ noi siamo sicuri”, “a noi non accadrà mai”, “ i dati dei nostri clienti sono blindati”…, ma alla fine anche loro “ci sono cascati”.
Giornalmente giungono notizie relative a data breaches ai danni di aziende, enti governativi, banche, servizi digitali che, alla fine dei conti, grazie ai dati personali dei loro utenti/clienti producono una buona fetta dei loro introiti. Eclatante è stato il +500% delle segnalazioni di violazione di dati personali, pervenute all’Autorità Garante nei mesi scorsi in rapida successione con l’avvio della fase di piena operatività del GDPR.
Le norme da obsolete che erano sono state ormai aggiornate e con esse prassi, procedure, raccomandazioni, ma la strada è tuttora in salita. Il cambiamento da perseguire, forse più complesso, è, ora, quello organizzativo interno e con esso le modalità di approccio legate alla valutazione e mitigazione dei rischi connessi al trattamento dei dati con l’enorme valore economico diretto e indiretto che ciò rappresenta.
Leonardo Scalera, Ministero della Giustizia
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Ore 13:35

Business Lunch

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Ore 14:35

Penetration Test: quali alternative?

Questo contributo cerca di illustrare alcuni punti di debolezza della valutazione della robustezza di un sistema basato su penetration test. Il penetration test ha l'ovvio vantaggio di essere utilizzabile per un qualsiasi sistema, indipendentemente dalla sua complessità e dalla sua implementazione.
Il focus di questa presentazione è sugli aspetti complementari, spesso dimenticati. Di conseguenza, si cercherà di illustrare le debolezze strutturali di questo metodo di valutazione che, proprio perché strutturali, sono indipendenti dalle competenze e conoscenze dei team coinvolti nel test. Dopo aver discusso le varie debolezze, si proporrà una ridefinizione del test in modo da superare queste debolezze ed ottenere una valutazione più oggettiva della robustezza e del possibile rischio.
Fabrizio Baiardi, Full Professor Department of Computer Science Università di Pisa
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Ore 15:00

La Strategia di difesa contro le minacce sconosciute

Il volume e la complessità delle minacce sono in continuo aumento, mentre il tempo e le risorse per affrontarle sono in diminuzione, per cui i professionisti della sicurezza devono far evolvere la propria metodologia ed adottare tecnologie integrate che in automatico supportino le attività di analisi ed individuazione degli attacchi. Lo scopo dell'attività di difesa non è cambiato: proteggere i servizi e le informazioni vitali da furti, manipolazioni e perdite, dovuti ad attori interni ed esterni. Ciò che deve cambiare è il modo di lavorare, concentrandosi sulle modalità per ridurre la frammentazione della protezione, automatizzare le attività di routine e moltiplicare le sinergie tra le misure di difesa a vantaggio di un ecosistema di protezione adattativo.
Marcello Romeo, Presales Manager Italy, McAfee
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Ore 15:25

Kaspersky Cyber Threat Hunting. La ricerca proattiva degli attacchi mirati per la protezione delle infrastrutture aziendali

La maggior parte dei SOC e dei team di Cybersecurity reagiscono agli incidenti di sicurezza a seguito degli alert provenienti dai sistemi di monitoraggio, reagendo soltanto dopo che l’incidente si è già verificato. Allo stesso tempo le nuove minacce, soprattutto quelle avanzate e veicolate con attacchi mirati, si muovono sotto traccia alimentando un falso senso di sicurezza. Risulta sempre più necessario inserire dei meccanismi e delle soluzioni di analisi proattiva per identificare le minacce che restano nascoste per lungo tempo nelle infrastrutture aziendali. L’Adaptive Security Framework di Kaspersky Lab comprende soluzioni avanzate e servizi innovativi di Cyber Threat Hunting per una strategia Anti-Apt all’avanguardia.
Fabio Sammartino, Technical Trainer e Pre-sales Engineer in Kaspersky Lab Italia
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Ore 15:50

Trasferire dati in sicurezza e in conformità alle normative di Data Protection

Il trasferimento dei dati personali è oggi uno dei processi principali delle operazioni di business delle organizzazioni IT in una vasta gamma di settori ed è pertanto esposto a numerosi tipi di minacce e attacchi. I dati in transito sono dati ad alto rischio in quanto il trasferimento rappresenta un’opportunità unica per l’intercettazione. Oltre ai danni imputabili ad azioni criminose occorre poi considerare i rischi derivanti da errori umani o di processo.
Ipswitch sviluppa sistemi di Secure Managed File Transfer innovativi che implementano meccanismi evoluti di autenticazione e gestione delle utenze, controllo e automazione dei flussi di trasferimento, cifratura dei dati in transito e “a riposo” sui file store, logging, non repudiation, integrity checking, tracciabilita’ dei trasferimenti e generazione di reportistica comprovante le operazioni effettuate, nel pieno rispetto delle normative sulla protezione dei dati come PCI-DSS, SOX, GDPR, etc.
Paolo Ferrari, Senior Director, Sales Southern Europe & MSP Solutions, Ipswitch
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Ore 16:15

World War 3.0 is here – are you protecting yourself pro-actively?

Studies show that 99% of the vulnerabilities exploited by the end of 2020 will continue to be ones known by security and IT professionals at the time of the incident. The problem is that not enough time is spent being proactive and securing that the infrastructure is up to date. Cybercriminals take advantage of this and continue to find success by exploiting known vulnerabilities and use successful methods like phishing to gain access to your infrastructure. The EU is taking this very seriously and has initiated the NIS-Directive – guidelines for critical infrastructures to protect themselves. These are good practices for all enterprises to adopt. Margherita and Alessandro from Clavister will share 3 key security use-cases on how to protect your business and be proactive.
Margerita Dellea, Clavister General Manager for Southern Europe
Alessandro Predieri, Sales Engineer Italy
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Ore 16:40

Intelligenza Artificiale sotto Attacco: la Nuova Frontiera del Malware

L’intelligenza artificiale costituisce oramai una realtà concreta nella risoluzione dei nostri problemi quotidiani. Questo è vero anche per la rilevazione dei malware, dove tecnologie basate sul machine learning sono diffusamente utilizzate per contrastare l’elevatissima varietà degli attacchi disponibili. Nonostante tali tecnologie abbiano portato dei grossi miglioramenti rispetto alle precedenti euristiche, diventa fondamentale capire quanto questi sistemi “intelligenti” siano resistenti ad attacchi atti a sfruttare proprio le debolezze dei moderni algoritmi di apprendimento. In questo mio intervento, fornirò una panoramica delle vulnerabilità dei moderni sistemi di machine learning, descrivendo i risultati ottenuti dalla ricerca scientifica nella creazione di nuovi malware non rilevabili. Inoltre, illustrerò alcune proposte per il miglioramento della robustezza degli algoritmi di apprendimento automatico, discutendo in particolare il trade-off fra accuratezza nella rilevazione e robustezza ad attacchi mirati.
Davide Maiorca, Ricercatore Post-Doc presso l'Università degli Studi di Cagliari
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Ore 17:05

Crypto Crime: rischi dell'utilizzo e del possesso delle criptovalute, contromisure e casi reali

L'utilizzo delle criptomonete è diventato ormai piuttosto diffuso e, di conseguenza, lo sono i reati compiuti a discapito dei possessori di queste particolari monete, oltre ovviamente quelli compiuti tramite il loro utilizzo. Non solo, vittime degli attacchi sono sempre più spesso gli Exchange o coloro che si ritrovano a gestire quantità ingenti di denaro virtuale perché forniscono servizi di scambio a fronte di una commissione. Durate l'intervento vedremo alcuni esempi reali di cripto crime ragionando sulle modalità con cui avvengono questi reati e quindi sui rischi che corrono le potenziali vittime, arrivando a delineare un insieme di contromisure per utilizzatori ed exchange utili per proteggere i propri asset digitali sia in ambito privato sia in quello corporate.
Paolo Dal Checco, Consulente Informatico Forense
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Ore 17:40

Distribuzione Gratuita di ICT Security Collection 002

Il secondo volume, cartaceo, di 170 pagine che contiene una selezione dei migliori articoli sui temi:
• GDPR - 6 mesi dopo
• Cyber Risk & Business Continuity
• Incident Response
• IoT Security
• Human Error & Insider Threats
• Ethical Hacking
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Sede dell'evento

Auditorium della Tecnica
Viale Umberto Tupini 65 - Roma

Orari di apertura

24 Ottobre 2018 – 8.00/17.40

Modalità di partecipazione

La partecipazione all'evento è gratuita.

A chi è rivolto

Il Forum ICT Security è un evento B2B e si rivolge a:
Security Manager (CSO,CISO), IT Manager (CIO), Network Security Managers, CFOs, CXOs, Risk Managers, Datacenter and Infrastructure Managers, Business Manager (LoB, GM, CEO), Progettisti, Legali, Buyer, Consulenti, Auditor e Sviluppatori Software IT, Professionisti Information Security e Investigazioni Digitali, Università e Centri Ricerca.

Crediti CPE

Le relazioni sono tenute da esperti del mondo accademico e da professionisti del settore e danno diritto a crediti/ore CPE (Continuing Professional Education) validi per il mantenimento delle certificazioni CISSP, CSSP, CISA, CISM, CRISC, CGEIT o analoghe richiedenti la formazione continua.
L’attestato di partecipazione verrà inviato via e-mail a tutti coloro che avranno registrato entrata ed uscita dalla manifestazione.

Servizi riservati ai Visitatori

• L'ingresso è completamente gratuito
• Catalogo espositori mostra e programma convegni
• Coffee e Lunch offerto dagli organizzatori
• Attestato di partecipazione con crediti/ore CPE
• Incontri one to one a richiesta
• Slide degli interventi disponibili per il download a fine evento

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