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mercoledì 16 dicembre 2015

Avaya: Cosa può insegnare la saga di Star Wars ai Direttori della divisione IT?

A cura di Massimo Palermo, Regional Sales Leader  di Avaya Italia

 
Milano, 16 dicembre 2015Conosciamo tutti la saga di Star Wars: un’epica battaglia tra bene e male che coinvolge cavalieri, principesse, forze oscure e una singolare varietà di alieni. Inoltre, include al suo interno uno dei film dal colpo di scena più spettacolare della storia del cinema. -

Sebbene questi eventi si siano svolti “tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”, credo che i principi guida dei Cavalieri Jedi siano ancora attuali di fronte alle sfide che CIO  e Direttori della divisione IT si trovano ad affrontare oggi nel mondo delle piccole-medie imprese.

In omaggio ai Sei Episodi che abbiamo già visto, e in attesa dell’ “Episodio Sette: Il Risveglio della Forza”, ci siamo divertiti ad analizzare cinque lezioni di vera “cultura Jedi” che se ne possono ricavare:

1.    Sentire il potere della Forza: in tutti gli episodi, il bene e il male si dichiarano una guerra il cui fine ultimo è sconfiggere l’Impero, riportando così l’ordine nella Galassia. Questo dà uno scopo all’intera saga. Con la fine dell’Episodio Sei, la trama si stravolge e personaggi che sembravano casuali nei film precedenti trovano improvvisamente la giusta collocazione, all’interno del quadro generale.

Mi sento di affermare che questo vale anche nel mondo aziendale. Uccidere Jabba the Hutt è imprudente, a meno che la vittoria di Luke non sia funzionale a uno scopo più grande (ed è ovviamente così). Allo stesso modo, spendere tempo ed energie in progetti che non creano integrazione, in singoli aggiornamenti e implementazioni straordinarie, porterà solo a risultati limitati. Il quadro generale è essenziale. A mio avviso, un esempio che supporta questa tesi riguarda una tipica azienda italiana, che lavora anche su mercati esteri. Zanzar Sistem, ad esempio, è una delle tante aziende che nell’ultimo anno ha installato la soluzione Avaya IP Office e, grazie al VOIP di alta qualità, agli IVR intelligenti che riducono i tempi di gestione delle problematiche e al software ERP che permette un’integrazione dinamica in tempo reale della rubrica centralizzata con il sistema telefonico, è riuscita a conseguire gli obiettivi che si era preposta: miglioramento delle comunicazioni, riduzione dei costi e aumento della produttività. Proprio come le battaglie condotte da Luke servono a uccidere l’Imperatore, così ogni progetto che intraprendiamo deve aiutarci a raggiungere gli obiettivi aziendali globali. Tutto il resto è pura distrazione.

2.    Procedere affrontando una sfida alla volta: trovare Obi-Wan Kenobi, distruggere la Morte Nera, guidare l’attacco per salvare Han Solo, scoprire chi è suo padre – le tappe che Luke deve superare per poter distruggere l’Impero sono tante, ma tutte fondamentali per raggiungere il successo.

I passaggi intermedi nei progetti di Information Technology sono altrettanto importanti. Mapparli in anticipo ci aiuta a identificare gli attori che dobbiamo coinvolgere necessariamente ed anche a capire in quali momenti specifici del progetto, così da raggiungere il successo. Essi ci offrono l’opportunità di valutare e correggere in corso d’opera status ed i relativi progressi; così facendo, possiamo apprendere nuovi insegnamenti e applicarli allo step successivo del nostro viaggio, proprio come fa Luke.

3.    Essere come Yoda: i poteri dei Sith (in questo caso, l’Imperatore e Darth Vader) sono tali da costringere sia Anakin che Luke a imparare molto in fretta. Inoltre, fanno sì che personaggi poco assortiti tra di loro uniscano le forze, come accade tra Han Solo e la Principessa Leila, oppure tra Lando Calrissian e Luke. Una volta sconfitto definitivamente l’Impero, però, devono tutti forzatamente adattarsi a un nuovo stile di vita, ricostruendo una Federazione organizzata e imparziale. Quale migliore analogia potrebbe esserci, se pensiamo al ruolo in costante evoluzione che gioca la divisione IT?

In uno scenario in continuo mutamento, inoltre, il ruolo e la vision che un leader di comprovata esperienza - come Yoda – possiede, diventano ancora più importanti. È proprio il ruolo giocato dal CIO o dal Direttore IT nel rendere piu responsabile il proprio team, dandogli la libertà di sperimentare nuove tecnologie e processi e permettendogli di adattarsi a ciò che un mercato in perenne cambiamento impone, piuttosto che lavorare seguendo regole e processi rigidi.  

4.    Essere responsabile del proprio Padawan, l’apprendista Jedi: essere mentori è una tematica molto forte, presente in tutti i film della saga. Da Qui-Gon e Obi-Wan, passando per Obi-Wan e Anakin fino a Yoda e Luke, i Cavalieri Jedi con più esperienza considerano non solo un loro dovere quello di crescere la nuova generazione, ma anzi, svolgono il compito con passione. Anche i “cattivi” si comportano nella stessa maniera: Darth Sidious, infatti, fa da guida sia a Darth Maul, sia ad Anakin.

I Cavalieri Jedi e i Sith comprendono l’importanza del loro ruolo di mentori e i benefici che loro, insieme ai loro protetti, possono trarne – ricordiamo, infatti, come Anakin e Obi-Wan Kenobi si salvano vicendevolmente la vita, in diverse occasioni – I CIO, oggi, dovrebbero fare lo stesso. Sono molti gli esempi che evidenziano i vantaggi, per aziende e dipendenti, di avere una guida attenta, e altrettanto indispensabili i sono buoni consigli su come diventare un buon mentore e soprattutto un bravo manager, nel senso di gestore di risorse,umane che tecnologiche.

5.    Imparare a negoziare, prima di usare la propria spada laser: i cavalieri Jedi negoziano durante tutti i Sei Episodi dell’epopea. Ne “La minaccia fantasma”, ad esempio, Qui-Gon, che ha bisogno di riparare la sua navicella per poter abbandonare il pianeta Tatooine, tratta con il mercante toydariano Watto per raggiungere un accordo, non avendo denaro a disposizione per pagarlo.

L’arte della negoziazione (anche senza i trucchi mentali dei Cavalieri Jedi), è un’abilità importante per qualsiasi CIO o Direttore IT. Bisogna trattare con i membri del team che vogliono usare una piattaforma, un linguaggio o un sistema operativo specifici; con gli utenti che desiderano utilizzare strumenti o applicazioni che noi sappiamo essere rischiosi; bisogna negoziare con il CEO che si aspetta che il progetto sia pronto per domani…Bisogna negoziare con le Linee di Business come ad es. il Finance o il marketing, che è sempre più fondamentale nella strategia della azienda ma soprattutto della customer experience dei clienti. La lista di persone con cui trattare, insomma, è davvero infinita. 

Essere superficiali su questo aspetto negoziale non aiuta la propria divisione aziendale, così come dettare legge e mostrarsi sempre inflessibili non aiuta a ottenere favori. Imparare a trattare con successo, con la consapevolezza di quali sono le “linee invalicabili”, è la chiave per raggiungere il successo come singolo, ma anche insieme alla propria squadra e come azienda.


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Da 5 anni il concessionario Xerox EtiQube è leader nazionale nell’outsourcing di servizi e nella gestione documentale

Grazie al vasto portafoglio di servizi offerti e alla rete di relazioni costruite con i propri clienti, EtiQube, concessionario Xerox milanese, è riuscito in 5 anni a diventare il partner di riferimento per aziende di qualsiasi dimensione 

MILANO, 16 dicembre 2015 – Da una lunga esperienza nel management di Xerox, azienda leader nel mondo per i processi aziendali e la gestione dei documenti, nell'aprile 2010 è nato il concessionario milanese EtiQube, realtà oggi affermata su tutto il territorio nazionale grazie non solo al vasto portafoglio di prodotti e servizi offerti nell'ambito della gestione documentale, ma soprattutto all'attenta e costante assistenza clienti. In questi cinque anni, infatti, il concessionario Xerox è riuscito a porsi come interlocutore solido e affidabile, grazie a una strategia vincente basata sulla costruzione di una rete di relazioni forti e durature con i propri clienti, capace di andare oltre la fornitura di prodotti e servizi. La collaborazione con Xerox, che prosegue fin dalla nascita di EtiQube, si basa su un accurato processo di analisi e ottimizzazione del parco macchine e dell'ambiente di lavoro dei clienti, al fine di trovare la soluzione ideale per rispondere alle necessità di ciascuno.

Attraverso un catalogo di prodotti ampliatosi nel tempo e una altrettanto vasta scelta di servizi e software a marchio Xerox per la gestione dei documenti e del flusso lavorativo, oggi EtiQube permette a tutti i clienti di raggiungere importanti obiettivi in termini di miglioramento delle performance, contenimento dei costi e razionalizzazione dei processi. Tra i modelli commercializzati da EtiQube si trovano le stampanti delle linee Xerox Phaser e Xerox ColorQube, adatte per la stampa sia colori sia in bianco e nero in uffici di dimensioni variabili, le stampanti multifunzione Xerox WorkCentre  e ColorQube e, infine, i dispositivi realizzati appositamente per il grande formato: Xerox Wide Format IJP 2000 e Xerox 7742 Scan. EtiQube, inoltre, supporta i propri clienti attraverso l'implementazione dei software Xerox FreeFlowCore e FreeFlow Express to Print, in grado di ottimizzare e automatizzare i flussi di lavoro, così da generare un effettivo aumento della produttività . 

"Abbiamo deciso di collaborare con Xerox poiché ne condividiamo la filosofia lavorativa, fatta di customer service di eccellenza e attenzione al cliente in ogni passo del percorso compiuto insieme; inoltre, nel campo dell'analisi dell'ambiente di stampa dei clienti, Xerox è la migliore sul mercato", afferma  Alberto Raimondi, Fondatore di EtiQube.

"Da sempre la nostra ambizione è stata quella di posizionarci come leader di mercato nell'outsourcing di servizi, e anche in quest'ambito abbiamo deciso di affidarci a Xerox, la cui offerta di soluzioni software per la gestione documentale permette di soddisfare le esigenze dei nostri clienti, fornendo loro tutti gli strumenti adatti", afferma Massimiliano Marcantonio, Socio e Titolare di EtiQube.

"Siamo orgogliosi di aver supportato fin dalla nascita questa Organizzazione specializzata nel settore dei  Servizi e della Gestione Documentale", sottolinea Daniele Puccio, Presidente e Amministratore Delegato di Xerox Italia nonché General Manager European Channel Group Southern Region di Xerox Italia. "Il solido rapporto costruito negli anni con il Concessionario EtiQube è la prova che Xerox garantisce la tecnologia e supporta i Processi e le Soluzioni che aiutano i clienti a focalizzarsi con successo sui loro obiettivi di core business, offrendo una vasta gamma di dispositivi e servizi adatti a soddisfare ogni loro esigenza". 

Xerox
Xerox sta contribuendo a cambiare il modo in cui il mondo lavora. Attraverso l'expertise nei settori dell'imaging, dei processi aziendali, dell'analytics, dell'automazione e grazie agli insight incentrati sugli utenti, riprogettiamo il flusso di lavoro per garantire maggiori livelli di produttività, efficienza e personalizzazione. Operiamo in 180 paesi e abbiamo più di 130.000 dipendenti in grado di creare innovazioni significative e fornire servizi per i processi di business, prodotti per la stampa, software e soluzioni in grado di fare davvero la differenza per i nostri clienti e per i loro clienti finali. 


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Praim, soluzioni Thin Client per l’efficienza del settore bancario

Praim, produttore globale di soluzioni Thin & Zero Client, include nei propri prodotti il supporto ottimizzato per i dispositivi di firma biometrica e l'integrazione con le soluzioni di acquisizione di immagini.

Praim sviluppa da sempre i suoi prodotti per rendere interoperabili un numero sempre maggiore di dispositivi e soluzioni da integrare nella postazione di lavoro. Una forte richiesta è giunta dal mercato verticale delle banche, ma non solo, per ottimizzare e rendere funzionali, anche sui dispositivi Thin Client, i dispositivi di firma biometrica e di acquisizione delle immagini.

Negli istituti bancari, la firma elettronica avanzata permette di incrementare la sicurezza e di ridurre gli sprechi di tempo e carta, per questo motivo si sta largamente diffondendo. Le tecnologie biometriche hanno lo scopo di identificare e verificare automaticamente l’identità delle persone attraverso la valutazione di differenti caratteristiche fisiche o comportamentali. Tra le prime utilizzate, quelle rivolte al riconoscimento facciale, dell’iride e delle impronte digitali, mentre per quanto riguarda le caratteristiche comportamentali una delle più utilizzate è la grafometria, ovvero la rilevazione e il riconoscimento delle caratteristiche univoche di firma autografa di una persona. Le tecnologie biometriche rispondono alla necessità di gestire in modo sicuro l’identità, nel mondo fisico e in quello digitale. Grazie all'automatizzazione dei processi aziendali, permettono di dedicare più tempo e risorse al business, incrementando così la produttività, senza l’impatto di una gestione impegnativa delle pratiche burocratiche.

Grazie allo sviluppo del sistema operativo ThinOX, Praim ha incluso il supporto alle soluzioni di firma biometrica più diffuse sul mercato. L’azienda mette a disposizione diversi modelli di Thin Client con sistema operativo ThinOX in grado di supportare la remotizzazione della firma biometrica verso un virtual desktop.
A oggi Praim supporta le soluzioni e i dispositivi di firma biometrica delle società Euronovate, Xyzmo, Wacom e PRB.

Il lavoro di evoluzione e di integrazione con le principali soluzioni dedicate al settore bancario ha inoltre portato all'integrazione di componenti software per l'acquisizione di immagini da scanner USB. Infatti, la gestione di periferiche USB per l’acquisizione grafica può rappresentare una criticità in una soluzione di virtualizzazione del desktop. La remotizzazione di scanner attraverso i protocolli di re-direzione USB può risultare difficile, soprattutto sugli endpoint in rete WAN, dove la banda disponibile e la elevata latenza limitano la User Experience dell’operatore, con un tempo di attesa prolungato. La lettura di un assegno allo sportello di una banca o l’archiviazione digitale di un documento, con questa soluzione, risultano molto rapide anche in un contesto VDI.

L’integrazione tra il sistema operativo Thin Client Praim ThinOX e la tecnologia ScanRead VDI & Twain VDI di Emmedi, azienda specializzata di Udine, consente di creare una postazione endpoint in ambiente virtuale Citrix e VMware che supera queste problematiche, riducendo drasticamente i tempi di lettura e di trasferimento dei contenuti acquisiti dallo scanner USB connesso al Thin Client. Ideata per gli ambienti di sportello bancario, questa soluzione consente di combinare i vantaggi derivanti dall’adozione dell’architettura virtual desktop e Thin Client senza rinunciare alla rapidità tipica delle workstation nel trattamento ed elaborazione delle scansioni digitali.

“Siamo soddisfatti del riscontro ottenuto dalla nostra offerta integrata, dedicata in particolar modo al mondo delle banche, che possono così beneficiare di una soluzione efficiente” spiega Stefano Bonmassar, Chief Sales and Marketing Officer di Praim. “Siamo sempre attenti alle necessità del mercato e sappiamo differenziarci in progetti complessi dove la nostra comprovata pluriennale esperienza offre ai clienti un valore aggiunto, sia a livello di prodotto che di servizio.”

martedì 15 dicembre 2015

Previsioni 2016 di Dell - segmento Server

Crescita della convergenza – I sistemi convergenti hanno determinato un decisivo cambio di approccio nella gestione dei data center, trend che continuerà ad essere trainante, soprattutto per ambienti e organizzazioni di piccoli uffici che necessitano di gestire un sempre maggior numero di dipendenti in telelavoro. 

L'integrazione di server, storage e networking e la loro gestione come parte di un unico chassis, offre flessibilità operativa, mantenendo al contempo i costi sotto controllo e consentendo agli amministratori IT di "fare di più con meno". 

Il mercato dei sistemi iper-convergenti è destinato crescere ancora nei prossimi anni, con vendor e clienti che nel 2016 sicuramente adotteranno un maggior numero di soluzioni sempre più convergenti.

Data center basato su software – Il passaggio evolutivo da "Software-Defined Data Center" a "Software-Based Data Center" è destinata a continuare. Con un data center basato su software, i server diventano l'elemento centrale su cui far "girare" il software. 

L'infrastruttura dei data center di nuova generazione sarà sia software-defined sia software-based, per l'effetto di trasformazione che le nuove tecnologie di memoria non volatile avranno sul data center stesso. 

Questo importante mutamento, farà sorgere l'esigenza di Cloud specializzati, focalizzati sulle esigenze di specifici settori verticali, quali sanità e telecomunicazioni, che richiederanno una nuova generazione di tecnologie cloud da sviluppare. Questo cambiamento avverrà nel corso dei prossimi anni, con variazioni nel tempo a seconda settore coinvolto. 

Approccio alla gestione dei sistemi - L'aumento della densità dei server in combinazione con i limiti delle risorse IT ha reso fondamentali le funzionalità di gestione automatizzata nelle operazioni IT. 

Gli amministratori necessitano di funzionalità di provisioning ripetibili e scalabili, in grado di eliminare i processi manuali soggetti a errore umano e di ridurre i tempi di progettazione di sottosistemi server quali storage, networking e BIOS. 

Nel nuovo anno sempre più amministratori adotteranno tale approccio per risparmiare tempo e accrescere l'efficienza dei loro sistemi.



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Thagram IP, il primo posto esterno IP Bpt collegabile direttamente all’interno di una rete LAN



Con il nuovo posto esterno Thangram IP è possibile aggiungere al proprio impianto le funzionalità del sistema digitale senza l'obbligo di cablaggi dedicati


Treviso, 15 dicembre 2015 - Design elegante ed elevate prestazioni, THANGRAM IP è il primo posto esterno IP Bpt collegabile direttamente ad una rete LAN.

Compatibile con il nuovo sistema videocitofonico IP360 che utilizza la distribuzione Ethernet come struttura principale per la comunicazione, garantendo un'estensione pressoché infinita dell'impianto, Thangram IP soddisfa le crescenti esigenze di semplificazione ed integrabilità tra sistemi e dispositivi diversi.

Grazie al sistema IP360, Thangram IP può essere collegato su reti LAN già esistenti, aggiungendo all'impianto le funzionalità del sistema digitale senza l'obbligo di cablaggi dedicati.

Dotato di alimentazione PoE oppure locale, la configurazione è estremamente facile da realizzare grazie alla presenza di un web server integrato: risulta così agevole definire i principali parametri del posto esterno direttamente da PC attraverso semplici click all'interno delle pagine web del dispositivo.

L'utilizzo dei protocolli standard SIP video e VoIP (Voice Over IP) permette al posto esterno Bpt di dialogare con sistemi e dispositivi terzi senza necessità di utilizzare interfacce dedicate.

Grazie alla telecamera a colori con risoluzione VGA (640x480 pixel) e all'ampio angolo di visione (100° in orizzontale, 82° in verticale) capace di catturare ogni minimo dettaglio, Thangram IP fornisce immagini video perfette in tutte le condizioni ambientali.

I posti esterni Thangram IP si distinguono per l'accattivante design made in Italy che permette di valorizzare in modo esclusivo sia la singola villetta che i complessi residenziali: minimo spessore, linee arrotondate dalle quali emerge l'occhio della telecamera, finitura cromo satinato metal, led di colori differenti e serigrafie di immediata interpretazione per segnalazioni di stato.

Perfetto per ogni tipologia installativa, può essere montato da incasso (solo 2mm di spessore) oppure da parete.

Le linee inconfondibili di Thangram si uniscono ad un cuore altamente tecnologico, creando un gioiello di bellezza e innovazione.

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Expert System: è semantico l'innovativo software di SAGE, principale editore a livello internazionale, creato per migliorare l'esperienza dei lettori attraverso l’intelligenza di Cogito



 

"SAGE Recommends", sistema basato sull'intelligenza semantica di Expert System, correla automaticamente i concetti e suggerisce ai lettori percorsi di approfondimento in linea con i loro interessi

Modena, 15 dicembre 2015 – Expert System, società leader nello sviluppo di software semantici per la gestione strategica delle informazioni e dei big data, quotata sul mercato AIM di Borsa Italiana, e SAGE, uno dei più importanti editori internazionali di riviste, libri e prodotti per il mercato accademico e professionale, annunciano la realizzazione di SAGE Recommends, un'applicazione che potenzia la piattaforma di SAGE per la gestione della conoscenza. Tramite l'integrazione della tecnologia di Expert System, SAGE può fornire agli utenti, come ad esempio docenti o studenti universitari, suggerimenti ancora più utili e mirati per approfondire le informazioni ricercate nell'ambito delle pubblicazioni SAGE.

Basato su tecnologia semantica, SAGE Recommends sfrutta un'avanzata tassonomia, sviluppata da Expert System in collaborazione con SAGE, legata ai temi delle scienze sociali con l'obiettivo di mettere in luce connessioni fra concetti e discipline, e consigliare specifici percorsi di approfondimento, ad esempio leggendo un determinato capitolo di un libro, consultando altre voci di riferimento oppure guardando video in streaming.

Così ha commentato Martha Sedgwick, Executive Director of Product Management di SAGE: "Studenti e docenti navigano in un mare vastissimo di informazioni ed è sempre più complicato orientare le opzioni di ricerca; ecco perché la maggior parte dei lettori preferisce ricevere raccomandazioni in base alle necessità del momento, cioè in relazione all'argomento e quando è necessario. SAGE Recommends risponde proprio a questa esigenza: attraverso una vera e propria attività di "fingerprinting semantico", cioè un'analisi molto precisa e sofisticata dei testi, presenta link in linea con materiale aggiuntivo pertinente, riuscendo così ad offrire le raccomandazioni di ricerca più appropriate nel momento più opportuno."

Mentre un utente scorre i capitoli di un libro, mette a confronto voci di riferimento o guarda dei video, sul lato destro del browser appare una scheda fornita da Sage Recommends. Cliccando su questa scheda, l'utente ha l'opportunità di approfondire le proprie ricerche esplorando liste di articoli, case study o materiale multimediale pertinente con i contenuti di interesse, cioè semanticamente correlato ai termini e ai concetti presenti nella specifica tassonomia di SAGE.

"La scienza sociale deve affrontare difficoltà simili a quelle di altri settori di istruzione superiore, dove la capacità di gestire efficacemente i big data per trovare le informazioni di interesse, condividere e capitalizzare la conoscenza rimane una versa e propria sfida", ha dichiarato Luca Scagliarini, VP Strategy & Business Development di Expert System. "Siamo molto orgogliosi di aver sviluppato la tassonomia e il motore semantico alla base di SAGE Recommends, un esempio unico della capacità della tecnologia semantica di aggiungere valore in questo settore di mercato attraverso la combinazione di 'serendipity' e 'findability', come si dice in gergo: la casualità di una scoperta coniugata con una maggior reperibilità delle informazioni grazie alla profonda comprensione del significato dei testi."

Attraverso la tecnologia semantica Cogito, in grado di interpretare il linguaggio, Expert System supporta le organizzazioni nella gestione della conoscenza: aiuta a strutturare, gestire e valorizzare i dati non strutturati fornendo l'intelligenza artificiale necessaria a riconoscere e ad estrarre elementi preziosi altrimenti intrappolati nei testi. Tali elementi, memorizzati come metadati, racchiudono in sé l'essenza delle informazioni e forniscono un contributo fondamentale a rafforzare l'efficienza e la scalabilità di tutti i processi che coinvolgono accesso, analisi e distribuzione di grandi quantità di contenuti testuali. Expert System, inoltre, supporta efficacemente la gestione di tassonomie e ontologie attraverso l'integrazione in un unico processo delle attività di sviluppo e aggiornamento, applicando poi tali tassonomie ai contenuti, e dando origine a potenti applicazioni per la raccomandazione di contenuti.

Integrata e mantenuta nella piattaforma di Expert System, la tassonomia relativa alle scienze sociali di SAGE, che è alla base di SAGE Recommends, include 63.000 concetti e si basa su 50 anni di esperienza editoriale nell'ambito di riviste, libri, e pubblicazioni professionali. La tassonomia racchiude in sé la conoscenza ricavata dall'analisi semantica di oltre 1,5 milioni di articoli, più di 250.000 capitoli di libri e pubblicazioni, e dozzine di dizionari e lessici specifici. La progettazione di SAGE Recommends si è avvalsa di una robusta attività di ricerca da parte di docenti, studenti e professionisti dell'informazione che, insieme, hanno aiutato SAGE a capire come si potessero supportare al meglio le istanze di ricerca non prevedibili. Tutti i risultati dell'attività di ricerca saranno pubblicati in un White Paper di SAGE nel gennaio 2016.  


Expert System S.p.A., quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, è leader nel settore del Cognitive Computing e Text Analytics. Attraverso la tecnologia proprietaria Cogito, basata sull'analisi semantica, Expert system innova il modo con cui le aziende elaborano le informazioni, offrendo il proprio tool di intelligenza artificiale per comprendere il significato di grandi quantità di documenti, e ricavare conoscenza strategica dai big data per accrescere il proprio vantaggio competitivo e migliorare i processi decisionali. Fra i principali clienti del Gruppo, che ha sedi in Italia, Francia, Spagna, Germania, UK, USA e Canada: Shell, Chevron, Gruppo Eni, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, Il Sole 24 ORE, Ely Lilly, BAnQ, Biogen, Bloomberg BNA, Elsevier, Gannett, IMF, RSNA, Sanofi, SOQUIJ, The McGraw-Hill Companies, Thomson Reuters, Wiley, Wolters Kluwer, Networked Insights, Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, Dipartimento di Giustizia e Dipartimento delle Difesa degli Stati Uniti (DTRA).
www.expertsystem.com/it

SAGE, fondata a New York 50 fa da Sara Miller McCune per sostenere l'educazione e la disseminazione di conoscenza pratica nell'ambito della comunità globale, pubblica ogni anno oltre 850 riviste e più di 800 libri che coprono una vasta gamma di aree tematiche, attraverso una selezioni di prodotti librari che include anche archivi, dati e video. Come società indipendente, SAGE ha i propri uffici principali a Los Angeles, Londra, Nuova Delhi, Singapore e Washington DC. www.sagepub.com 



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lunedì 14 dicembre 2015

Indagine mondiale EY: circa il 40% delle aziende non ritiene di essere protetta dagli attacchi informatici

  • 88% delle aziende intervistate ritiene di non avere un sistema di sicurezza delle informazioni all’altezza delle reali necessità di protezione del proprio business
  • Più di due terzi, circa il 40%, delle aziende reputa necessario fare ulteriori investimenti in cybersecurity
  • Non è più una questione di "se" ma di "quando" un’azienda sarà vittima di un attacco

MILANO, 14 DICEMBRE 2015. Circa il 40% delle aziende a livello globale non considera sufficienti le soluzioni messe in campo per contrastare gli attacchi informatici. Per l’88% il sistema a presidio della sicurezza delle informazioni non è all’altezza delle reali necessità di protezione del business e il 69% degli intervistati ritiene che il budget dedicato alla cybersecurity dovrebbe essere incrementato fino al 50% per rispondere adeguatamente alle reali esigenze aziendali.
In Italia, la percezione dell’inadeguatezza dei sistemi esistenti è in linea con i numeri globali. Per ben il 71% degli intervistati dovrebbe essere incrementato il budget da destinare alla sicurezza informatica ma il 46% dichiara che rimarrà costante nei prossimi 12 mesi.
Questi sono solo alcuni dei dati emersi dall’edizione 2015 dall’indagine EY sulla protezione delle informazioni: Creating trust in the digital world. L’analisi, che ha coinvolto più di 1.750 CIO, CISO e altri Information Security Executive e Manager provenienti da 67 paesi, ha esaminato le criticità legate alla sicurezza delle informazioni che le aziende devono affrontare quotidianamente. Le minacce sono in continua evoluzione per numero e tipologia e la continua espansione della connettività del business crea nuove vulnerabilità.
Le fonti più probabili di un attacco informatico sono, secondo l’indagine, le organizzazioni criminali (59%), dipendenti (56%) e hacktivist (54%). La preoccupazione verso tali fonti di attacco è in crescita rispetto al 2014.
Anche per quanto riguarda l'Italia, la percezione è che le fonti di rischio siano le medesime, emerge infatti una specifica preoccupazione nei confronti degli hacktivist (72%), ed una crescente attenzione verso le organizzazioni criminali (+30% rispetto all’anno scorso). La preoccupazione verso gli attacchi da parte dei dipendenti diminuisce invece dal 70% al 47%.
La rapida espansione del mondo digitale offre significativi benefici, ma la sua velocità di crescita non ha consentito una stima corretta dei rischi ad essa legati e la consapevolezza delle nuove insidie è arrivata in ritardo.
Fabio Cappelli, Partner EY e responsabile Cybersecurity per l’Italia, commenta: “Le aziende, in particolare in Italia, stanno approcciando con crescente entusiasmo il processo di digitalizzazione, la cui diffusione comporta una sempre maggiore esigenza di protezione dal rischio di cyber-crime ad essa collegato. Le aziende devono sviluppare una forte consapevolezza di minacce e relativi impatti sul business nonché una chiara strategia di sicurezza in quanto il furto di proprietà intellettuale ha effetti devastanti sul successo di un’azienda e la perdita di dati e le successive attività di recupero hanno conseguenze rilevanti anche dal punto di vista economico.” Aggiunge Cappelli: “La cybersecurity, quindi, è diventata un fattore cruciale nella protezione del valore delle aziende e nella protezione del Paese”.
Vulnerabilità, minacce e protezione
Phishing e malware sono considerate come le minacce più pericolose rispettivamente dal 44% e dal 43% dei partecipanti all’indagine.
In questo contesto le aziende evidenziano anche alcune difficoltà nel contrastare gli attacchi informatici:
   Il 50% sostiene di non disporre di funzioni o figure dedicate alle minacce di sicurezza relative alle nuove tecnologie, es. IoT (54% nel mondo);
   Il 33% in Italia  non dispone di un Security Operations Center, la percentuale sale al 47 a livello globale;
   Il 38% in Italia ed il 36% a livello globale non ha attivato un programma di cyber-threat intelligence, mentre il 17% in Italia ed18% a livello globale dichiara di non avere un programma di gestione delle identità digitali e degli accessi.
A livello globale, più della metà delle aziende (57%) sostiene che la mancanza di risorse qualificate è uno dei principali ostacoli per efficacia ed efficienza delle iniziative di Information Security. Un dato che, rapportato al 53% del 2014 dimostra come la situazione sia in peggioramento.
Per quanto riguarda l’Italia, invece, i vincoli di budget rappresentano ancora l’ostacolo principale (73%) ma si registra un incremento percentuale a doppia cifra rispetto al 2014 relativamente all’attenzione da parte del management (51%) ed alla consapevolezza della necessità di una governance della sicurezza (30%).
Le aziende dovrebbero innanzitutto acquisire maggiore consapevolezza dei propri asset critici e di come potrebbero essere attaccati.
In questo scenario diventa di cruciale importanza attivare le giuste difese e agire il prima possibile per contrastare gli attacchi, attraverso un modello di intelligence e di monitoraggio che preveda indicatori adeguati, specifici allarmi e limiti ben definiti.
Tra gli indicatori che il monitoraggio dovrebbe essere in grado di identificare:
   attacchi rilevati senza uno specifico scopo evidente,
   variazioni impreviste del prezzo delle azioni,
   nuovi prodotti lanciati dai competitor simili a quelli sviluppati dal proprio R&D,
   attività di M&A interrotte improvvisamente,
   comportamento inusuale di un dipendente,
   interruzione operativa, senza chiare motivazioni,
   anomalie nei processi di pagamento o nella gestione ordini,
   database di clienti o utenti con informazioni inconsistenti.

Rodolfo Mecozzi, Senior Manager EY per i servizi di Cybersecurity, conclude: “Per posizionarsi in modo sicuro e sostenibile nel mondo digitale, è necessario che le aziende guardino ogni attività attraverso una lente che consenta di evidenziare e quindi affrontare i rischi di cybersecurity. A questo si deve però aggiungere la preparazione e la capacità di rapida risposta agli incidenti. Come emerge dall’esperienza di questi ultimi anni infatti, l’impatto degli incidenti è fortemente limitato dalla capacità della leadership aziendale di porre in essere azioni tempestive ed appropriate per gestirlo”.

Alcuni esempi tra i settori analizzati:
Settore
Da dove possono provenire i potenziali attacchi informatici
Le priorità nella gestione della sicurezza delle informazioni
Consumer products
Dipendenti: 61%
Organizzazioni criminali: 52%
Collaboratori esterni in azienda: 43%
Business continuity/Disaster recovery resilience: 59%
Data leakage/data loss prevention: 50%
Identity and access management: 44%
Banking and capital markets
Organizzazioni criminali: 74%
Dipendenti: 59%
Hacktivist: 59%
Data leakage/data loss prevention: 67%
Business continuity/Disaster recovery resilience: 56%
Identity and access management: 51%
Power and utilities
Dipendenti: 70%
Hacktivist: 61%
Gruppi finanziati da organi di governo: 48%
Business continuity/Disaster recovery resilience: 52%
Identity and access management: 51%
Data leakage/data loss prevention: 44%
Oil & Gas
Hacktivist: 62%
Dipendenti: 59%
Gruppi finanziati da organi di governo: 55%
Security awareness and training: 61%
Incident response capabilities: 55%
Data leakage/data loss prevention: 55%
Telco
Hacktivist: 56%
Organizzazioni criminali: 56%
Dipendenti: 51%
Data leakage/data loss prevention: 65%
Business continuity/Disaster recovery resilience: 56%
Incident response capabilities: 56%


EY
EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza. La nostra conoscenza e la qualità dei nostri servizi contribuiscono a costruire la fiducia nei mercati finanziari e nelle economie di tutto il mondo. I nostri professionisti si distinguono per la loro capacità di lavorare insieme per assistere i nostri stakeholder al raggiungimento dei loro obiettivi. Così facendo, svolgiamo un ruolo fondamentale nel costruire un mondo professionale migliore per le nostre persone, i nostri clienti e la comunità in cui operiamo.

“EY” indica l’organizzazione globale di cui fanno parte le Member Firm di Ernst & Young Global Limited, ciascuna delle quali è un’entità legale autonoma. Ernst & Young Global Limited, una “Private Company Limited by Guarantee” di diritto inglese, non presta servizi ai clienti. Per maggiori informazioni sulla nostra organizzazione visita ey.com

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