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giovedì 15 novembre 2018

Sme.UP 4Innovation | presentato oggi il nuovo showroom dedicato all'innovazione digital e 4.0

SME.UP 4 INNOVATION: LO SHOWROOM CHE METTE IN MOSTRA IL FUTURO

 

Sistemi informatici integrati, modelli di data analysis, tecnologie all'avanguardia: a Erbusco (BS), il Gruppo Sme.UP apre uno spazio espositivo con diverse postazioni in cui oggetti analogici prendono vita, accompagnando le aziende verso l'adozione di nuovi modelli di business, più smart, più flessibili, più efficienti.

 

Erbusco, 15 novembre 2018 – Una lavatrice, un tornio degli anni '50, una bilancia vintageSme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità di business moderno, alza il sipario sul suo nuovo showroom: Sme.UP 4 Innovation. Un "luogo parlante" di 200 mq a Erbusco (BS), nella sede di via Iseo 43, in cui ogni azienda può toccare con mano il futuro, andando incontro all'innovazione digital e 4.0. 

Sono molte le postazioni presenti nello showroom: dalla serra in cui con tecnologie IoT si possono monitorare le coltivazioni idroponichealla lavatrice in cui testare anticipatamente eventuali guasti e anomaliepassando per la Work Station CAD in cui progettare in 3D e per una bilancia Berkel degli anni '40, oggetto ricercato da collezionisti e antiquari, che con nuovi sistemi di visione artificiali Omron, garantisce attività di misurazione e controllo prive di errori, fino al tornio Mercurio del 1950 che, integrato con i sistemi di Sme.UP, da macchina analogica diventa perfettamente adatto al nuovo contesto di "Industry 4.0".

Un mondo fatto di innovazioni tecnologiche ma, soprattutto, di integrazione, concetto chiave per il business di domani. Il cuore del progetto Sme.UP 4 Innovation è, infatti, rappresentato dall'integrazione tra Hardware e Software, possibile nei contesti più disparati, adattabile alle esigenze di ogni settore. «Come mostrato dalle postazioni dello showroom, l'innovazione per noi di Sme.UP è fortemente legata al concetto di Intelligent & Extended Enterprise: le aziende possono beneficiare di metodi e strumenti con cui guidare processi complessi e prendere decisioni corrette per il futuro, ottimizzando costi e risorse, e possono sfruttare la capacità di calcolo messa a disposizione dal Cloud per risolvere le problematiche di business» – ha spiegato Mauro Sanfilippo - R&D Manager Gruppo Sme.UP.

 

«Abbiamo deciso di aprire uno showroom per far comprendere a tutti come il concetto di integrazione non sia fine a se stesso, ma possa essere applicato a tutti i settori. Oggetti un tempo prettamente analogici possono ora diventare intelligenti e aiutare ogni azienda a far evolvere la propria logica di business. - ha dichiarato Silvano Lancini, Presidente del Gruppo Sme.UP, precisando – Guadare al futuro significa dotarsi di un nuovo sistema di pensiero, di una nuova cultura, più aperta al mondo esterno, più smart, flessibile ed efficiente. Un'evoluzione che vedrà Sme.UP sempre più impegnata al fianco delle aziende per accompagnarle alla scoperta del business moderno, anche grazie all'interattività garantita da questo nuovo spazio».

 

E sono tantissimi gli applicativi in mostra nello showroom: un acquario in cui sono testati sistemi di monitoraggio delle coltivazioni acquaponiche, un display "bus" che gestisce i led RGB – rosso, giallo e blu -, una tipica sala di controllo ricreata con il sistema MES Sme.UP in cui per ogni monitor/reparto vengono visualizzate in tempo reale lo stato e le informazioni di ogni macchina, la bilancia con porta RS232 che acquisisce e integra dati con la massima precisione, gli strumenti di misura Mitutoyo. Ancora: la stampante 3D Makerbot che, direttamente connessa a una stazione di progettazione CAD, produce manufatti con forme complesse rispondendo ai principi della manifattura additiva che sta radicalmente trasformando la produzione industriale in tutto il mondoe gli AWS IoT Buttoni bottoni che a seconda della pressione esercitata (press singolo, doppio o prolungato) innescano un'azione specifica. 

 

Nel nuovo showroom di Erbusco, inoltre, è stata realizzata anche un'area dedicata interamente al mondo del retail. Un vero e proprio negozio al cui interno, attraverso un display touchscreen, l'utente può interagire con Negoziando, il software gestionale sviluppato dal Gruppo Sme.UP che si occupa di tutte le attività tipiche del settore Retail: dall'analisi dei dati per l'ottimizzazione dei processi alla gestione di eventuali loyalty card a quella di svariate funzioni di backoffice. Infine, la simulazione del funzionamento degli accessi NFC o RFID, tra telecamere di riconoscimento targhe, serrature intelligenti, lettori badge, lettori di impronte digitali, smartphone e smartwatch, tutti regolati dalla perfetta integrazione dei dati nell'ERP aziendale sfruttati a vantaggio della sicurezza delle persone. 

 

Perché grazie alla straordinaria azione semplificatrice della tecnologia, bastano un cellulare o pochi sensori per fare la differenza. E nel nuovo hub tecnologico di Sme.UP, tutti avranno la possibilità di fare un salto nel futuro. Questo, infatti, non sarà uno spazio chiuso ma sarà a disposizione di scuole, università, fab lab e delle aziende partner del Gruppo Sme.UP affinché tutti possano sperimentare le opportunità di sviluppo del proprio business. 

 

 

 

 

 

GRUPPO Sme.UP 

Il Gruppo Sme.UP è il partner IT che ti accompagna nella trasformazione digitale con le Soluzioni Software e Hardware più adatte al tuo business.

Il Gruppo Sme.UP ha 12 sedi nel nord e centro Italia e il suo staff è composto da 450 risorse. Con 1400 clienti in Italia e nel mondo, nel 2017 ha avuto un fatturato di 48 milioni di euro.

Sme.UP è una realtà che nasce dalla messa a fattor comune delle competenze delle aziende che ne fanno parte per garantire assistenza e supporto alle imprese che intendono costruire sistemi informativi integrati, flessibili, evolutivi e adatti alla crescita.

Il Gruppo è in continua espansione e può contare su una expertise che riguarda:

• Software gestionali – ERP
• Infrastruttura e Cloud
• Software Retail
• Business Intelligence e Corporate Performance Management
• Software Documentale
• Servizi di Digital e Web Marketing
• Software HR
• Software di progettazione (CAD,BIM,PDM,PLM,ecc)

Il Gruppo Sme.UP propone quindi alle aziende italiane un percorso di sviluppo ed evoluzione delle tecnologie IT a beneficio del continuo miglioramento dei processi aziendali e dell'incremento di tutto il loro Business.

Segue il cliente dall'inizio del processo fino al suo completamento, affiancandolo non solo nell'analisi e nella scelta della soluzione ottimale, ma anche in tutto ciò che segue la nascita e lo sviluppo di un'idea innovativa.



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mercoledì 14 novembre 2018

VODAFONE 5G HACKATHON – WEARABLES FOR SPORTS

"VODAFONE 5G HACKATHON – WEARABLES FOR SPORTS"

IL PRIMO HACKATHON SU 5G E SPORT, VINCE IL PROGETTO DEDICATO AL TENNIS "TENNIS YOURSELF"

40 studenti del Politecnico di Milano si sono sfidati per fare evolvere il progetto di Vodafone, LIFE e Politecnico dedicato a 5G, sport e benessere

 

14 novembre, Milano  - Si è concluso ieri il "Vodafone 5G Hackathon – Wearables for sports", il primo hackathon dedicato al 5G organizzato da Vodafone, Politecnico di Milano e LIFE che si è svolto al Vodafone Village di Milano il 12 e 13 novembre. Una maratona di due giorni per fare evolvere il progetto nato nell'ambito della sperimentazione 5G di Vodafone a Milano "Wereable 5G per lo sports" realizzato con LIFE. e Politecnico di Milano e far capire le potenzialità del 5G anche nel campo dello sport.

 

Il progetto "Wereable 5G per lo sports" consiste in smart wearable connessi alla rete 5G di Vodafone che rilevano i parametri fisiologici e i movimenti di un atleta per guidarlo durante la performance sportiva, dandogli un feedback immediato qualora un movimento sia eseguito correttamente o meno. Sviluppi futuri prevedono la possibilità da parte di un allenatore di seguire più atleti contemporaneamente e da remoto grazie alla condivisione dei dati in tempo reale. Tutto questo sarà possibile grazie al 5G, che consente di supportare la trasmissione continua e affidabile di numerosi dati fisiologici e biomeccanici provenienti da un elevato numero di sensori connessi e, grazie alla bassa latenza, di fornire feedback aptici e vocali direttamente all'atleta, aiutandolo in questo modo a migliorare le proprie abitudini mentre si sta allenando. 

 

Ed è proprio sugli scenari evolutivi del 5G applicato a questo progetto che si sono sfidati, durante la due giorni, 40 studenti, divisi in 8 gruppi, della laurea magistrale di Ingegneria Biomedica e Informatica del Politecnico di Milano, con l'obiettivo di creare nuovi algoritmi applicabili ai dispositivi indossabili (wearables) LIFE connessi in 5G Vodafone e sviluppare nuovi casi d'uso su quattro sport selezionati: corsa, ciclismo, tennis e calcio.

Dopo due giorni di lavori e otto progetti sviluppati è stato selezionato il progetto "Tennis yourself" presentato dal team "TT". Il progetto si rivolge al mondo del tennis, per consentire ai tennisti di migliorare le proprie performance durante l'allenamento grazie alla ricezione, tramite smartwatch, di feedback visivi e vocali in tempo reale. Nello specifico, il team ha sviluppato in dodici ore gli algoritmi necessari per migliorare la fase della battuta mostrando alla giuria una demo in 5G.

Il "Vodafone 5G Hackathon – Wearables for sports" si inserisce tra le numerose iniziative di Vodafone per promuovere la cultura del digitale, soprattutto tra i giovani. Infatti oltre alla premiazione in prodotti "V by Vodafone" per la squadra vincitrice, a 5 studenti che si sono distinti particolarmente è stata offerta la possibilità di continuare a lavorare sulla Sperimentazione 5G di Milano tramite degli stage retribuiti offerti da Vodafone e LIFE.

 

L. I. F. E. è una startup di ricerca che progetta e produce indumenti dotati di numerosi sensori e sistemi di analisi dei dati fisiologici a elevata accuratezza per il mondo della sanità e benessere. Il Politecnico di Milano (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria) supporta la startup nello sviluppo degli algoritmi.



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Cresce lo smartworking, ma attenzione alla sicurezza dei dati. Securbee: "Servono corretta progettazione e cultura in azienda"

Cresce lo smartworking, ma attenzione alla sicurezza dei dati

Servono corretta progettazione e cultura in azienda

Dagli esperti di Securbee i consigli per affrontare il tema dal punto di vista della cybersecurity: «Gli strumenti tecnologici per garantire il lavoro agile in sicurezza sono alla portata anche delle PMI. La formazione dei dipendenti è il primo passo per evitare i rischi»

 

 

In Italia il 56% delle grandi aziende e l'8% delle PMI prevede nella propria organizzazione forme strutturate di flessibilità di orario e luogo di lavoro per i dipendenti. Lo rivela l'Osservatorio Smartworking del Politecnico di Milano, che con i suoi rapporti annuali fotografa ormai da tempo una crescita inarrestabile del lavoro agile nel nostro Paese. A consentire questa rivoluzione sono le tecnologie che permettono di gestire il lavoro anche da remoto; ma quando si attua un progetto di smartworking c'è un'area che spesso viene trascurata, pur essendo strategica: quella della protezione dei dati. Che va affrontata con una corretta progettazione dei sistemi e degli strumenti di lavoro e coinvolgendo e responsabilizzando anche i dipendenti, prima (e spesso inconsapevole) porta di accesso per i rischi informatici.

 

A richiamare l'attenzione su questo aspetto è Manuel Cacitti, CEO di Securbee, società di Udine che si occupa di servizi di sicurezza informatica nata a fine 2017. «Il diffondersi delle modalità di lavoro in mobilità pone le imprese di fronte al problema di tutelare beni e informazioni che escono dal perimetro fisico dell'azienda. Una corretta progettazione in partenza è indispensabile per ridurre i rischi».

Questo significa che il referente aziendale per l'IT deve identificare per prima cosa quali mansioni hanno bisogno di lavorare in mobilità, con quali strumenti e che tipo di dinamiche affrontano, e di conseguenza adattare l'infrastruttura. «I cosiddetti "road warriors", cioè i dipendenti che si muovono sul territorio come commerciali o addetti ai cantieri, così come i dipendenti che fruiscono dello smartworking, dovranno potersi connettere da qualunque luogo. Perciò accessibilità e sicurezza delle reti sono il punto centrale» prosegue Cacitti. L'avvento del cloud ha rivoluzionato la gestione dei dati, e se ci si affida a un fornitore maturo e affidabile può rappresentare una soluzione più sicura rispetto ai data center locali.

Altro ambito completamente rivoluzionato negli ultimi anni è quello che riguarda l'uso di dispositivi mobili (smartphone e tablet) che non sono più solo mezzi di comunicazione, ma veri e propri "uffici portatili". «Anche in questo caso possono esserci situazioni molto diverse – commenta Cacitti –. Il dipendente può ricevere device aziendali già predisposti e configurati, ma si sta diffondendo anche in Italia la logica byod (bring your own device) che prevede che il dipendente usi un dispositivo proprio per scopi lavorativi: è una soluzione che piace alle aziende per i costi di gestione bassi e al dipendente per la comodità, ma che non deve tradursi in un abbassamento dei livelli di sicurezza. Fondamentale quindi un accordo esplicito sottoscritto tra dipendente e azienda che preveda alcuni interventi, come l'uso di password e codici di accesso, l'installazione di applicativi aziendali in ambienti separati da quelli per uso personale, e la possibilità di blocco o reset del dispositivo in caso di furto o smarrimento».

 

Il ruolo del dipendente diventa quindi importantissimo nell'attuazione delle corrette procedure di sicurezza. Nicola Bosello, presidente di Securbee, pone l'accento proprio sul problema culturale. «L'investimento in sicurezza informatica, che in Italia è già molto scarso, rischia di essere vanificato dal fatto che anche i sistemi di sicurezza più "blindati" possono saltare a causa del fattore umano: la maggior parte degli attacchi informatici nelle aziende è causata da errori o impreparazione dei dipendenti. Va da sé che quando si parla di smartworking bisogna prestare ancora più attenzione». Per questo, gli interventi che Securbee opera sulla parte IT sono sempre accompagnati da momenti incentrati sulla security awareness dedicati al personale aziendale: «Si tratta – spiega Bosello – di percorsi formativi, monitorabili, che prevedono la messa a punto di policy aziendali condivise, informano i dipendenti sui rischi connessi all'uso dei device e sulle relative sanzioni, e insegnano a usare correttamente gli strumenti. Una tutela per l'azienda e per il dipendente».

 

Sulla base di questi pilastri – corretta progettazione e cultura della sicurezza in azienda – le imprese possono così cogliere davvero tutte le opportunità del lavoro agile in termini di efficienza organizzativa, risparmio e benessere dei dipendenti. «La soluzione preconfezionata però non esiste – conclude Bosello –. Noi di Securbee negli ultimi anni siamo sempre più spesso chiamati a intervenire in aziende che si rendono conto che la propria architettura IT è da riprogettare e riqualificare totalmente nell'ottica di spostare sempre più funzioni e servizi online, per essere fruiti anche da remoto. Per questo Securbee inserisce il proprio intervento nel lavoro portato avanti dal gruppo di cui fa parte, Eurosystem, in modo da offrire un approccio integrato e personalizzato che permette alle imprese di cogliere, in sicurezza, tutte le opportunità dello smartworking».

 

 

securbee mè una società nata nel 2017 che si occupa di consulenza e servizi nell'ambito della cyber security, raggruppando al suo interno alcuni dei maggiori specialisti del settore. Con sedi a Udine, Treviso, Trieste, Bologna e Bergamo, Securbee è un punto di riferimento per numerosi clienti che operano nel mercato dei servizi finanziari, della sicurezza e della tecnologia, a conferma dell'autorevolezza che la giovane società ha già acquisito anche presso aziende partner e di settori affini.

Nicola Bosello, presidente di Securbee, è cresciuto in un'azienda informatica specializzata in servizi IT, anche nell'ambito della security, e ha un'esperienza ventennale nel campo della tecnologia. Nel suo percorso professionale ha ricoperto la carica di responsabile commerciale e amministratore delegato e oggi è presidente di Securbee, una tra le prime società in Italia per l'informatica security e la compliance normativa.

Manuel Cacitti, uno dei fondatori e CEO di Securbee, è Cybersecurity Specialist e IT Security Auditor. Ha esperienza pluriennale come consulente, docente e formatore in ambito IT. 



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martedì 13 novembre 2018

Come la tecnologia può aiutare le persone dislessiche

Dislessia: la stampante può essere un grande aiuto

 La rivista GG Giovani Genitori, in collaborazione con Epson, ha stilato semplici regole per creare e stampare testi comprensibili e facilmente leggibili da chi è affetto da questo disturbo. In attesa che le istituzioni valutino l'aggiornamento della legge sulla dislessia.

Cinisello Balsamo, 12 novembre 2018 - Chi soffre di dislessia ha bisogno di testi chiari e semplici. La dislessia è infatti un disturbo che influisce sulla capacità di lettura e scrittura: i bambini dislessici riescono a compiere queste attività, ma devono impiegare molte energie. In Parlamento è stato presentato un disegno di legge sostituivo della normativa in corso e, in attesa che percorra il suo iter, la rivista GG Giovani Genitori, in collaborazione con Epson, ha stilato alcune linee guida per creare e stampare eccellenti materiali che possono essere un valido supporto per i bambini con disturbi dell'apprendimento.

Cosa rende più leggibile un testo?
Font arrotondati, ma anche carta opaca e colorata, impaginazione curata e sintassi lineare: questi sono alcuni dei principali aspetti che è necessario tenere in considerazione per ottenere testi accessibili anche per i bambini con problemi di dislessia.

Stile e struttura del testo
Per migliorare la leggibilità di un testo, innanzitutto, bisogna limitare la lunghezza delle frasi. Il consiglio è di ridurle a 60-70 caratteri privilegiando un'interlinea ampia (1,5 righe o doppia) e paragrafi brevi per "rompere" il testo. La spaziatura è fondamentale per migliorarne la chiarezza. Può essere d'aiuto per la comprensione usare il grassetto per sottolineare le parole importanti, mentre il corsivo facilita la lettura di parole consecutive. È raccomandato anche l'allineamento a sinistra del testo e la suddivisione in elenchi numerati o puntati, piuttosto che stampare paragrafi lunghi e compatti. È molto importante ricordarsi sempre che una disposizione coerente e lineare rende il testo più comprensibile per tutti.

Font consigliati e tipi di carta e colori
Con una dimensione minima tra i 12 e i 14 punti, i font arrotondati come l'Arial, il Comic Sans, l'Helvetica, il Tahoma, il Trebuchet e il Verdana sono ideali per essere letti da tutti con meno difficoltà.
Che sia per la ricerca scolastica o la stampa di un poster da appendere a scuola, per la stesura di un tema da leggere in classe o la tesina di fine corso, è importante ricordare che, per migliorare la leggibilità, è necessario evitare sempre di stampare un testo chiaro su sfondo scuro. Sebbene la carta colorata sia più indicata di quella bianca, l'ideale sarebbe di color bianco crema, meglio se opaca. Anche il peso del supporto influisce sulla lettura, perché la trasparenza del foglio rende più complicato distinguere i segni. Il peso minimo? Quello corretto è di 80-90 grammi.

Epson EcoTank aiuta le famiglie a stampare senza pensieri
Chi stampa a casa può avere la preoccupazione dell'inchiostro che finisce nel momento meno opportuno, soprattutto quando la stampante viene utilizzata con frequenza e magari da persone diverse. Per stampare senza più preoccuparsi dell'inchiostro, Epson ha creato la gamma EcoTank dotata di serbatoi ricaricabili, che permettono di stampare migliaia di pagine senza sostituire i consumabili. Grazie all'assenza delle tradizionali cartucce, stampare è più conveniente, poiché i modelli vengono forniti con un quantitativo di inchiostro che permette di stampare migliaia di pagine senza preoccupazione di finire il consumabile e con la certezza di risparmiare in media il 90%(1) sui costi di stampa.
Con queste soluzioni affidabili, tutta la famiglia può stampare con facilità e a costi irrisori.

"Per un genitore - afferma Renato Salvò, Business Manager Consumer Products di Epson Italia - avere a disposizione una soluzione come Epson EcoTank è un vantaggio in termini pratici ed economici. Questi modelli fanno risparmiare tempo e denaro ed eliminano la necessità di sostituire spesso le cartucce. E quando l'inchiostro termina, basta acquistare a pochi euro il flacone del colore mancante per ricominciare a stampare."

(1) Numero di cartucce/risparmio medio calcolato in base al numero di pagine indicato utilizzando i flaconi di inchiostro forniti insieme alle stampanti della gamma EcoTank, incluso il prezzo dell'hardware. Confronto tra il costo medio della gamma EcoTank A4 e dei primi 10 modelli più venduti in Europa occidentale da aprile 2016 a marzo 2017, secondo quanto rilevato da GfK. Costi di stampa calcolati in base alla proporzione tra cartucce standard e XL secondo quanto rilevato da GfK per lo stesso periodo di riferimento nel mercato dell'Europa occidentale, utilizzando i prezzi medi al dettaglio. Rendimenti delle cartucce di inchiostro secondo quanto comunicato sui siti web dei produttori.

 

Gruppo Epson
Epson è leader mondiale nell'innovazione con soluzioni pensate per connettere persone, cose e informazioni con tecnologie proprietarie che garantiscono efficienza, affidabilità e precisione. Con una gamma di prodotti che comprende stampanti inkjet, sistemi di stampa digitale, videoproiettori 3LCD, così come orologi e robot industriali, Epson ha come obiettivo primario promuovere l'innovazione e superare le aspettative dei clienti in vari settori, tra cui: stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica. Con capogruppo Seiko Epson Corporation, che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 76.000 dipendenti in 87 società nel mondo e partecipa attivamente allo sviluppo delle comunità locali in cui opera, continuando a lavorare per ridurre l'impatto ambientale.




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domenica 11 novembre 2018

Software libero, lo utilizzano 6 imprese su 10. In 400 a Bolzano per il più grande ritrovo italiano


Software libero e progetti innovativi pronti a migliorare la vita di tutti i giorni rispettando l'ambiente. Per due giorni, il 16 e il 17 novembre, Bolzano diventerà la capitale della creatività nell'ambito del software libero e della tecnologia sostenibile. Software open source che sono sempre più importanti per il tessuto economico italiano. Secondo la ricerca NextValue infatti vengono utilizzati da sei imprese su dieci. Una percentuale che sale all'85% per quanto riguarda la pubblica amministrazione. Un tema cruciale, questo, che sarà al centro della due giorni altoatesina: il 16, alla presenza tra gli altri del Wolfgang Burtscher, direttore generale aggiunto del dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Europea si terrà infatti la 18esima edizione della South Tyrol Free Software Conference (SFScon), la maggiore conferenza in Italia, e fino al 17 andrà in scena Vertical Innovation Hackathon, la maratona d'idee dedicata all'hi-tech dal cuore green che mette in palio, oltre a premi in tecnologia, tre viaggi: nella Silicon Valley, ad Amsterdam, uno dei centri pulsanti dell'IT europeo e Bruxelles. Due appuntamenti, un'unica «casa»: NOI Techpark a Bolzano, il parco tecnologico che prende spunto dalla natura e fa da cerniera fra il Nord e Sud d'Europa. Ma l'attenzione altoatesina al mondo dell'open access guarda avanti. Dal 2017, e anche per l'anno prossimo, è stato istituito infatti un fondo provinciale di 100mila euro per i ricercatori che pubblicano in forma libera i loro studi.

«La nostra formula coniuga l'approfondimento dei migliori specialisti europei, protagonisti del programma della SFScon, con la creatività della maratona d'idee – spiega Patrick Ohnewein, coordinatore dell'Ecosystem ICT & Automation di IDM Alto Adige che organizza SFScon e l'hackathon, quest'ultima in collaborazione con Stiftung Südtiroler Sparkasse, fondazione Cassa di Risparmio, ACS e Infominds, Axiell, Innos, Interreg IT-AT Argento Vivo, Marketing Factory, Simedia, Systems e Würth-Phoenix –. In questo modo l'Alto Adige si conferma punto di riferimento per sviluppatori in grado di mettere a fuoco la loro creatività. Eventi che da un lato mettono in circolo idee e progetti vincenti, dall'altro testimoniano la capacità di innovazione dell'Alto Adige, terra sempre più attrattiva per creativi e sviluppatori informatici».

Si parte il 16 novembre con SFScon, la più longeva manifestazione di questo tipo in Italia e giunta alla 18esima edizione: oltre 40 speaker, almeno 400 partecipanti previsti. Fra i nomi dell'evento organizzato da IDM Alto Adige ci sono Josh Simmons di Google, Wolfgang Burtscher direttore generale aggiunto del dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, Martin Englund del Palo Alto Networks, Patrick Masson di Osi, Matthias Kirschner (Fsfe), Molly de Blanc (Fsf), Chris Lamb (Debian Gnu/Linux), Flavia Marzano (Roma Capitale) e Daniele Gobbetti del gruppo utenti Linux di Bolzano, più tutti i rappresentanti dei centri di ricerca altoatesini, dal Fraunhofer Italia a Eurac Research, oltre ai ricercatori della trilingue Università di Bolzano. SFScon promuove l'uso del software libero nelle infrastrutture IT come strumento per ottenere maggiore innovazione e competitività nella regione. Per iscriversi basta consultare il sito della manifestazione. Anche quest'anno ci sarà l'assegnazione del Free Software Award, che premia una personalità altoatesina che si è distinta nell'impiego e nella diffusione di free software.

Ma la conferenza sul software libero sarà solo uno dei due appuntamenti altoatesini. Negli stessi spazi di NOI Techpark si terrà anche l'hackathon. Il tutto in poco più di 24 ore: dalle 12.30 del 16 novembre, data di check-in, alle 17 del giorno dopo, quando saranno proclamati i vincitori. Pensata per sviluppatori, designer, esperti di dati, appassionati, la maratona d'idee punta a far nascere progetti capaci di sposare tecnologia e ambiente. Ad ospitare i partecipanti del Vertical Innovation Hackathon sarà NOI Techpark che sarà attrezzato per ospitare (e rifocillare) gli sviluppatori anche di notte. I tre viaggi e altri premi tecnologici andranno a tutti i partecipanti dei team selezionati dalla giuria. Solo quello a San Francisco e nella Silicon Valley ha un valore di 15 mila euro. Tutte le altre informazioni e la registrazione all'hackathon si possono trovare sul sito dell'evento.



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venerdì 9 novembre 2018

Dimension Data Italia porta in scena il caso di successo del Tour de France al Dell Technologies Forum 2018




Dimension Data Italia porta in scena il caso di successo del Tour de France

al Dell Technologies Forum 2018

 

Milano, 9 novembre 2018 – Dimension Data Italia sarà presente, in qualità di Gold Sponsor, alla nuova edizione del Dell Technologies Forum, "Make It Real", che si svolgerà il prossimo 15 novembre 2018, al MiCo di Milano.

La partecipazione di Dimension Data attesta una rinnovata partnership con Dell EMC volta a consolidare le sinergie per indirizzare e rendere possibili le ambizioni dei propri clienti, in un'ottica di trasformazione digitale sostenibile e innovativa.

 

Portavoce indiscusso per questa nuova edizione che raccoglie in sé tutti gli elementi che meglio contraddistinguono le realtà che stanno portando avanti con successo un processo di trasformazione digitale il caso del Tour de France, per il quale Dimension Data è partner tecnologico e sponsor della squadra sudafricana, Team Dimension Data for Qhubeka. Una storia nella storia nella quale la tecnologia non è solo sinonimo di innovazione ma anche anello di congiunzione tra ciclismo e iniziative umanitarie.

 

La grande passione di Dimension Data per tutte quelle che sono le grandi sfide legate alla trasformazione digitale, in tutti gli ambiti di mercato, ha portato l'azienda a creare un caso di successo sportivo come quello del Tour de France e a sposare la causa del Team Qhubeka per consentire a tutti di toccare con mano quello che oggi la tecnologia è in grado di fare, non solo a un livello puramente tecnologico.

L'era del digitale, infatti, continua inesorabilmente a cambiare il modo di vivere e di interagire e il mondo dello sport non fa eccezione! Le tecnologie più recenti stanno infatti trasformando le esperienze sportive dei supporter che diventano sempre più coinvolgenti. Il Tour de France, il più grande avvenimento televisivo live del mondo, ne è una chiara dimostrazione e costituisce l'evento di punta del mondo moderno in grado di offrire a un pubblico sempre più vasto l'accesso a contenuti, intrattenimento e analisi di qualità elevate attraverso i canali di comunicazione tradizionali e digitali.

 

A tutto questo si unisce un grande progetto umanitario #BicyclesChangeLives che consente di donare biciclette alle popolazioni che vivono in zone rurali dell'Africa e che costituisce il cuore pulsante dell'organizzazione per offrire una piattaforma di sensibilizzazione e ottenere così un più ampio supporto internazionale, in modo da continuare a mobilitare il popolo africano e dare al team una valida ragione di esistere.

 

Per toccare con mano tutti i retroscena di una delle gare sportive più appassionanti del mondo e conoscere nel dettaglio la storia di Qhubeka, l'intervento di Enrico Brunero, Business Unit Manager Data Centre & ITaaS di Dimension Data in Italia, previsto per le ore 14.15, introdurrà Andrew Kendrick, UK Sponsorship Manager, e Noelani Wilson, Global Client Programme Manager, di Dimension Data che in prima persona si fanno portavoce di questa esperienza unica a livello globale.

 

 

 

 

Dimension Data

Fondata nel 1983, oggi Dimension Data è un leader globale da 8 miliardi di dollari nella progettazione, gestione e ottimizzazione degli attuali ambienti tecnologici mutevoli per consentire ai propri clienti di sfruttare i dati dell'era digitale, trasformarli in informazioni e ottenere una visione chiara.

Con sede a Johannesburg e 28.000 dipendenti in 47 paesi, Dimension Data riunisce la migliore tecnologia al mondo offerta dai leader di mercato e dagli innovatori di nicchia – dai servizi di consulenza, tecnologici e di supporto fino a servizi completamente gestiti.

Dimension Data è un membro di NTT Group. 



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Smart innovation via obbligata per innovazione in agricoltura - Presentata a Eima indagine agricoltura 4.0

SMART INNOVATION VIA OBBLIGATA PER INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

PRESENTATA A EIMA L'INDAGINE DE L'INFORMATORE AGRARIO, NOMISMA E FEDERUNACOMA SULL'AGRICOLTURA 4.0

 

(Bologna, 7 novembre 2018). Il trattore batte l'auto in termini di fruizione dell'innovazione. È quanto succede nelle campagne italiane, dove ormai quasi 1/5 (18%) degli agricoltori utilizza trattrici a guida assistita o semi automatica. E nel 38% dei casi la spesa per il nuovo mezzo 4.0 supera i 20mila euro. A dirlo, alla fiera Eima di Bologna (7-11 novembre), l'indagine Agricoltura 4.0 L'approccio delle imprese agricole italiane, realizzata da L'Informatore Agrario, Nomisma e FederUnacoma su un campione di 1034 intervistati su tutto il territorio italiano e presentata oggi pomeriggio nel corso del convegno "Quando l'agricoltura 4.0 aumenta la redditività".

Il profilo tracciato dalla survey è quello di un agricoltore con piena consapevolezza del valore aggiunto dell'innovazione nei campi: se è vero che quasi 3 su 4 (72%) sono convinti che il mancato ammodernamento degli strumenti e dei processi porti a morte certa dell'azienda, ancor più (76%) sono quelli che affermano di aver operato cambiamenti in campo per favorire le rese a parità di mezzi tecnici impiegati. "Il quadro che emerge dall'indagine – ha detto il direttore del settimanale L'Informatore Agrario, Antonio Boschetti – è di un agricoltore impegnato a rinnovare il proprio parco macchine con mezzi intelligenti soprattutto per evitare la sovrapposizione delle passate (56%) ma anche per mantenere una traiettoria diritta (19%) o eseguire correttamente operazioni multiple". Una propensione 4.0 confermata anche dagli investimenti futuri delle aziende agricole, con la maggior parte degli intervistati che oltre alla riduzione dei costi punta sull'organizzazione più innovativa dell'azienda in termini tecnologici. Dall'indagine è infine possibile tracciare un identikit sull'agricoltore particolarmente attento ad un approccio innovativo: uomo, millennial (fino a 35 anni), titolo di studio medio-alto (diploma/laurea), utilizza quotidianamente internet per la gestione dell'azienda, è disposto a prendere denaro in prestito per coprire gli investimenti 4.0, lavora in un'azienda del Nord di medio-grandi dimensioni (oltre 50ha) e specializzata in seminativi.


 

Edizioni L'Informatore Agrario, è la casa editrice, con sede a Verona, che da 70 anni offre un servizio di informazione e formazione agli imprenditori agricoli. Tre le testate di riferimento: il settimanale dedicato all'agricoltura professionale L'Informatore Agrario, il mensile per l'agricoltura part-time e hobbistica Vita in Campagna e MAD – Macchine Agricole Domani, dedicato al mondo della meccanica agraria, oltre a un ampio catalogo di libri e altri supporti multimediali su temi specializzati.



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Salute: Dedalus lancia D-four, software che rivoluziona il mercato sanitario

Salute: Dedalus presenta D-four, software che rivoluziona il mercato sanitario
 

D-four permette ai sistemi informativi sanitari di evolvere progressivamente e più rapidamente, salvaguardando gli investimenti già realizzati nel tempo dalle strutture ospedaliere e delle cure primarie

Roma, novembre 2018 – Nel corso della 1^ Convention del Management della Sanità italiana, che si sta tenendo a Roma in questi giorni, Dedalus – società italiana leader nel settore del software sanitario in Europa e tra i maggiori player mondiali – ha presentato D-four, un'innovativa infrastruttura software che rivoluzionerà il mercato, italiano e internazionale. D-four adotta, tra l'altro, il "linguaggio" clinico universale basato su standard internazionali OpenEhr in grado di garantire la piena collaborazione tra tutti i professionisti clinici. Dedalus ha deciso di intraprendere questo percorso garantendo alle migliaia di strutture che utilizzano i suoi software la piena aderenza a tali standard a beneficio della qualità della cura di ogni paziente.  

D-four consente di far evolvere progressivamente e più rapidamente le complesse organizzazioni sanitarie, salvaguardando gli investimenti già realizzati nel tempo; la nuova architettura consente di aggiungere, non necessariamente sostituire, le nuove componenti facendo convivere le vecchie e le nuove funzionalità garantendo un cambiamento progressivo, annullando il tipico stress da change management. D-four rende i software collaborativi, anche le singole componenti di ogni prodotto, garantendo lo scambio e l'accessibilità dei dati e la retro-compatibilità delle principali vecchie applicazioni in uso.

D-four è basato su una metodologia allo stato dell'arte; utilizza i più recenti paradigmi tecnologici: cloud, blockchain, dokers. Tutti i componenti sono basati su logiche a micro-servizi, pronti per essere utilizzati nei diversi contesti infrastrutturali: on premisis, cloud, cloud ibrido. D-four utilizza sia le risorse hardware e software già presenti presso i clienti, sia cloud pubblici che privati. D-four consente di garantire la massima continuità operativa e la massima disponibilità di informazioni in contesti sicuri e mission critical, come lo sono molte attività cliniche da cui dipende la vita dei pazienti.

L'amministratore delegato, Giorgio Moretti, ha illustrato come ogni giorno un milione di professionisti sia supportato dalle tecnologie realizzate da Dedalus, essendo presenti in 1.500 ospedali, per un totale di 30.000 reparti e 3.000 laboratori in tutto il mondo. Grazie a Dedalus, vengono prodotti ogni anno 3 miliardi di documenti clinici e vengono garantiti 30 milioni di accessi al pronto soccorso, 30.000 interventi chirurgici e un milione di pazienti può essere curato da 24.000 medici di famiglia. A partire dal prossimo anno questa enorme mole di dati diventerà fruibile abilitando i nuovi paradigmi della medicina: multidisciplinarietà, big data analysis, medicina predittiva e personalizzata, patient engagement.

Moretti ha dichiarato: "Ereditando una metodologia utilizzata in ambito militare, e grazie alla massa critica raggiunta dopo oltre 60 acquisizioni, che ci colloca tra le prime aziende mondiali del settore, abbiamo potuto realizzare una infrastruttura applicativa che possiamo definire oggettivamente rivoluzionaria per il grande comparto della sanità. Abbiamo investito oltre 60 milioni di euro in questo sforzo evolutivo. Tutti i nostri clienti sanno benissimo cosa gli necessita; ma nel mondo ICT quasi nessuno sa arrivarci velocemente, senza rischi operativi, salvaguardando gli investimenti fatti. D-four consente tutto questo: aggiungere nuove tecnologie e nuove funzionalità in modalità additiva e convivente con quanto giù in uso. Si potrà gestire l'evoluzione dei processi in un contesto sicuro, totalmente aderente ai molti standard internazionali che si sono ormai affermati, dove il vecchio si potrà gradualmente spengere ed il nuovo potrà entrare nei processi clinici e sanitari senza rischiosi salti nel buio: una rivoluzione dolce. Un calendario di rilasci programmati consentirà ai nostri clienti di disegnare il futuro delle proprie organizzazioni. D-four è aperto all'utilizzo di prodotti e componenti anche di altri vendor che hanno deciso di adottare standard internazionali di integrazione"

 

DEDALUS S.p.A.

Costituita a Firenze nel 1990, Dedalus è un operatore europeo - primo in Italia e secondo in Francia - nel software per la gestione dei processi sanitari e clinici. Milleottocento persone operano nelle oltre 40 sedi operative, in 25 paesi nei 5 continenti, sviluppando un fatturato previsto per il 2018 di oltre 180 milioni. Ha una piena copertura funzionale di tutte le esigenze ICT di ogni sistema sanitario: in ambito ospedaliero, nei sistemi territoriali e delle cure primarie ed a supporto delle authority locali e nazionali; opera sia in ambito pubblico che privato. Negli ultimi cinque anni ha accelerato l'espansione internazionale diventando il leader europeo nei sistemi informativi ospedalieri e diagnostici ed uno dei co leader mondiale nei sistemi informativi per la diagnostica.



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sabato 3 novembre 2018

Free software, in Alto Adige attesi in 400 per il più grande raduno italiano. E con l'hackathon si vola nella Silicon Valley

Doppio appuntamento a NOI Techpark il 16 e il 17 novembre

 

BOLZANO CAPITALE DEL SOFTWARE LIBERO: IN 400 PER IL PIÙ GRANDE RITROVO ITALIANO

SFIDA TRA STUDENTI E SVILUPPATORI: CHI VINCE L'HACKATHON VOLA IN SILICON VALLEY

 

Diciottesima edizione di SFSCon, storico appuntamento per programmatori e appassionati di Linux con oltre 40 speaker. Tra gli ospiti Wolfgang Burtscher, direttore generale aggiunto del dipartimento Ricerca Innovazione della Commissione Europea. 
Ohnewein: «Punto di riferimento per i developer che puntano sulla creatività»

 

Bolzano, 30/10/2018 – Software libero e progetti innovativi pronti a migliorare la vita di tutti i giorni rispettando l'ambiente. Per due giorni, il 16 e il 17 novembre, Bolzano diventerà la capitale della creatività nell'ambito del software libero e della tecnologia sostenibile. Il 16, alla presenza tra gli altri del Wolfgang Burtscher, direttore generale aggiunto del dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Europea si terrà infatti la 18esima edizione della South Tyrol Free Software Conference (SFScon), la maggiore conferenza in Italia, e fino al 17 andrà in scena Vertical Innovation Hackathon, la maratona d'idee dedicata all'hi-tech dal cuore green che mette in palio, oltre a premi in tecnologia, tre viaggi: nella Silicon Valley, ad Amsterdam, uno dei centri pulsanti dell'IT europeo e Bruxelles. Due appuntamenti, un'unica «casa»: NOI Techpark a Bolzano, il parco tecnologico che prende spunto dalla natura e fa da cerniera fra il Nord e Sud d'Europa.

 

«La nostra formula coniuga l'approfondimento dei migliori specialisti europei, protagonisti del programma della SFScon, con la creatività della maratona d'idee  – spiega Patrick Ohnewein, coordinatore dell'Ecosystem ICT & Automation di IDM Alto Adige che organizza SFScon e l'hackathon, quest'ultima in collaborazione con Stiftung Südtiroler Sparkasse, fondazione Cassa di Risparmio, ACS e Infominds, Axiell, Innos, Interreg IT-AT Argento Vivo, Marketing Factory, Simedia, Systems e Würth-Phoenix –. In questo modo l'Alto Adige si conferma punto di riferimento per sviluppatori in grado di mettere a fuoco la loro creatività. Eventi che da un lato mettono in circolo idee e progetti vincenti, dall'altro testimoniano la capacità di innovazione dell'Alto Adige, terra sempre più attrattiva per creativi e sviluppatori informatici».

 

Si parte il 16 novembre con SFScon, la più longeva manifestazione di questo tipo in Italia e giunta alla 18esima edizione: oltre 40 speaker, almeno 400 partecipanti previsti. Fra i nomi dell'evento organizzato da IDM Alto Adige ci sono Josh Simmons di Google, Wolfgang Burtscher direttore generale aggiunto del dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, Martin Englund del Palo Alto Networks, Patrick Masson di Osi, Matthias Kirschner (Fsfe), Molly de Blanc (Fsf), Chris Lamb (Debian Gnu/Linux), Flavia Marzano (Roma Capitale) e Daniele Gobbetti del gruppo utenti Linux di Bolzano, più tutti i rappresentanti dei centri di ricerca altoatesini, dal Fraunhofer Italia a Eurac Research, oltre ai ricercatori della trilingue Università di Bolzano. SFScon promuove l'uso del software libero nelle infrastrutture IT come strumento per ottenere maggiore innovazione e competitività nella regione. Per iscriversi basta consultare il sito della manifestazione. Anche quest'anno ci sarà l'assegnazione del Free Software Award, che premia una personalità altoatesina che si è distinta nell'impiego e nella diffusione di free software.

 

Ma la conferenza sul software libero sarà solo uno dei due appuntamenti altoatesini. Negli stessi spazi di NOI Techpark si terrà anche l'hackathon. Il tutto in poco più di 24 ore: dalle 12.30 del 16 novembre, data di check-in, alle 17 del giorno dopo, quando saranno proclamati i vincitori. Pensata per sviluppatori, designer, esperti di dati, appassionati, la maratona d'idee punta a far nascere progetti capaci di sposare tecnologia e ambiente. Ad ospitare i partecipanti del Vertical Innovation Hackathon sarà NOI Techpark che sarà attrezzato per ospitare (e rifocillare) gli sviluppatori anche di notte. I tre viaggi e altri premi tecnologici andranno a tutti i partecipanti dei team selezionati dalla giuria. Solo quello a San Francisco e nella Silicon Valley ha un valore di 15 mila euro. Tutte le altre informazioni e la registrazione all'hackathon si possono trovare sul sito dell'evento:

hackathon .bz.it

Crosscall, specialista in Outdoor Mobile Technology, apre il suo capitale ad Amundi PEF

CROSSCALL, specialista in Outdoor Mobile Technology, apre il suo capitale ad Amundi PEF 

Parigi e Aix-en-Provence, 30 ottobre 2018 - Amundi Private Equity Funds (Amundi PEF), uno dei principali operatori nel settore del capitale di rischio, e A Plus Finance, attraverso il suo team attivo nella regione Provenza – Alpi – Costa Azzurra (PACA) da oltre 20 anni, investono 12 milioni di euro nella società Crosscall, produttore francese di dispositivi mobile e smartphone "outdoor", che festeggerà i suoi 10 anni nel 2019. Amundi PEF interviene attraverso i suoi fondi Amundi Mégatendances. Questa operazione, che segue una prima operazione avvenuta nel 2015 con ACG Management, permetterà a Crosscall di consolidare il proprio brand, rafforzare il controllo industriale e continuare la sua crescita, in Francia e a livello internazionale. Crosscall rimane l'unico marchio di smartphone sul mercato con un capitale francese al 100%. 

Fondata nel 2009 ad Aix-en-Provence da Cyril Vidal, la società Crosscall ha creato il settore dell'Outdoor Mobile Technology e ha realizzato il primo dispositivo mobile galleggiante nel 2012,. Tutti i prodotti Crosscall (cellulari, smartphone e accessori esterni) sono appositamente progettati per un uso intensivo all'aperto, in situazioni a volte estreme: impermeabili, robusti e con lunga autonomia, resistono a urti, cadute, acqua di mare e con cloro, ecc. La gamma Crosscall è rivolta principalmente ad atleti e professionisti esposti ad ambienti ostili o imprevedibili, ma è anche sempre più apprezzata dal grande pubblico.

Crosscall, con una crescita a 4 cifre negli ultimi 4 anni, è stata premiata nell'ambitissimo Technology Fast 50 di Deloitte nel 2015 e 2016. Nel 2017 invece è entrata nella top 5 delle società in crescita in Francia (quinta al premio per la crescita di Les Echos/Statista 2017). Con oltre 1,5 milioni di unità vendute (di cui 400.000 nel 2017),  Crosscall vende i suoi prodotti al grande pubblico tramite i tre operatori storici, i rivenditori di massa, nonché reti specializzate e professionisti.

Già presente in una dozzina di paesi (tra cui l'Italia, la Spagna e la Germania), Crosscall intende perseguire le sue ambizioni di sviluppo internazionale con l'obiettivo di affermarsi in nuovi continenti. Con un organico di oltre 130 dipendenti, la società ha registrato un fatturato di 52 milioni di euro per l'anno conclusosi il 31 marzo 2018 e punta a raggiungere 80 milioni di euro nel prossimo anno finanziario.

Attraverso questa operazione, Amundi PEF afferma le proprie convinzioni supportando le aziende che rispondono ai principali cambiamenti della società, in questo caso le attività all'aria aperta, lo stile di vita e la tecnologia.

Cyril Vidal, Amministratore Delegato e fondatore di Crosscall, dichiara: "La nostra crescita lampo sul mercato francese e internazionale ci consente di vedere ancora più lontano garantendo al contempo il consolidamento dei nostri risultati nei paesi in cui siamo arrivati da poco. Siamo convinti che Amundi PEF e A Plus Finance saranno i partner ideali per accelerare il nostro sviluppo a livello internazionale e consolidare la nostra posizione di leader nel nostro mercato: la tecnologia mobile per esterni".  

Julien Jaud, Direttore Associato di Amundi PEF, commenta: "Crosscall è una società in fortissima crescita, redditizia, guidata da un fondatore visionario e un gruppo dirigente talentuoso. L'offerta di prodotti Crosscall è unica e risponde a esigenze che nessun telefono tradizionale soddisfa. In un mercato in piena espansione dedicato alle attività all'aperto, le prospettive di sviluppo sono molto importanti tanto in Francia quanto all'estero". 

Jean-Michel Sibué, Direttore Associato di A Plus Finance: "Crosscall è già un'azienda di riferimento nel suo settore e un modello da seguire per le PMI regionali che aspirano a crescere a livello internazionale. Siamo molto lieti di supportare Crosscall e i suoi dirigenti, insieme ad Amundi, in questa fase di forte sviluppo". 

Partecipanti AMUNDI PEF: Julien Jaud e Frédéric Labia 
A PLUS FINANCE : Olivier Gillot e Jean Michel Sibué 
CROSSCALL: Cyril Vidal (Amministratore Delegato - Fondatore) e David Eberlé (Direttore Generale), Eric Schettini (Presidente del Consiglio di Sorveglianza) Consulenti Legale: Lawways (Hortense Rouvier, Stéphanie Schmitt), ASA (David Sitri, Philippe Filippi), Audit Finanziario: Advance Capital (Olivier Mortier) Revisione strategica: Advance Capital (Alban Neveux, Apolline Noël) 

SOLUTIONS 30 si rafforza nelle telecomunicazioni

Accordo tra SOLUTIONS 30 Italia e MASSANO per l'affitto del ramo d'azienda telecomunicazioni

SOLUTIONS 30 Italia, leader nelle soluzioni per le nuove tecnologie, annuncia di aver concluso l'accordo per l'affitto del ramo d'azienda Telecomunicazioni della MASSANO SRL di Montanera (CN), società specializzata nella progettazione e nella realizzazione di reti di telecomunicazioni.

 

La divisione Telecomunicazioni della Massano Srl, attiva nelle realizzazioni del settore Telecom, nasce nel gennaio del 2003 come ramo di attività della "storica" Ditta Individuale MASSANO Giuseppe fondata alla fine degli anni Settanta e specializzata nei ripristini stradali. Nel 2015 la MASSANO è stata nominata "impresa di rete" da Telecom Italia.

 

"Questa acquisizione rappresenta una solida base di crescita in un settore molto dinamico e ci permette di gestire con strumenti migliori i progetti specifici. Si tratta di un'iniziativa pienamente in linea con la strategia operativa messa in atto da SOLUTIONS  30 in tutti i paesi europei", commenta Ruggero Fortis, direttore generale di SOLUTIONS 30 Italia.

 

Con questo accordo, il gruppo rafforza la propria operatività sia tecnica sia commerciale nel settore Tlc. Il ramo Telecomunicazioni della Massano vanta infatti una vasta esperienza nell'installazione di reti di fibre ottiche, scavi e posa di cavi per reti telefoniche nel settore pubblico e in quello privato.

 

Fortis ha aggiunto: "La capacità e la riconosciuta competenza del team di MASSANO Telecomunicazioni consolida ulteriormente le attività del nostro gruppo e ci permette di completare la nostra offerta nella delivery e nella manutenzione di rete, oltre che nella gestione degli impianti".

 

 

Il gruppo MASSANO e il suo management continueranno a lavorare a stretto contatto con SOLUTIONS  30 per garantire continuità di servizio, generare sinergie tra le due realtà e per far nascere una partnership strategica di lungo corso. La partnership così costituita ha come obiettivo di breve termine l'incremento significativo del fatturato a vantaggio di entrambe le società.

 

Le attività della MASSANO ramo telecomunicazioni, saranno consolidate integralmente nel conto economico di SOLUTIONS 30 Italia a partire dal 16 Ottobre 2018.

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