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giovedì 3 dicembre 2015

2016 sfida sicurezza per l’Internet of things



Test condotti nel corso del 2015 hanno ampiamente dimostrato la vulnerabilità dei dispositivi IoT. 

Nel 2016 l'Internet of Things sarà al centro di una sfida tra potenzialità e sicurezza e dovrà essere guidato dalla consapevolezza dei rischi connessi e, in particolare, dalla necessità di difesa dei dati e delle infrastrutture da cyberterrorismo e cybersabotaggio.

Entro la fine del prossimo anno ci saranno più di sei miliardi di oggetti connessi in tutto il pianeta. Secondo le previsioni, l'utilizzo dell’Internet of Things aumenterà del 30% nel 2016, con 6,4 miliardi di dispositivi connessi: assisteremo a un vero boom della crescita in molti settori del mercato internazionale.


L’innovazione tecnologica degli IoT coinvolgerà ogni aspetto della nostra quotidianità: nei prossimi anni vivremo in un mondo interconnesso, popolato da persone, cose e macchine collegate fra loro. Potremo utilizzare smartphone o tablet per controllare funzioni quali illuminazione, raffreddamento o riscaldamento e sicurezza delle nostre abitazioni. Le tecnologie legate all’IoT troveranno applicazione in molte aree come sanità, sicurezza, trasporti, gestione delle risorse. Il suo decollo produrrà conseguenze anche sul piano della moltiplicazione di dati e delle connessioni, aprendo le porte alla prossima stagione battezzata come “digital explosion”.

La grande sfida, insita nella rivoluzione dell’IoT, è quella della cybersecurity e la necessità di proteggere dati e infrastrutture dai malintenzionati. Vari test condotti nel corso del 2015 hanno dimostrato la vulnerabilità dei dispositivi IoT”, ha dichiarato Mirko Gatto, amministratore delegato di Yarix, società che opera dal 2001 nel campo della sicurezza informatica. “Già da tempo le applicazioni IoT e M2M sono bersaglio di attacchi, destando molteplici allarmi anche alla luce di un possibile utilizzo a questi scopi di Shodan, il motore di ricerca per gli oggetti collegati in rete”. 

Per chi non conoscesse Shodan, in questa intervista http://bit.ly/1O07N6H  Barbara Carfagna affronta gli attuali temi legati a cybersecurity e cyberwar.

In poche parole, questo sistema è in grado di indicizzare i dispositivi connessi alla rete Internet – oggetti come frigoriferi, webcam, termostati e perfino semafori, centrali elettriche, turbine eoliche, per citarne alcuni - organizzandoli per tipologia, produttore e modello.  

Molti di questi device sono affetti da vulnerabilità o non vengono adeguatamente protetti. Con una semplice query si possono individuare i dispositivi ed eventuali falle di sicurezza, oltre a carpire dati personali e finanziari.

Nel 2016 ci aspettiamo di vedere un ulteriore sviluppo di exploit e malware che colpiscono protocolli di comunicazione tra questi dispositivi”, continua Mirko Gatto. “Gli attacchi cresceranno in quantità e complessità e l’IoT sarà il terreno fertile nel quale le vulnerabilità dei dispositivi consumer collegati verranno sfruttate per ottenere un punto d'appoggio all'interno delle reti aziendali e di hardware a cui si connettono”. 

Nel corso del 2016 assisteremo dunque ad un aumento degli attacchi M2M e alla progettazione e propagazione di worm e virus, con lo scopo di colpire specificatamente milioni o miliardi di dispositivi.

L’Internet of Things rappresenta un possibile bersaglio per tutti coloro che vogliano prendere di mira singole persone, organizzazioni o intere nazioni. Ci riferiamo, per fare un esempio, alla possibilità che venga attaccato un sistema per la gestione del traffico. Gli obiettivi sono innumerevoli e coprono settori industriali diversi, con un impatto potenziale che può spaziare da un danno poco significativo, come la messa fuori uso di un access point aziendale, a danni che coinvolgano il marchio e la reputazione, fino ad arrivare a conseguenze drammatiche, come nel caso di attacchi mirati a sistemi di controllo industriale (SCADA/ICS), una delle più grandi minacce per le infrastrutture critiche di una nazione. Il rischio di cyberterrorismo o cybersabotaggio è tutt’altro che infondato: proprio negli ultimi anni non sono mancati casi di attacchi per il controllo dei sistemi industriali.

Partendo da una consapevolezza fondamentale, che la sicurezza assoluta non esiste, non è comunque il caso di creare allarmismi”, conclude Mirko Gatto, “ma bisogna affrontare questo nuovo scenario in modo adeguato, dinamico e proattivo, facendosi affiancare da esperti di security in grado di offrire supporto con soluzioni adeguate ai gestori dei sistemi, come monitoraggio, analisi e un controllo pervasivo e distribuito sulle reti aziendali”.


Yarix
Yarix, società italiana specializzata in Sicurezza Informatica, è tra i principali fornitori di servizi e soluzioni di cyber security, business continuity e disaster recovery a industrie, enti governativi e militari, università e aziende del comparto sanitario; ha maturato un’esperienza pluriennale nel settore ed è dotata di personale altamente qualificato e certificato. Gli investimenti continui in Ricerca & Sviluppo nel settore della sicurezza confermano la sua leadership nel campo dell’Information Technology. Yarix collabora con i maggiori player mondiali dell’IT e promuove iniziative per la diffusione di un’ampia cultura digitale.

Sicurezza ICT Milano, 3 Febbraio 2016

Sicurezza ICT 2016
MILANO, 3 Febbraio 2016 – Hotel Michelangelo

Il roadshow: Sicurezza ICT, Mobility, Cloud, Business Continuity e Digital Identity: Utenti e Fornitori a confronto per una Security dinamica, efficace e a misura di utente si conferma un appuntamento irrinunciabile per gli addetti ai lavori e per le aziende che vogliono informarsi, documentarsi e aggiornarsi su tutte le novità in ambito security ICT.

La prima tappa del roadshow 2016 Sicurezza ICT è a Milano  il 3 Febbraio, presso l’Hotel Michelangelo, in Piazza Lugi di Savoia, 6.

Una giornata di formazione culturale dove utenti e fornitori si confrontano per offrire una panoramica informativa su tutti gli ambiti tecnologici strettamente correlati con la sicurezza IT: Mobile, Cloud, Datacenter, Protezione delle comunicazioni e dei Dati Aziendali e molto altro. 

Qualche anticipazione sulle tematiche:
• La sicurezza informatica nei tempi dei social network e del mobile
• Big Data: sicurezza, reputazione, privacy
• Gestire la sicurezza negli ambienti Cloud
• Backup, Disaster Recovery e Business Continuity

E inoltre accanto agli interventi delle aziende sponsor, ci saranno interventi culturali come quello di apertura di Marco Bozzetti, CEO Malabo e membro del Consiglio Direttivo AIPSI, che farà una Analisi del rischio ora necessaria anche per le PMI. Interverrà Roberto Bellini, Vicepresidente di AICA (Associazione italiana per l’informatica e il calcolo distribuito) che analizzerà la: Norma UNI 11506:2013 sulla Certificazione delle Professioni ICT e infine Giuseppe Serafini, avvocato del Foro di Perugia, che tratterà Il Safe Harbor e le conseguenze sui trasferimenti dei dati in USA.

Per consultare i primi contenuti:
www.soiel.it/res/evento_ediz/id/402/p/Sicurezzaict-milano-2016

Per iscriversi all’evento:
www.soiel.it/evento_ediz_register.php?id=402

L’evento è a partecipazione gratuita, previa iscrizione.


Per maggiori informazioni
Veronica Fano - veronica.fano@soiel.it
Soiel International - Tel. 02 26148855

Datalogic presenta la nuova famiglia di barriere di sicurezza SLIM

Bologna – 3 Dicembre 2015 - Datalogic, leader mondiale nel settore dell'acquisizione automatica dei dati e nei mercati dell’ automazione industriale, e produttore di livello mondiale di lettori di codici a barre,  mobile computer, sensori per la rilevazione, misura e sicurezza, sistemi di visione e sistemi di marcatura laser, annuncia l’introduzione della nuova famiglia di barriere di sicurezza SLIM caratterizzate dall’alto contenuto tecnologico racchiuso in un profilo “ultrasottile” che le rendono uniche nella categoria.

La nuova famiglia SLIM è la soluzione semplice e flessibile per garantire la protezione su differenti tipi di macchine automatiche e semi-automatiche per le attività di assemblaggio, confezionamento, riempimento, smistamento, ispezione, misura e smistamento materiale, dove l’utilizzo delle barriere di sicurezza è fondamentale per la protezione dell’operatore. Le barriere di sicurezza SLIM sono state progettate per installazioni a bordo macchina dove lo spazio a disposizione è ridotto, le distanze dalla zona pericolosa sono minime ed è frequente l’intervento degli addetti ai lavori.

"La famiglia di barriere di sicurezza SLIM è in grado di fornire un ampio grado di libertà progettuale ai designer di macchine automatiche ed elevate prestazioni di sicurezza agli operatori, tutto per merito del suo contenitore ultrasottile” afferma Cosimo Capuzzello, General Manager della Business Unit Sensors&Safety di Datalogic. "Fornire sicurezza all'operatore può essere difficile a seconda dei criteri di progettazione della macchina. Le barriere di sicurezza SLIM possono essere configurate per quasi tutte le altezze, garantendo sempre l’assenza della zona morta”.

La famiglia di barriere SLIM è caratterizzata da profilo sottile (14 mm x 32 mm) e robusto, un’ampia gamma di altezze (da 150 mm a 1200 mm, con step di 30 mm) e possibilità di collegamento in cascata fino a 3 segmenti, per poter essere integrata al meglio alla struttura del macchinario. Senza zona morta e semplici da utilizzare, le barriere SLIM sono disponibili in 3 diverse risoluzioni: 14, 24 o 34 mm.


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Datalogic Group is a global leader in Automatic Data Capture and Industrial Automation markets. As a world-class producer of bar code readers, mobile computers, sensors, vision systems and laser marking systems, Datalogic offers innovative solutions for a full range of applications in the retail, transportation & logistics, manufacturing and healthcare industries. With products used in over a third of world’s supermarkets and points of sale, airports, shipping and postal services, Datalogic is in a unique position to deliver solutions that can make life easier and more efficient for people. Datalogic S.p.A., listed on the STAR segment of the Italian Stock Exchange since 2001 as DAL.MI, is headquartered in Lippo di Calderara di Reno (Bologna). Datalogic Group as of today employs about 2,400 members of staff worldwide distributed in 30 countries. In 2014 Datalogic Group achieved revenues for 464,5 million Euro and invested over 43 million Euro in Research and Development with a portfolio of over 1,100 patents across the world. For more news and information on Datalogic, please visit www.datalogic.com.


Il report di Emerson Network Power identifica quattro archetipi di data center in progressiva affermazione

Emerson Network Power, divisione di Emerson (NYSE: EMR) e leader mondiale nella fornitura di infrastrutture critiche per sistemi tecnologici in ambito informatico e delle comunicazioni, ha diffuso un report in cui delinea quattro archetipi in progressiva affermazione che ridefiniranno l'aspetto e l'operatività del data center del futuro.
Tradizionalmente, il data center si è evoluto in risposta all'innovazione tecnologica – principalmente server-based – con un ritmo e una direzione in parte prevedibili. Tendenze come cloud computing, sostenibilità, sicurezza dei dati e Internet delle cose (IoT, Internet of Things) stanno determinando profondi cambiamenti nei sistemi informativi in tutti i settori, creando così diverse opportunità e sfide. Di conseguenza, stanno emergendo anche nuovi archetipi che modificheranno lo scenario del data center, migliorando la produttività, riducendo i costi e incrementando la flessibilità. Sono i seguenti:
  • La sicurezza dei dati: gli attacchi informatici hanno destabilizzato alcune delle più grandi aziende del mondo, dato che la nostra realtà sempre più connessa crea maggiori punti di accesso per gli hacker. Le aziende stanno iniziando a mettere al primo posto la sicurezza già in fase di progettazione del data center, implementando architetture POD (Performance Optimised Data Center) non in rete per le informazioni estremamente sensibili – in qualche caso con apparecchiature di alimentazione e di gestione termica separate e dedicate.
  • Le inefficienze del cloud computing: malgrado i miglioramenti apportati dalla virtualizzazione, ancora troppi server rimangono sottoutilizzati – alcuni studi indicano che i server utilizzano soltanto dal 5 al 15% della loro capacità di elaborazione e che il 30% di tutti i server risultano “comatosi”. Prevediamo un futuro in cui le aziende esploreranno modelli di servizio condiviso, vendendo una parte della capacità in eccesso e diventando parte a tutti gli effetti del cloud computing.
  • “Fog Computing”: le architetture distribuite stanno diventando la norma, man mano che l’edge computing della rete diventa più critico. Introdotto da Cisco, il “Fog Computing” collega molteplici reti di piccole dimensioni in un'unica grande rete, con servizi applicativi distribuiti tra dispositivi intelligenti e sistemi di edge computing per migliorare l'efficienza e concentrare l'elaborazione dei dati più vicino ai dispositivi e alle reti. È una risposta logica all'enorme quantità di dati generati dall'Internet delle cose.
  • Il data center conforme alla responsabilità sociale d'impresa: l'efficienza energetica continua a essere importante per un settore con esigenze di consumo apparentemente illimitate, ma altri fattori – in particolare la maggior focalizzazione sulla riduzione delle emissioni di CO2 tra alcune aziende – stanno spingendo a concentrarsi sulla sostenibilità e sulla responsabilità d'impresa. Il settore sta rispondendo con un aumento dell'uso di energia alternativa nel tentativo di ridurre le emissioni di carbonio.
“Questi archetipi di data center sono la prova dei continui cambiamenti e innovazioni in corso nel settore,” commenta Lal Karsanbhai, presidente di Emerson Network Power per Europa, Medio Oriente e Africa. “La natura rapida e in continuo movimento del nostro settore richiede un pensiero innovativo e il lavoro e i rapporti con le più importanti società dell'IT in tutto il mondo permettono a noi e ai nostri clienti di anticipare queste tendenze di cambiamento.”

mercoledì 2 dicembre 2015

Data Centre Transformation - I professionisti IT valutano gli approcci aziendali alla trasformazione IT


I PROFESSIONISTI IT ASSEGNANO PUNTEGGI BASSI AGLI APPROCCI ADOTTATI DALLE AZIENDE NELLA TRASFORMAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE

Una nuova ricerca evidenzia come la carenza di competenze, visioni poco lungimiranti, mancanza di collaborazione e budget limitati siano un ostacolo per la trasformazione IT

 Milano, 2 dicembre 2015 — La maggior parte dei professionisti IT assegnano un voto scarso o piuttosto scarso alle proprie aziende in merito alla capacità di implementare tecnologie che abilitano la trasformazione e di guidare l'innovazione IT per rimanere competitive.   

Secondo un nuovo studio rilasciato oggi, molti professionisti che operano nell'area networking, data centre e dei sistemi di back-end affermano che una mancanza di pianificazione, una carenza delle competenze chiave, budget limitati e un'insufficienza di comunicazione e collaborazione con il business costituiscono una sfida per le aziende di tutte le dimensioni nel rinnovamento delle infrastrutture IT. 

Questi risultati – parte dell'iniziativa di condivisione della cultura IT "Transform to Better Perform" (http://www.reinventdatacenters.com) di Business Performance Innovation (BPI) Network's – evidenziano gap significativi tra il desiderio dei leader aziendali di accelerare la trasformazione del business attraverso la tecnologia e il reale impegno e capacità delle proprie aziende di renderlo possibile.  

Sulla base di una ricerca globale che vede coinvolti i professionisti IT, il nuovo studio intitolato "Bringing Dexterity to IT Complexity: What's Helping or Hindering IT Tech Professionals," è il seguito delle recenti ricerche realizzate grazie alla collaborazione con i leader IT appartenenti ad aziende di tutto il mondo. L'iniziativa Transform to Better Perform è sponsorizzata da Dimension Data, leader globale nella fornitura e gestione di soluzioni e servizi dell'infrastruttura IT. 

Il report e scaricabile gratuitamente all'indirizzo: http://reinventdatacenters.com/frontline-IT-report 

L'infografica del nuovo studio è disponibile al sito: http://reinventdatacenters.com/frontline-IT-infographic 

I punteggi relativi alla trasformazione IT sono disponibili all'indirizzo: http://reinventdatacenters.com/frontline-IT-scorecard 

L'indagine di BPI Network rivela che, attualmente, le organizzazioni IT soffrono di gravi carenze di professionisti qualificati proprio in quelle aree per le quali le aziende ambiscono a maggiore innovazione e sviluppo. Sia i manager aziendali sia i professioni IT concordano nell'affermare che le principali aspirazioni riguardano un'implementazione più veloce delle nuove applicazioni e la customer experience, così come un contributo più strategico da parte dell'IT. Ciò nonostante, gli esponenti dei dipartimenti IT affermano che le loro più grandi debolezze si riferiscono alla pianificazione a lungo termine, allo sviluppo di applicazioni, ai data analytics e all'ingegnerizzazione software.   
Più dell'80% dei professionisti IT sostengono di spendere più del 50% del loro tempo per la risoluzione dei problemi e la manutenzione dei sistemi legacy invece di guidare l'innovazione. E il 17% afferma di destinare il 90% del tempo per le attività di manutenzione di routine.

I principali risultati dello studio rivelano che:
•   Solamente il 35% dei rispondenti giudicano buona o molto buona la capacità delle proprie aziende di adattarsi alle nuove tecnologie.
•   Più del 70% dei dipendenti IT riporta che non ha ancora cominciato o sta per iniziare ora il percorso verso la trasformazione IT.
•   Solo il 15% possiede un piano per la trasformazione chiaro e dettagliato. Più dell'80% afferma che il proprio piano offre solo una direzione generale, deve essere aggiornato o non esiste affatto.
•   Circa il 45% sostiene che una migliore collaborazione tra le divisioni IT e i responsabili aziendali sia un elemento critico necessario. Solamente il 18% afferma l'esistenza di team interfunzionali all'interno della propria azienda. Un altro 14% dichiara che raramente si relaziona con i manager aziendali o solamente quando strettamente necessario.

"I dirigenti aziendali ci raccontano che l'innovazione di business guidata dalla tecnologia è oggi un fattore competitivo critico in qualsiasi settore dell'economia globale. Ma, come chiaramente dimostrato da questa indagine, la maggior parte delle aziende manca di persone, processi e investimenti atti a rendere questa trasformazione una realtà," commenta Donovan Neale-May, executive director di BPI Network. "Possiamo aspettarci di vedere un continuo consolidamento tra i leader e i ritardatari nella trasformazione guidata dalla tecnologia. 

"Le aziende si apprestano ad affrontare un importante cambiamento che le porterà ad adottare nuovi modelli tecnologici e una dipendenza dalle infrastrutture di nuova generazione, applicazioni e servizi che devono intraprendere per diventare una realtà digitale," afferma Kevin Leahy, General Manager of Data Centre Solutions di Dimension Data. "Le competenze e le risorse per raggiungere questo obiettivo chiaramente scarseggiano. Le aziende dovranno ricorrere ai giusti partner che possiedono le capacità e le risorse più appropriate per garantire la loro competitività."

I team IT riportano, come criticità, anche il fatto che i manager aziendali aspettano troppo tempo prima di coinvolgerli in un processo (52%), non forniscono il budget e le risorse necessarie per portare a termine il lavoro (48%) e modificano i requisiti prima che il lavoro possa essere completato (46%). I dipendenti IT sottolineano anche che molto frequentemente non vengono considerati come partner affidabili nel processo di innovazione, con più della metà degli intervistati che indica che i business leader hanno un'impressione negativa dei dipartimenti IT. 

 Lo studio rivela anche che metà dei rispondenti IT credono che la propria azienda sposterà "tutto" (13%) o "la maggior parte delle operazioni" (37%) su cloud. Circa l'11% degli intervistati ha dichiarato che il cloud "non ha senso" per il proprio business. Attualmente, il 34% sta utilizzando il cloud per lo storage dei dati e il 45% lo utilizza per applicazioni software-as-a-service. Più di un terzo afferma che la propria azienda non ha ancora abbracciato il cloud. 

BPI Network
Business Performance Innovation (BPI) Network è un'organizzazione di networking per condividere pensieri e opinioni di leader e professionisti dedicata a promuovere i ruoli emergenti dei chief innovation officer e degli innovatori all'interno delle organizzazioni moderne. BPI Network riunisce i manager globali promotori del cambiamento nelle loro aziende attraverso continue ricerche, contenuti a valore e confronti. I responsabili delle aree funzionali (operations, IT, finance, procurement, vendite, marketing, sviluppo di prodotti, ecc.) e i manager delle linee di business sono i fautori dell'innovazione come disciplina e funzione fondamentale delle organizzazioni del 21° secolo, e devono cercare di dimostrare dove e come soluzioni e approcci nuovi e originali possano apportare valore al business, garantire sostenibilità e creare vantaggi competitivi per le aziende di tutto il mondo. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.bpinetwork.org

Dimension Data
Fondata nel 1983, Dimension Data è un fornitore di servizi e soluzioni ICT e, grazie alle proprie competenze tecnologiche, alla capacità di operare su scala globale ed al proprio orientamento all'innovazione, aiuta ad accelerare le ambizioni di business dei propri clienti.
Dimension Data è un'azienda del Gruppo NTT.



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Xerox sviluppa cinque nuove soluzioni per la stampa, la condivisione e la protezione dei documenti per lavorare da remoto

MILANO, 2 dicembre 2015 – Xerox, azienda leader nel mondo per i processi aziendali e la gestione dei documenti, ha sviluppato cinque nuovi strumenti per dispositivi mobili e stampanti multifunzione (MFP) che renderanno ancora più semplice la replica dei flussi di lavoro d'ufficio per i lavoratori da remoto. I lavoratori potranno così spedire documenti in tutta sicurezza dai loro dispositivi mobili ai colleghi o al cloud storage, e stampare da qualsiasi stampante o multifunzione.

"Lavorare in mobilità comporta spesso diverse difficoltà e ostacoli nel flusso lavorativo, come quando non ci si può connettere alla stampante locale o al cloud aziendale", ha affermato Jim Rise, Senior Vice President, Office and Solutions Business Group, di Xerox. "Questi cinque, semplici strumenti sviluppati da Xerox, il cui solido impegno nel campo della ricerca e dell'innovazione le consente di offrire soluzioni all'avanguardia in grado di anticipare e soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei propri clienti, aiuteranno ad abbattere gli ostacoli che ancora permangono nel lavoro da remoto mostrando ai lavoratori che la produttività non diminuisce se si lavora fuori dal proprio ufficio".

·         Xerox Mobile Print Cloud v3.0 include ora "@PrintByXerox", che garantisce una stampa da mobile sicura verso qualsiasi stampante multifunzione Xerox dotata di tecnologia ConnectKey. Nel caso in cui il lavoratore trascorra tutta la giornata presso la sede centrale e abbia bisogno di stampare un documento, questo software gli permetterà di inviarlo via mail tramite un apposito indirizzo (nomeazienda@printbyxerox.com) e di lanciare la stampa alla multifunzione più vicina alla sua postazione.

·         Xerox Mobile Print Solution v3.6 comprende ora l'integrazione Apple AirPrint e  diverse altre implementazioni.

·         Adattatore Xerox Wireless Print Solutions, aggiunge la connessione wireless, permettendo la stampa da mobile grazie a soluzioni quali Google Cloud Print e Apple AirPrint in tutte le stampanti o multifunzione in cui non sono preinstallate. L'adattatore, di dimensioni ridotte, è posto vicino al dispositivo e si integra facilmente con le soluzioni.

·         La famosa app Xerox Mobile Link supporta ora sia i dispostivi Android sia quelli iOS, ed inoltre è dotata di nuove funzionalità per il cloud. Un venditore professionista, ad esempio, può scansionare o fotografare le fatture con il proprio dispositivo mobile e inviarle automaticamente al sito SharePoint della sezione crediti, archiviare una copia nel proprio account DropBox e spedirlo via mail al proprio manager, tutto nello stesso momento.

·         Il nuovo software Xerox PrintSafe fornisce una soluzione per la stampa sicura per la gran parte delle stampanti e delle multifunzione. Secondo l'ultimo report realizzato da Quocirca, leader nel settore della consulenza e analisi aziendale, il 63% delle aziende intervistate ha subito violazioni dei dati dovute a un'attività di stampa non sufficientemente sicura1. Il software PrintSafe di Xerox, inoltre, funziona con la gran parte dei lettori di schede aziendali standard. Questa soluzione, conveniente e operativa sia su dispositivi Xerox sia su quelli non a marchio Xerox, permette agli utenti autenticati di lanciare le proprie stampe ovunque e in qualsiasi momento, indipendentemente dalla propria posizione.

Disponibilità
Le soluzioni Xerox Mobile Print Cloud v3.0, Mobile Print Solution e il software PrintSafe sono disponibili in tutto il mondo. L'app Xerox Mobile Link (scaricabile da Google Play e Apple App Store) e l'adattatore Xerox Wireless Print Solutions saranno disponibili dalla fine di dicembre.

-XXX-
Xerox
Xerox sta contribuendo a cambiare il modo in cui il mondo lavora. Attraverso l'expertise nei settori dell'imaging, dei processi aziendali, dell'analytics, dell'automazione e grazie agli insight incentrati sugli utenti, riprogettiamo il flusso di lavoro per garantire maggiori livelli di produttività, efficienza e personalizzazione. Operiamo in 180 paesi e abbiamo più di 130.000 dipendenti in grado di creare innovazioni significative e fornire servizi per i processi di business, prodotti per la stampa, software e soluzioni in grado di fare davvero la differenza per i nostri clienti e per i loro clienti finali. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.xerox.it

1 Quocirca, The Mobile Print Enterprise, January 2015


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martedì 1 dicembre 2015

Beantech: il 33% dell'azienda IT a Friulia per un programma triennale di sviluppo e internazionalizzazione


Friulia, finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, acquisisce il 33% di beanTech

Programma triennale di sviluppo e internazionalizzazione


Friulia, la finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, ha acquisito il 33% di beanTech, l’azienda di Information Technology (IT) specializzata nell’integrazione di soluzioni informatiche, sviluppo software e business analytics (analisi dei dati).

L’obiettivo dell’investimento di 500mila euro è di promuovere un importante piano di sviluppo che porterà beanTech a crescere sia in fatturato sia in addetti. Il business plan triennale condiviso con la finanziaria regionale, infatti, porterà il giro d’affari di beanTech dai 4,5 milioni del 2015 agli 8 milioni del 2018 e all’aumento dell’organico di circa 15 persone.

L’accordo prevede che nel 2020 i tre soci fondatori di beanTech riacquisiscano il completo controllo e la gestione dell’azienda che, tra cinque anni, avrà acquisito maggiori dimensioni e competitività sul mercato nazionale ed estero.

Uno dei cinque asset fondamentali del piano di sviluppo è infatti proprio l’internazionalizzazione dell’azienda che per il 2016 ha già nel cassetto l’apertura di una filiale negli USA, nazione leader mondiale nel settore del digitale, dove beanTech ha già una rete consolidata di clienti.

Gli altri quattro punti riguardano la crescita dimensionale e manageriale dell’azienda, il consolidamento del mercato nell’area del triveneto, gli investimenti in ricerca e sviluppo (in particolare nei big data e nell’analisi dei dati) ed infine lo sviluppo di nuovi modelli di business per l’industria 4.0.

Quest’ultimo è un tema cruciale per la competitività delle aziende sul mercato globale: lo sa bene Friulia che infatti crede fortemente nel settore IT (information technology) e nello sviluppo del digitale come volano per l’economia regionale. “L’obiettivo di beanTech – spiega il presidente Fabiano Benedetti è di non essere solo un fornitore, ma un vero partner di sviluppo che fornisce soluzioni digitali in grado di migliorare il business ed aumentare quindi i ricavi delle aziende.”

Basti pensare alla business analiytics e alle enormi potenzialità che ogni azienda può sfruttare attraverso l’analisi intelligente di tutti quei dati che non arrivano più solo da ordini, vendite e rete commerciale, ma sempre di più anche da sito web, dalla rete e dai social media o da macchinari e dispositivi connessi.

“Friulia è il partner perfetto per questa azienda in questo momento – continua Benedetti – perché ci dà la spinta giusta verso una crescita misurata e graduale. Gli obiettivi che ci poniamo sono ambiziosi ma tutti analizzati nel dettaglio e sostenibili dalla nostra struttura. In più, la finanziaria regionale potrà aiutarci anche nel creare nuove sinergie sul territorio e nuove relazioni con altre aziende e realtà”.  www.beantech.it

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