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giovedì 27 febbraio 2020

Dronitaly Forum 2020: la 6a edizione al Politecnico di Milano


Dronitaly Forum 2020: la 6a edizione al Politecnico di Milano

Il 17 e 18 settembre 2020, presso il Campus Bovisa del Politecnico di Milano si terrà la sesta edizione di Dronitaly, la manifestazione dedicata al mondo dei droni civili a uso professionale e alle loro applicazioni.


Dronitaly Forum 2020 rinviato dal 2 e 3 aprile al 17 e 18 settembre 2020. 
Mirumir srl, società ideatrice e organizzatrice della manifestazione Dronitaly, ha deciso di posticipare Dronitaly Forum 2020 al 17 e 18 settembre, confermando il Campus Bovisa del Politecnico di Milano come sede dell’evento.
La decisione, presa in accordo con il Comitato Scientifico, si è resa necessaria a seguito dell’emergenza sanitaria relativa al Coronavirus che sta interessando il Paese e vuole consentire a sponsor, relatori e operatori del settore una più serena e proficua partecipazione.
Mirumir ha scelto il Politecnico di Milano come sede dell’evento, forte anche della collaborazione che, dal 2019, la vede partner dell’Osservatorio Droni del PoliMi (16° ateneo al mondo nella categoria Engineering & Technology per il QS World University Rankings 2019).

La proficua collaborazione del PoliMI, PoliTO, Pic4Ser e SIFET e la partecipazione di rappresentanti di aziende ed enti di ricerca nazionali ed internazionali consentirà di avviare momenti di dibattito e confronto utili alla crescita del settore.
Sviluppo del business, tecnologie abilitanti per utilizzi professionali, uso dei mezzi a pilotaggio remoto in scenari industriali e ambientali, cybersecurity e data protection saranno alcuni degli argomenti al centro del Forum.

Nuova sede
Mirumir, società ideatrice e organizzatrice di Dronitaly, ha scelto il Campus Bovisa del Politecnico di Milano come sede dell’evento, forte anche della collaborazione che, dal 2019, la vede partner dell’Osservatorio Droni del PoliMi (16° ateneo al mondo nella categoria Engineering & Technology per il QS World University Rankings 2019).

Comitato Scientifico, la novità
Negli anni Mirumir ha sempre lavorato insieme alle Università per definire i percorsi tematici più rispondenti alle esigenze della filiera e fornire contributi per orientare l’attività di informazione, formazione e promozione di Dronitaly a favore dello sviluppo del comparto. 
Il Comitato Scientifico nasce – su iniziativa di Mirumir – per proseguire nell’attività di ricerca e promozione del mercato unmanned, in continua evoluzione. 
I membri del Comitato Scientifico sono: Marco Lovera (Politecnico di Milano), Francesco Guerra (IUAV Venezia), Marcello Chiaberge e Marco Piras (Politecnico di Torino).

Anno di svolta
Il 2020 sarà l’anno dell’entrata in vigore del regolamento EASA e dell’auspicata armonizzazione normativa e operativa del comparto unmanned a livello internazionale. 
Nell’attesa di un quadro uniforme che tracci con evidenza le linee entro cui potranno muoversi gli utilizzatori professionali di SAPR, il Forum propone una serie di incontri altamente qualificati e di respiro internazionale in grado di fornire nuovi orizzonti di crescita, muovendo da un’analisi degli scenari di mercato più recenti.

Conferenze, seminari e matching point
Scenari normativi, sviluppo del business, tecnologie abilitanti per utilizzi professionali, uso dei mezzi a pilotaggio remoto in scenari industriali e ambientali, cybersecurity e data protection sono alcuni dei grandi temi su cui grandi aziende, enti pubblici, centri di ricerca e investimento, associazioni e start-up saranno chiamati a contribuire offrendo spunti di riflessione e presentando esperienze reali.

Maggiori informazioni su www.dronitaly.it

giovedì 8 febbraio 2018

Cybersecurity: Dimension Data adotta Cisco Umbrella all’interno della propria strategia di cybersecurity


Dimension Data adotta Cisco Umbrella all'interno della propria strategia di cybersecurity

Umbrella blocca proattivamente le minacce prima che si verifichino sui sistemi interni e su qualsiasi dispositivo mobile usato dai dipendenti di Dimension Data.

Milano, 7 febbraio 2018 - Dimension Data, integrator tecnologico e fornitore di servizi gestiti globale da 8 miliardi di dollari, estende la protezione aziendale da ransomware, attacchi phishing, botnet e da tutti i tipi di software malevoli con Cisco® Umbrella, il primo Secure Internet Gateway (SIG) su cloud

La decisione di integrare Cisco Umbrella è frutto dell'esperienza diretta dell'azienda nella protezione dei propri 28.000 dipendenti e indirizza i requisiti dei propri clienti per supportare una crescente forza lavoro mobile.

Cisco Umbrella è una piattaforma cloud per la sicurezza che fornisce la prima linea di difesa contro le minacce di Internet.  

"Nell'attuale scenario dove le minacce sono in continua espansione, i potenti strumenti di sicurezza diventano critici per sostenere efficacemente la mobilità e il cloud. Grazie a Cisco® Umbrella, siamo in grado di bloccare proattivamente le minacce prima che si verifichino su qualsiasi dispositivo mobile, attraverso una soluzione integrata nell'infrastruttura esistente," commenta Chris Panzeca, Senior Director, Global Strategic Partner Sales, di Cisco.  

"Oggi la media degli utenti utilizza quattro dispositivi al giorno che, nei prossimi quattro anni, sono destinati ad aumentare fino a cinque dispositivi connessi," aggiunge Darren O'Loughlin, Group Chief Security Officer di Dimension Data. 

"Dal momento che un numero sempre maggiore di aziende vogliono trarre beneficio dalla forza lavoro mobile che sfrutta le piattaforme cloud, è sempre più necessario implementare misure adeguate per proteggere i dati, le infrastrutture, le applicazioni e gli utenti, indipendentemente dal luogo in cui si connettono o se sono al di fuori di una VPN. Questo è il motivo per cui abbiamo adottato Cisco Umbrella all'interno della nostra strategia di cybersecurity."

Sulla base di quanto emerso dall'NTT 2017 Global Threat Intelligence Report, gli attacchi diretti agli utenti costituiscono una delle principali minacce in ascesa per la cybersecurity. In linea con questa tendenza, la sicurezza si attesta al primo posto tra le priorità aziendali. Oggi più che mai, i leader nella sicurezza sono chiamati a dimostrare un reale ritorno degli investimenti realizzati nella sicurezza. Questo include il valore di business raggiunto attraverso la protezione, localizzazione e le misure di risposta continue.

Nel 2016, Dimension Data ha pubblicato il white paper Securing Workspaces for Tomorrow che analizzava come i dipendenti di tutto il mondo stiano già esigendo un ambito lavorativo più mobile, in grado di offrire la flessibilità necessaria per lavorare da qualsiasi posto, in qualunque momento e con qualsiasi dispositivo, per essere più produttivi e raggiungere così un migliore equilibrio vita-lavoro.  

"Ciò nonostante," conclude Matthew Gyde, Group Executive – Security, di Dimension Data, "Se da un lato l'endpoint mobile rappresenta un potenziale punto di svolta per le aziende, dall'altro espone i lavoratori mobile a rischi e vulnerabilità. Gli tenti mobile, infatti, potrebbero non avere lo stesso livello di sicurezza che hanno all'interno del perimetro aziendale e sono molto più vulnerabili ai cyber attacchi. Con Cisco Umbrella, le minacce esterne al perimetro di rete possono essere bloccate."


Dimension Data
Fondata nel 1983, oggi Dimension Data è un leader globale da 8 miliardi di dollari nella progettazione, gestione e ottimizzazione degli attuali ambienti tecnologici mutevoli per consentire ai propri clienti di sfruttare i dati dell'era digitale, trasformarli in informazioni e ottenere una visione chiara.
Con sede a Johannesburg e 28.000 dipendenti in 46 paesi, Dimension Data riunisce la migliore tecnologia al mondo offerta dai leader di mercato e dagli innovatori di nicchia – dai servizi di consulenza, tecnologici e di supporto fino a servizi completamente gestiti.
Dimension Data è un orgoglioso membro di NTT Group


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domenica 15 ottobre 2017

GIOIN arriva a Torino il 19 ottobre: settimo incontro su sicurezza informatica

GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network) – primo network dedicato all'innovazione delle imprese italiane grazie alle startup – arriva a Torino con un nuovo evento Giovedì 19 ottobre, dal tema La Sicurezza Informatica. Dati e cybersecurity protagonisti dell'economia, all'interno del campus di coworking Talent Garden Fondazione Agnelli.

L'appuntamento di GIOIN a Torino è un'iniziativa di Digital Magics S.p.A. – incubatore quotato all'AIM di Borsa Italiana e aggregatore del più importante Hub dell'innovazione digitale per il DIGITAL MADE IN ITALY – con il patrocinio di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica ed è all'interno dell'European Cyber Security Month 2017, campagna dell'Unione Europea per tutto il mese di ottobre.

Da anni ormai siamo circondati dai Big Data: miliardi di informazioni sugli utenti che rappresentano una leva fondamentale, dal punto di vista marketing, commerciale e dello sviluppo del business per le aziende. Dal lato opposto anche le imprese generano milioni di dati sensibili. Com'è possibile utilizzarli e proteggerli?

Dalle 16:00 interverranno: Agostino Santoni, Amministratore Delegato Cisco Italia; Fabio Ugoste, Responsabile Servizio Information Security e Business Continuity, Intesa Sanpaolo Group Services, Gruppo Intesa Sanpaolo; Paolo Musso, Direttore Commerciale Imprese, Direzione Regionale Piemonte Valle d'Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo; Alessandro Vallega, Security Business Development Director Oracle EMEA e Consiglio Direttivo Clusit; Rodolfo Mecozzi, EY Cybersecurity Senior Manager; Giangiacomo Olivi, Head of Intellectual property & techonology dpt. Studio legale DLA Piper; Matteo Flora, Fondatore e CEO The Fool; Alberto Fioravanti, Fondatore e Presidente Esecutivo Digital Magics; Marco Gay, Vicepresidente Esecutivo Digital Magics e Layla Pavone, Amministratore Delegato per l'Industry Innovation Digital Magics.


Per consultare l'agenda dettagliata dell'evento del 19 ottobre 
www.gioin.it/it/eventi/la-sicurezza-informatica-dati-e-cybersecurity-protagonisti-delleconomia

Per maggiori informazioni e per accreditarsi all'evento del 19 ottobre: gioin@digitalmagics.com


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Cybersecurity e privacy: l'importanza del fattore umano




CYBERSECURITY E PRIVACY: L'IMPORTANZA DEL FATTORE UMANO

"Ci sono due tipi di aziende, quelle che sono state hackerate e quelle che ancora non sanno di esserlo state", a dirlo è John Chambers executive chairman di Cisco

Con questa premessa è chiaro che la cybersecurity e le sfide del Regolamento privacy europeo (GDPR) per le aziende sono finalmente a un punto di svolta epocale richiedendo un cambiamento culturale. 

Di questo hanno discusso ieri durante l'evento "Le sfide della cybersecurity nell'era del Regolamento privacy europeo" gli avvocati di DLA Piper Giangiacomo Olivi, Partner e Location Head del dipartimento IPT, Giulio Coraggio, Partner e capo del settore Technology, insieme a Federico Strada, leader lawyer del dipartimento di diritto del lavoro. 

Dall'incontro emerge chiaramente che la missione verso l'adeguamento è fare formazione e rendere i controlli organizzativi e tecnici sulle modalità di trattamento dei dati personali effettivi. Infatti, secondo una ricerca di IBM oltre la metà degli attacchi informatici sono conseguenza del comportamento di soggetti interni alle aziende e, nella maggior parte dei casi, questi attacchi sono conseguenza di comportamenti inconsapevoli. 

Bisogna adottare misure volte a prevenire, anche tramite soluzioni di carattere tecnico, comportamenti scorretti da parte dei dipendenti, renderli edotti dei loro obblighi e poter identificare dei comportamenti scorretti. Quindi il monitoraggio dei dipendenti da un divieto, potrebbe diventare un obbligo quale conseguenza del Regolamento privacy europeo. 

Tale monitoraggio però richiede un bilanciamento degli opposti interessi dell'azienda e del singolo, tramite un c.d. data protection impact assessment e tenendo conto delle limitazioni previste dallo Statuto dei Lavoratori, considerando che le nuove previsioni del Jobs Act potrebbero non reggere al GDPR che quale norma comunitaria prevarrebbe.

"Prevenzione molta, piani di risposta e difesa agli attacchi altrettanti per scongiurare non solo lo spauracchio di sanzioni salate ma per cogliere anche la grande occasione di migliorare i processi interni rendendoli non solo più sicuri ma soprattutto più efficaci." conclude Giulio Coraggio Partner e capo del settore Technology di DLA Piper Italia.


lunedì 26 giugno 2017

Cybersecurity: investire in data protection per prevenire le violazioni

Risultati immagini per Cybersecurity
Nel 2016 oltre 6 miliardi i tentativi di hackeraggio

Negli ultimi mesi le notizie sugli attacchi informatici subiti da aziende e privati sono all’ordine del giorno, portando all’onore delle cronache il tema della cybersecurity. Basti pensare al recente attacco al sito del Ministero degli Esteri italiano, messo sotto scacco da un gruppo di hacker.

Secondo i dati dell’Executive’s Guide dell’NTT Security Global Threat Intelligence Report 2017, il numero dei tentati cyber attacchi si aggira intorno ai 6 miliardi in un anno, mentre nel corso del 2016 le violazioni di tipo DoS (denial of service) e DDoS (distribuited DoS) ai dispositivi IoT (smartphone, tablet, smartwatch, …) è raddoppiato, passando dal 3% al 6%.

Di tutti questi reati informatici ben il 21% si registra nella regione Europa-Africa- Medio Oriente:“Gli ultimi episodi di violazioni in termini di cyber sicurezza nella PA, oltre alle recenti stime sempre più preoccupanti che coinvolgono anche il nostro paese, devono essere un campanello d’allarme e un incentivo alla prevenzione.” commenta Antonio Marchese, vicepresidente di Soft Strategy, azienda italiana attiva nel campo della consulenza alle imprese. “Fatta eccezione per gli addetti ai lavori, ancora troppo poco si sa in materia di Data Protection, con la conseguenza che cittadini e aziende sono sempre più esposti agli attacchi senza sapere come proteggersi. Affidarsi a professionisti, alfabetizzare gli utenti sulle nozioni base ed investire in cybersicurezza oggi come oggi è fondamentale per scongiurare questi danni.”

Le cyber-minacce sembrano essere dunque un trend in crescita in Italia, dove però l’investimento nella protezione dati delle Pmi è insufficiente: in un giro d’affari di oltre 900 milioni di euro, le piccole e medie imprese occupano una fetta del solo 26% *.

*dati raccolti dall’Osservatorio Information Security&Privacy del Politecnico di Milano

Azienda 100% italiana, Soft Strategy azienda specializzata nel settore del management consulting e dei servizi Digital, per la fornitura di servizi professionali alle imprese di medie e grandi dimensioni nei mercati di Telecomunicazioni, Energia, Trasporti e Pubblica Amministrazione.
Nata nel 2006, Soft Strategy conta ad oggi oltre 180 dipendenti e 4 sedi in Italia (a Roma, Bologna, Genova e Matera) e una sede a Rio de Janeiro.


sabato 24 giugno 2017

Dati in ostaggio, azienda paga un milione di dollari agli hacker

Azienda informatica paga riscatto record da 1 milione di dollari per riavere i dati dei propri server presi in ostaggio dagli hacker. 

Bernardi: "Imprese attratte dalla trasformazione digitale e dal business dell'e-commerce, ma ancora debole la cultura della cybersecurity". 

Dal 25 maggio 2018 multe fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato per aziende che non saranno in grado di dimostrare di aver adottato adeguate misure di sicurezza. 

Esperti della materia a Milano il 5-6 luglio per workshop AFGE dedicato ai temi della governance per le minacce informatiche



Milano, 22 giugno 2017 Che il valore dei dati sia ormai paragonabile a quello del petrolio, è stato confermato dalla somma che è stata disposta a pagare ai cybercriminali una compagnia informatica di web hosting che ospita servizi online per diversi siti e aziende, la quale ha sborsato oltre un milione di dollari a seguito di un attacco ransomware sferrato con una variante del virus "Erubus" che ha coinvolto 153 server.

Dopo oltre una settimana di trattative, e con le attività paralizzate a causa dei dati presi in ostaggio dagli hacker, l'azienda sudcoreana Nayana ha infine accettato di pagare agli hacker il riscatto record in tre rate da corrispondere in bitcoin, ma con il rilascio graduale dei dati e dei server bloccati.

"Nonostante le imprese siano attratte dalla trasformazione digitale e dal business dell'e-commerce, questa notizia evidenzia quanto sia ancora debole la cultura della cybersecurity e della data protection - è il commento del presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi - Gli addetti ai lavori devono correre in fretta ai ripari, anche perchè dal 25 maggio 2018 sarà operativo il Regolamento UE sulla protezione dei dati personali, e le imprese che non saranno in grado di dimostrare di aver adottato delle misure di sicurezza adeguate rischieranno sanzioni fino a 10 milioni di euro o fino al 2% del fatturato globale annuo".

Gli scenari attuali non sono in effetti confortanti, infatti secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, anche se il 93% delle piccole e medie imprese lo scorso anno ha riservato un certo budget alla cybersecurity, il 25% si fa ancora guidare dal buon senso quando deve proteggere i propri dati, e il 35% delle pmi italiane si attivano solo dopo essere state già colpite da attacchi informatici in passato.

Per aiutare gli addetti ai lavori a definire correttamene le strategie di governance da attuare per difendersi dalle minacce informatiche, è stato organizzato da AFGE il workshop "Big Data & Cybersecurity", in programma il 5 e 6 luglio a Milano, a cui parteciperanno noti esperti della materia, tra cui il Prof. Pietro Paganini, della John Cabot University, e fondatore e Segretario generale dell’Istituto Italiano per la Privacy, l'Avv. Stefano Mele, presidente della Commissione sicurezza cibernetica del Comitato Atlantico Italiano, l'Avv. Diego Fulco, Direttore Scientifico dell'Istituto Italiano Privacy, e il Prof. Stefano Zanero, docente di computer security al Politecnico di Milano.


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giovedì 3 dicembre 2015

2016 sfida sicurezza per l’Internet of things



Test condotti nel corso del 2015 hanno ampiamente dimostrato la vulnerabilità dei dispositivi IoT. 

Nel 2016 l'Internet of Things sarà al centro di una sfida tra potenzialità e sicurezza e dovrà essere guidato dalla consapevolezza dei rischi connessi e, in particolare, dalla necessità di difesa dei dati e delle infrastrutture da cyberterrorismo e cybersabotaggio.

Entro la fine del prossimo anno ci saranno più di sei miliardi di oggetti connessi in tutto il pianeta. Secondo le previsioni, l'utilizzo dell’Internet of Things aumenterà del 30% nel 2016, con 6,4 miliardi di dispositivi connessi: assisteremo a un vero boom della crescita in molti settori del mercato internazionale.


L’innovazione tecnologica degli IoT coinvolgerà ogni aspetto della nostra quotidianità: nei prossimi anni vivremo in un mondo interconnesso, popolato da persone, cose e macchine collegate fra loro. Potremo utilizzare smartphone o tablet per controllare funzioni quali illuminazione, raffreddamento o riscaldamento e sicurezza delle nostre abitazioni. Le tecnologie legate all’IoT troveranno applicazione in molte aree come sanità, sicurezza, trasporti, gestione delle risorse. Il suo decollo produrrà conseguenze anche sul piano della moltiplicazione di dati e delle connessioni, aprendo le porte alla prossima stagione battezzata come “digital explosion”.

La grande sfida, insita nella rivoluzione dell’IoT, è quella della cybersecurity e la necessità di proteggere dati e infrastrutture dai malintenzionati. Vari test condotti nel corso del 2015 hanno dimostrato la vulnerabilità dei dispositivi IoT”, ha dichiarato Mirko Gatto, amministratore delegato di Yarix, società che opera dal 2001 nel campo della sicurezza informatica. “Già da tempo le applicazioni IoT e M2M sono bersaglio di attacchi, destando molteplici allarmi anche alla luce di un possibile utilizzo a questi scopi di Shodan, il motore di ricerca per gli oggetti collegati in rete”. 

Per chi non conoscesse Shodan, in questa intervista http://bit.ly/1O07N6H  Barbara Carfagna affronta gli attuali temi legati a cybersecurity e cyberwar.

In poche parole, questo sistema è in grado di indicizzare i dispositivi connessi alla rete Internet – oggetti come frigoriferi, webcam, termostati e perfino semafori, centrali elettriche, turbine eoliche, per citarne alcuni - organizzandoli per tipologia, produttore e modello.  

Molti di questi device sono affetti da vulnerabilità o non vengono adeguatamente protetti. Con una semplice query si possono individuare i dispositivi ed eventuali falle di sicurezza, oltre a carpire dati personali e finanziari.

Nel 2016 ci aspettiamo di vedere un ulteriore sviluppo di exploit e malware che colpiscono protocolli di comunicazione tra questi dispositivi”, continua Mirko Gatto. “Gli attacchi cresceranno in quantità e complessità e l’IoT sarà il terreno fertile nel quale le vulnerabilità dei dispositivi consumer collegati verranno sfruttate per ottenere un punto d'appoggio all'interno delle reti aziendali e di hardware a cui si connettono”. 

Nel corso del 2016 assisteremo dunque ad un aumento degli attacchi M2M e alla progettazione e propagazione di worm e virus, con lo scopo di colpire specificatamente milioni o miliardi di dispositivi.

L’Internet of Things rappresenta un possibile bersaglio per tutti coloro che vogliano prendere di mira singole persone, organizzazioni o intere nazioni. Ci riferiamo, per fare un esempio, alla possibilità che venga attaccato un sistema per la gestione del traffico. Gli obiettivi sono innumerevoli e coprono settori industriali diversi, con un impatto potenziale che può spaziare da un danno poco significativo, come la messa fuori uso di un access point aziendale, a danni che coinvolgano il marchio e la reputazione, fino ad arrivare a conseguenze drammatiche, come nel caso di attacchi mirati a sistemi di controllo industriale (SCADA/ICS), una delle più grandi minacce per le infrastrutture critiche di una nazione. Il rischio di cyberterrorismo o cybersabotaggio è tutt’altro che infondato: proprio negli ultimi anni non sono mancati casi di attacchi per il controllo dei sistemi industriali.

Partendo da una consapevolezza fondamentale, che la sicurezza assoluta non esiste, non è comunque il caso di creare allarmismi”, conclude Mirko Gatto, “ma bisogna affrontare questo nuovo scenario in modo adeguato, dinamico e proattivo, facendosi affiancare da esperti di security in grado di offrire supporto con soluzioni adeguate ai gestori dei sistemi, come monitoraggio, analisi e un controllo pervasivo e distribuito sulle reti aziendali”.


Yarix
Yarix, società italiana specializzata in Sicurezza Informatica, è tra i principali fornitori di servizi e soluzioni di cyber security, business continuity e disaster recovery a industrie, enti governativi e militari, università e aziende del comparto sanitario; ha maturato un’esperienza pluriennale nel settore ed è dotata di personale altamente qualificato e certificato. Gli investimenti continui in Ricerca & Sviluppo nel settore della sicurezza confermano la sua leadership nel campo dell’Information Technology. Yarix collabora con i maggiori player mondiali dell’IT e promuove iniziative per la diffusione di un’ampia cultura digitale.

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