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lunedì 2 marzo 2020

Extreme Networks: 7 aziende su 10 subiscono tentativi di attacco attraverso IoT

Sette aziende su dieci subiscono tentativi di attacco attraverso IoT

Una nuova ricerca Extreme Networks rivela l'insufficienza delle misure di sicurezza e dimostra che le aziende stanno sottovalutando la pervasività delle minacce interne.


Milano, 2 marzo 2020 - Una nuova ricerca Extreme Networks  rivela che le aziende continuano a essere vulnerabili nei confronti degli attacchi portati attraverso IoT nonostante la rapida adozione della tecnologia. La ricerca, che ha coinvolto 540 professionisti IT attivi in diversi settori in Nord America, Asia ed Europa, ha evidenziato che l'84% delle organizzazioni ha apparati IoT all'interno della propria rete, ma solo il 70% ha rilevato attacchi o tentativi di attacco, e più della metà non utilizza misure di sicurezza che vanno oltre la semplice password. I risultati sottolineano un aumento delle vulnerabilità, legato a una superficie di attacco in rapida crescita, e le incertezze delle aziende nel decidere la strategia di difesa più adatta nei confronti di queste minacce.
 
Sintesi dei risultati:
-        Le aziende non si fidano della sicurezza della propria rete: 9 professionisti IT su 10 non sono certi che la loro rete sia abbastanza sicura per reggere agli attacchi e alle intrusioni. I professionisti IT nei servizi finanziari sono i più preoccupati, con un 89% che dichiara di non avere fiducia nella sicurezza della rete, seguiti da un 88% nella sanità e da un 86% nei servizi professionali. L'istruzione e gli enti pubblici sono i due settori dove i professionisti IT sono meno preoccupati per la sicurezza delle proprie reti.

-        Le aziende sottovalutano le minacce interne: il 55% dei professionisti IT ritiene che la maggior parte dei rischi arrivi dall'esterno e più del 70% pensa di avere una visibilità completa sugli apparati all'interno della propria rete, anche se la ricerca Verizon sulle violazioni dei dati nel 2019 [1] afferma che la maggior parte degli incidenti è dovuta a un utilizzo errato dei privilegi di accesso da parte dei dipendenti, che è una delle prime tre cause in senso assoluto.

-        L'adozione di IoT in Europa sta raggiungendo quella in Nord America: l'83% delle organizzazioni in EMEA utilizza apparati IoT, contro l'85% del Nord America, che ha iniziato molto prima. La diffusione geografica di IoT aumenta rapidamente la superficie di attacco.

-        La mancanza di competenze e la complessità delle implementazioni provoca il fallimento dei progetti di controllo degli accessi alla rete (NAC): il controllo degli accessi alla rete è fondamentale per proteggere le reti dalle vulnerabilità degli apparati IoT, ma un terzo dei progetti NAC fallisce per uno dei seguenti motivi: mancanza di personale qualificato (37%), costi di manutenzione troppo alti (29%) e complessità dell'implementazione (19%).

-        Cresce l'adozione della gestione basata sul cloud: il 72% dei professionisti IT vuole che l'accesso alla rete venga controllato attraverso il cloud, e questo conferma le previsioni dell'analista Tam Dell'Oro, secondo la quale più della metà delle attività di network management avverrà attraverso il cloud prima della fine del 2020.

Extreme fornisce le funzionalità di sicurezza multilivello richieste dalle aziende, dalla periferia della rete e dagli apparati IoT fino al data center, tra cui il controllo degli accessi basato su ruolo, la segmentazione della rete e l'isolamento di intere porzioni della stessa, la telemetria delle applicazioni, il monitoraggio in tempo reale degli apparati IoT, e l'automazione della conformità. Queste funzionalità si estendono verso il cloud, per rispondere alle esigenze che derivano dalla migrazione di massa dei sistemi enterprise su questa risorsa.

Webinar sullo Stato della Sicurezza della Rete nel 2020
Il 3 marzo, Extreme organizza un webinar sullo stato della sicurezza della rete nel 2020, per parlare delle principali minacce e delle rispettive soluzioni. L'accesso è aperto a tutti, previa registrazione [2].

[1] https://enterprise.verizon.com/resources/reports/2019-data-breach-investigations-report-emea.pdf
[2] https://learn.extremenetworks.com/The-State-of-Network-Security-in-2020-Webinar.html


Informazioni su Extreme Networks
Extreme Networks è la prima azienda di enterprise networking end-to-end basata sul cloud, con soluzioni tecnologiche dalla periferia wireless e IoT al data center flessibili e sicure, che accelerano la trasformazione digitale delle aziende e forniscono un percorso più veloce verso la autonomous enterprise. Servizio e supporto sono interamente gestiti all'interno dell'azienda, e sono tra i migliori del settore. Extreme ha oltre 50.000 clienti nel mondo, tra cui metà delle aziende Fortune 500, e numerosi marchi di riferimento nei settori hospitality, retail, trasporti e logistica, sanità, istruzione, produzione e pubblica amministrazione, ed è focalizzata sul successo di clienti e partner. Questo viene definito Customer-Driven Networking. Fondata nel 1996, ha sede a San Jose in California.
Extreme Networks e il logo Extreme Networks sono marchi o marchi registrati di Extreme Networks, negli Stati Uniti e in altri Paesi. Gli altri marchi sono proprietà delle rispettive aziende.
 

martedì 12 giugno 2018

La security convergence va “live” nell’Executive Briefing Center di Axitea



Inaugurata a Milano la struttura per favorire attività di testing e simulazioni delle tecnologie

Milano, 12 giugno 2018Axitea, azienda leader nell’integrazione tra sicurezza fisica e cyber, ha recentemente inaugurato il proprio Executive Briefing Center (EBC), un’innovativa struttura situata nella sede di Milano, dedicata a partner, clienti e prospect per far “toccare con mano” le tecnologie di sicurezza convergente a portfolio.

La situazione italiana attuale legata alla sicurezza è molto preoccupante. Fenomeni come degrado, risse, rapine, episodi di violenze, furti nelle aziende e negli esercizi commerciali, sono purtroppo all’ordine del giorno ed è quindi sempre più importante dotarsi di sistemi e tecnologie efficaci per la salvaguardia di persone e luoghi. 

Tutte le aziende stanno affrontando rischi olistici in cui gli hacker sfruttano indipendentemente e simultaneamente punti di debolezza e vulnerabilità di sistemi di protezione fisici e informatici, di reti e applicazioni e di device fissi e mobili, approfittando anche del fattore umano e degli errori compiuti in modo inconsapevole. Inoltre le imprese sono ancora organizzate con modelli a silos per la gestione della sicurezza fisica e logica e della protezione del capitale umano e sono basate su sistemi tecnologici chiusi e proprietari, che si sono rivelati ormai obsoleti nella difesa dalle moderne e sofisticate tecniche di attacco.

Uno dei principali obiettivi che ha portato Axitea alla creazione dell’Executive Briefing Center è di consentire una conoscenza “live” ancora più approfondita delle proprie soluzioni, offrendo la possibilità a clienti, prospect e partner di partecipare a sessioni demo e test, per verificare funzionalità e vantaggi delle tecnologie proposte sul mercato. 

L’offerta di Axitea è basata sulla convergenza e sul deployment di una piattaforma di servizio unificata, interoperabile e in grado di correlare e gestire eventi integrati, in cui l’uso trasversale del video, supportato da reti di sensori IoT e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per la gestione delle fonti sonore, rappresenta uno dei principali fattori di successo per aumentare il livello di protezione degli asset fisico-logico dei clienti.

All’interno dell’EBC sono installate soluzioni di sicurezza integrata, progettate con la combinazione di tecnologie innovative e servizi avanzati. I visitatori potranno assistere a prove e simulazioni realizzate con le ultime soluzioni di videosorveglianza, sistemi VoiP e di controllo accessi. Per Axitea è importante infatti evidenziare come la videosorveglianza evoluta realizzata con sistemi di Video Management, algoritmi di Video Analisi e Telecamere multi-tecnologia (Ottica, Termica, FishEye, 4K, PTZ, multi-ottica) possa aumentare l’efficacia nella prevenzione, nell’analisi forense e nella deterrenza e - integrandosi con PSIM e SIEM -  abilitare la convergenza verso un sistema unico di prevenzione e gestione degli eventi.

Nello specifico, sono rappresentati tre sistemi di Video Management con diverse caratteristiche che indirizzano la lettura targa, il riconoscimento facciale, il conteggio delle persone e altri algoritmi per l’analisi del comportamento; l’integrazione con il POS per la protezione da furti, frodi ed ammanchi inventariali; la gestione e il riconoscimento dell’audio.

L’integrazione con sistemi cyber per la gestione degli incidenti, il monitoraggio perimetrale, la protezione anti APT e strumenti di intelligence per la valutazione del rischio delle aziende completano l’end-to-end con il Security Operation Center integrato. All’interno dell’EBC sono presenti inoltre tre corner tecnologici dedicati al controllo accessi e al riconoscimento biometrico; all’utilizzo di dispositivi IoT come “seconda” rete di security; alla protezione satellitare dei veicoli da furti, frodi e rapine.

“Le persone hanno la necessità di sentirsi al sicuro, sia nell’ambito urbano che in quello professionale ed è sempre più importante sensibilizzare clienti e partner sulle tecnologie di sicurezza a disposizione per la loro protezione,” sottolinea Marco Bavazzano, Amministratore Delegato di Axitea. “Con l’Executive Briefing Center desideriamo coinvolgere maggiormente i clienti e il nostro ecosistema di vendita, per creare dimostrazioni ad hoc al fine di rispondere a esigenze specifiche. In questo modo gli utenti potranno comprendere funzionalità, prestazioni e benefici delle diverse soluzioni, con witness test realmente dedicati.”  

Per ulteriori informazioni www.axitea.it.  

Axitea
Axitea S.p.A., società controllata dal fondo di private equity Stirling Square Capital Partners, opera come Global Security Provider nel virtuoso incrocio tra tecnologie innovative, servizi di vigilanza avanzati e sistemi di protezione fisica e cyber all’interno di un mercato in forte trasformazione, anche per la convergenza tra informatica, telecomunicazioni, controlli, automazione ed Internet of Things. Forte di conoscenze, competenze ed esperienze sviluppate in ambito Vigilanza e Sicurezza nel tempo, Axitea offre una vasta gamma di servizi, che vanno alle attività di presidio del territorio e di gestione proattiva degli allarmi e degli interventi, allo sviluppo di competenze specialistiche nella progettazione, realizzazione, integrazione, manutenzione e gestione di piattaforme e soluzioni tecnologiche dedicate alla sicurezza fisica, al controllo accessi, alla videosorveglianza, al monitoraggio satellitare e alla protezione di infrastrutture ICT.

giovedì 16 novembre 2017

Information and Communication Technology. A Milano il 23 Novembre il Wi-Fi Day con Aikom Technology e Cambium Networks, per parlare di nuove tecnologie e opportunità di mercato.

Risultati immagini per Wi-Fi day
Giovedì 23 Novembre a Milano Aikom Technology e Cambium Networks offrono una interessante opportunità di informazione a aggiornamento sulle più recenti tecnologie Wi-Fi, per utilizzo home e small business, per l'hospitality come per le implementazioni enterprise più complesse.

UNA Hotel Century
Via Fabio Filzi, 25/b Milano

Riccione, 16 Novembre 2017 - Aikom Technology, distributore italiano a valore aggiunto di soluzioni per l’informatica, le comunicazioni e la sicurezza, e Cambium Networks, vendor di riferimento per le tecnologie wireless broadband, offrono a partner e operatori del mercato Wi-Fi una stimolante occasione per approfondire lo stato dell'arte delle nuove tecnologie disponibili e per analizzare insieme le straordinarie opportunità di mercato che queste nuove soluzioni aprono.

I prodotti Cambium Networks che verranno esaminati saranno in particolare gli access point e i router Wi-Fi cnPilot e la soluzione software cnMaestro dedicate alla gestione delle reti, sia nella versione in cloud che in quella"on premise"

Verranno inoltre offerti alcuni approfondimenti sia tecnici che commerciali relativamente alle altre piattaforme Cambium Networks, quali ePMP 1000 e 2000, PMP 450, PTP 450/650 e PTP 820, cnReach.

Un altro rilevante motivo per partecipare è costituito dalla possibilità di accedere ad un esclusivo kit demo: a € 490,00 + IVA sarà infatti possibile ottenere 2 cnPilot Indoor E410 + la partecipazione ad un corso di certificazione.

L’evento è gratuito, per partecipare è necessario registrarsi al link: 
www.aikomtech.com/eventi/wifi-day 

I lavori inizieranno alle 9:30 e si concluderanno alle 13:00 con un business lunch.

Per Cambium Networks saranno presenti Marco Olivieri (Regional Sales Manager Italy) e Maximilian Moccia (Regional Technical Manager Italy).

L'evento si svolgerà presso :
UNA Hotel Century

Via Fabio Filzi, 25/b Milano
Tel.: +39 02 675041

Aikom Technology
Aikom Technology nasce nel 2006 come distributore a valore aggiunto di soluzioni wireless broadband. Col passare degli anni conquista fasce sempre più ampie di mercato, guadagnandosi la fiducia di un bacino sempre più esteso di partner, tra system integrator, Internet service provider, rivenditori di prodotti informatici, installatori di impianti telefonici, elettrici e di telecomunicazioni. 

Nel 2012 amplia la propria proposta con le soluzioni “Professional Mobile Radio” e, nel 2013, con quelle “security & surveillance”, che porta Aikom Technology ad affacciarsi al mercato nazionale con un’offerta di oltre 25 brand distribuiti tra cui: Motorola Solutions, Cambium Networks, Avigilon, Vertex Standard, Peltor, Ruckus, Peplink, Savox, Procom, Fluidmesh.

domenica 15 ottobre 2017

GIOIN arriva a Torino il 19 ottobre: settimo incontro su sicurezza informatica

GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network) – primo network dedicato all'innovazione delle imprese italiane grazie alle startup – arriva a Torino con un nuovo evento Giovedì 19 ottobre, dal tema La Sicurezza Informatica. Dati e cybersecurity protagonisti dell'economia, all'interno del campus di coworking Talent Garden Fondazione Agnelli.

L'appuntamento di GIOIN a Torino è un'iniziativa di Digital Magics S.p.A. – incubatore quotato all'AIM di Borsa Italiana e aggregatore del più importante Hub dell'innovazione digitale per il DIGITAL MADE IN ITALY – con il patrocinio di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica ed è all'interno dell'European Cyber Security Month 2017, campagna dell'Unione Europea per tutto il mese di ottobre.

Da anni ormai siamo circondati dai Big Data: miliardi di informazioni sugli utenti che rappresentano una leva fondamentale, dal punto di vista marketing, commerciale e dello sviluppo del business per le aziende. Dal lato opposto anche le imprese generano milioni di dati sensibili. Com'è possibile utilizzarli e proteggerli?

Dalle 16:00 interverranno: Agostino Santoni, Amministratore Delegato Cisco Italia; Fabio Ugoste, Responsabile Servizio Information Security e Business Continuity, Intesa Sanpaolo Group Services, Gruppo Intesa Sanpaolo; Paolo Musso, Direttore Commerciale Imprese, Direzione Regionale Piemonte Valle d'Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo; Alessandro Vallega, Security Business Development Director Oracle EMEA e Consiglio Direttivo Clusit; Rodolfo Mecozzi, EY Cybersecurity Senior Manager; Giangiacomo Olivi, Head of Intellectual property & techonology dpt. Studio legale DLA Piper; Matteo Flora, Fondatore e CEO The Fool; Alberto Fioravanti, Fondatore e Presidente Esecutivo Digital Magics; Marco Gay, Vicepresidente Esecutivo Digital Magics e Layla Pavone, Amministratore Delegato per l'Industry Innovation Digital Magics.


Per consultare l'agenda dettagliata dell'evento del 19 ottobre 
www.gioin.it/it/eventi/la-sicurezza-informatica-dati-e-cybersecurity-protagonisti-delleconomia

Per maggiori informazioni e per accreditarsi all'evento del 19 ottobre: gioin@digitalmagics.com


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lunedì 25 settembre 2017

Gruppo IMQ: le principali certificazioni disponibili per la Cyber Security

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Business continuity. Si tratta di un processo aziendale che coinvolge procedure, persone, server, storage, software, connettività. Con l’avvento sempre più pervasivo della tecnologia e la crescita esponenziale dell’automazione dei processi, per un’azienda che voglia essere realmente resiliente è diventato ormai indispensabile progettare e implementare tutte le misure finalizzate a garantire la sostenibilità e il recupero di tutti i processi, centri di elaborazione, connettività, risorse umane e organizzazione: prevenire è meglio che curare. Proteggere la propria organizzazione e garantire la capacità di reagire agli incidenti, rispondere alle emergenze e alle calamità, aver valutato in modo adeguato tutte le minacce e sviluppato un piano d’emergenza. Riconsiderare la propria infrastruttura tecnologica, i processi, la formazione del personale, gli accordi con partner/fornitori, consente di individuare opportunità di miglioramento anche nella normale operatività.

EIDAS. Per migliorare la fiducia delle Pmi e dei consumatori, la pubblicazione del Regolamento UE 910/2014 “eIDAS" (Electronic IDentification Authentication and Signature) rappresenta la base normativa comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni e ha l’obiettivo di agevolare l’uso transfrontaliero dei mezzi di identificazione elettronica dei singoli Stati membri dell’Unione Europea e lo sviluppo delle transazioni digitali. Le stesse aziende hanno riconosciuto che l’aspetto normativo è una delle spinte principali per l’investimento in cyber security.
Il Regolamento UE 910/2014, noto come Regolamento eIDAS [electronic IDentification Authentication and Signature], prevede espressamente il coinvolgimento di CAB accreditati secondo il Regolamento UE 765/2008, per la qualifica degli operatori di servizi fiduciari (TSP o Trust Service Providers) e dei servizi fiduciari da essi prestati. Tale attività di qualifica è demandata alle autorità governative di ogni singolo Paese UE, ove queste siano esistenti e interessate, nonché notificate alla Commissione Europea dal proprio
Paese. Tali autorità governative (in Italia AGID), sono chiamate anche allo svolgimento di attività di vigilanza periodiche o a seguito di segnalazioni di gravi problemi, proprio sui Prestatori di servizi fiduciari. Tale sorveglianza, in condizioni normali, si basa su specifiche verifiche biennali, da eseguire in campo, da parte degli Organismi di Certificazione - OdC (o anche Conformity Assessment Body – CAB) accreditati per questo schema. Certificazioni rilasciate a Trust Service Provider: 3

Conservazione digitale a norma: Le esigenze da parte delle PP.AA. di conservazione a norma dei documenti informatici (ad es. fatturazione elettronica e protocollazione digitale) si estenderanno a nuovi ambiti di applicazione, in quanto la normativa vigente prevede che entro tempi brevissimi la P.A. formi i propri documenti solo in digitale.  Per la conservazione dei documenti cartacei successivamente digitalizzati, nonché per quelli nativi digitali, sarà necessario un adeguato dimensionamento dei relativi servizi di conservazione. Tali servizi di tipo informatico, che le PA possono attivare anche internamente, già da oggi sono offerti anche da soggetti privati e pubblici, i cosiddetti Conservatori accreditati da AgID.
I soggetti che intendono accreditarsi presso AgID nel ruolo di Conservatori devono dimostrare il possesso dei requisiti stabiliti dalle norme specifiche attraverso la presentazione di documenti e certificazioni tra i quali, dopo l’entrata in vigore del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD-d.lgs n. 179 del 2016), è compreso anche un certificato di conformità ai requisiti tecnici organizzativi stabiliti dall’AgID, rilasciato da un ente di certificazione accreditato da ACCREDIA.

SPID: SPID è il "Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale", strumento predisposto in conformità al Regolamento eIDAS. Si tratta di un sistema aperto attraverso il quale soggetti pubblici e privati - previo accreditamento da parte di AGID - possono offrire servizi di identificazione elettronica a cittadini e imprese.
Con l'istituzione di SPID le PP.AA. potranno consentire l'accesso in rete ai propri servizi, oltre che con lo stesso SPID, solo mediante la carta d'identità elettronica e la carta nazionale dei servizi.

VA-PT: Attività eseguite al fine di valutare la sicurezza di un’infrastruttura IT, o di parte di essa, fornendo un’indicazione dell’impatto sul business e opportuni suggerimenti relativi al piano di rientro, secondo i principali standard e best practice (elenco esemplificativo e non esaustivo):
- OWASP v3 per le analisi su applicativi web
- ISECOM OSSTMM 3.0 per alcune verifiche di sicurezza
- NIST CSRC indicante best practice attività sicurezza IT
Il Vulnerability Assessment è un processo volto a fotografare il livello di sicurezza dei sistemi e dei servizi, mediante l’individuazione di errate configurazioni, vulnerabilità note, errata gestione delle credenziali, inefficacia del processo di patch management.
Il Penetration Test è un processo di test e verifica dei sistemi e dei servizi informativi che simula il comportamento di un vero attaccante sia esso una persona fisica (hacker) o un worm che cerca di entrare in un sistema per manometterlo, sottrarre informazioni, causare malfunzionamenti.

ICT. Cyber security: perché certificare alti standard di tutela dei dati è diventato fondamentale

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Solo il 46% delle aziende italiane ha in organico la figura del Chief Information Security Officer
  
IMQ, unico organismo italiano che offre una visione d’insieme sulla sicurezza ICT, sottolinea l’importanza di un’azione aziendale coerente e globale


Milano, 25 settembre 2017 - Il progressivo e costante diffondersi dell’Internet of Things ha cambiato il concetto di sicurezza informatica aumentando esponenzialmente la superficie virtuale esposta agli attacchi e generando nuove sfide per la cyber security. IMQ, principale ente italiano nel settore della valutazione di conformità, è l’unico organismo italiano in grado di garantire una visione d’insieme delle problematiche di qualità e sicurezza ICT assicurando una logica ed una coerenza di intervento unica nel suo genere.

Lo stato dell’arte: cyber security in Italia
La cyber security è un valore economico quantificabile: secondo il report delll'Osservatorio Polimi, questo valore ha raggiunto un miliardo di euro, con una crescita di investimenti del 5% l'anno. A spendere sono però per il 74% le grandi imprese, mentre le Pmi rimangono minoritarie. Inoltre solo il 39% delle grandi imprese ha un piano di investimento con orizzonte pluriennale e solo il 46% ha in organico in modo formalizzato la figura del Chief Information Security Officer, il profilo direzionale a capo della sicurezza, a testimonianza di un ritardo delle imprese nella gestione di sicurezza e privacy.

D’altra parte, all’interno delle aziende il turnover di professionisti e dipendenti che hanno accesso a tutte le risorse del sistema informatico è spesso elevato. I documenti vengono frequentemente salvati sui device mobili personali e rimangono in possesso dei dipendenti anche dopo che hanno lasciato l’ufficio: antivirus e firewall non costituiscono più armi sufficienti per combattere questo tipo di fuga di informazioni poiché non possono bloccare l’utilizzo e la diffusione di documenti sensibili da parte degli utenti. I dispositivi mobile e il cloud computing giocano un ruolo importantissimo: vista la loro portabilità sono oggetto di furti e dimenticanze che mettono in crisi la riservatezza dell’azienda e dei suoi documenti.

Cosa si può fare per migliorare la cyber security
Uno strumento utile per migliorare la cyber security è rappresentato dalle numerose certificazioni disponibili per il settore IT con i conseguenti vantaggi derivanti.
L’elemento più importante è un’azione strategica coerente e globale, in grado di coinvolgere l’azienda a tutti i livelli e in tutti i reparti” afferma Flavio Ornago, direttore Business Unit Sistemi di Gestione di IMQ. “La certificazione di standard elevati di sicurezza informatica, per un’azienda, non rappresenta soltanto una tutela per i propri dati riservati, sensibili o critici per il proprio business, ma una garanzia offerta ai propri utenti/clienti di preservare al meglio la riservatezza di ogni dato raccolto”.



·         Business continuity: proteggere la propria organizzazione e garantire la capacità di reagire agli incidenti, rispondere alle emergenze e alle calamità, aver valutato in modo adeguato tutte le minacce e sviluppato un piano d’emergenza.
·         EIDAS. Per migliorare la fiducia delle Pmi e dei consumatori, la pubblicazione del Regolamento UE 910/2014 “eIDAS" (Electronic IDentification Authentication and Signature) rappresenta la base normativa comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni
·         Conservazione digitale a norma: Le esigenze della PA di conservazione a norma dei documenti informatici si estenderanno a nuovi ambiti di applicazione, in quanto la normativa vigente prevede che entro tempi brevissimi la PA formi i propri documenti solo in digitale.
·         SPID: SPID è il "Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale", strumento predisposto in conformità al Regolamento eIDAS. Si tratta di un sistema aperto attraverso il quale soggetti pubblici e privati - previo accreditamento da parte di AGID - possono offrire servizi di identificazione elettronica a cittadini e imprese.
·         VA-PT: Attività eseguite al fine di valutare la sicurezza di un’infrastruttura IT fornendo un’indicazione dell’impatto sul business e opportuni suggerimenti relativi al piano di rientro, secondo i principali standard e best practice.

IMQ è l’unico organismo italiano a disporre di un proprio Laboratorio di Valutazione della Sicurezza ICT (LVS) accreditato secondo la ISO 17025 dall’OCSI (Organismo di Certificazione della Sicurezza Informatica) e Centro di Valutazione (CEVA) accreditato da DIS/UCSe ad operare valutazioni formali di sicurezza secondo i Common Criteria (ISO/IEC 15408), riconosciute a livello internazionale. Sia all’interno di processi di valutazione formale che come attività separata, il personale del LVS/CEVA conduce attività di Vulnerability Assessment e Penetration Test (VA-PT); essere accreditato da ACCREDIA come organismo di certificazione di sistemi di gestione secondo gli standard ISO 9001, ISO/IEC 27001, ISO/IEC 20000-1 (ambiti per i quali ha rilasciato più di 10.000 certificati) e a rilasciare certificazioni secondo lo standard ISO/IEC 22301 ed essere accreditato da ACCREDIA come Conformity Assessment Body (CAB) per il rilascio di certificazioni dei servizi erogati in ambito EIDAS.




Gruppo IMQ

Rappresenta la più importante realtà italiana nel settore della valutazione della conformità (certificazione, prove, verifiche, ispezioni). Forte della sinergia tra le società che lo compongono, dell'autorevolezza acquisita in oltre 65 anni di esperienza e della completezza dei servizi offerti, il Gruppo IMQ si pone infatti come punto di riferimento e partner delle aziende che hanno come obiettivo la sicurezza, la qualità e la sostenibilità ambientale. www.imq.it

sabato 24 giugno 2017

Dati in ostaggio, azienda paga un milione di dollari agli hacker

Azienda informatica paga riscatto record da 1 milione di dollari per riavere i dati dei propri server presi in ostaggio dagli hacker. 

Bernardi: "Imprese attratte dalla trasformazione digitale e dal business dell'e-commerce, ma ancora debole la cultura della cybersecurity". 

Dal 25 maggio 2018 multe fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato per aziende che non saranno in grado di dimostrare di aver adottato adeguate misure di sicurezza. 

Esperti della materia a Milano il 5-6 luglio per workshop AFGE dedicato ai temi della governance per le minacce informatiche



Milano, 22 giugno 2017 Che il valore dei dati sia ormai paragonabile a quello del petrolio, è stato confermato dalla somma che è stata disposta a pagare ai cybercriminali una compagnia informatica di web hosting che ospita servizi online per diversi siti e aziende, la quale ha sborsato oltre un milione di dollari a seguito di un attacco ransomware sferrato con una variante del virus "Erubus" che ha coinvolto 153 server.

Dopo oltre una settimana di trattative, e con le attività paralizzate a causa dei dati presi in ostaggio dagli hacker, l'azienda sudcoreana Nayana ha infine accettato di pagare agli hacker il riscatto record in tre rate da corrispondere in bitcoin, ma con il rilascio graduale dei dati e dei server bloccati.

"Nonostante le imprese siano attratte dalla trasformazione digitale e dal business dell'e-commerce, questa notizia evidenzia quanto sia ancora debole la cultura della cybersecurity e della data protection - è il commento del presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi - Gli addetti ai lavori devono correre in fretta ai ripari, anche perchè dal 25 maggio 2018 sarà operativo il Regolamento UE sulla protezione dei dati personali, e le imprese che non saranno in grado di dimostrare di aver adottato delle misure di sicurezza adeguate rischieranno sanzioni fino a 10 milioni di euro o fino al 2% del fatturato globale annuo".

Gli scenari attuali non sono in effetti confortanti, infatti secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, anche se il 93% delle piccole e medie imprese lo scorso anno ha riservato un certo budget alla cybersecurity, il 25% si fa ancora guidare dal buon senso quando deve proteggere i propri dati, e il 35% delle pmi italiane si attivano solo dopo essere state già colpite da attacchi informatici in passato.

Per aiutare gli addetti ai lavori a definire correttamene le strategie di governance da attuare per difendersi dalle minacce informatiche, è stato organizzato da AFGE il workshop "Big Data & Cybersecurity", in programma il 5 e 6 luglio a Milano, a cui parteciperanno noti esperti della materia, tra cui il Prof. Pietro Paganini, della John Cabot University, e fondatore e Segretario generale dell’Istituto Italiano per la Privacy, l'Avv. Stefano Mele, presidente della Commissione sicurezza cibernetica del Comitato Atlantico Italiano, l'Avv. Diego Fulco, Direttore Scientifico dell'Istituto Italiano Privacy, e il Prof. Stefano Zanero, docente di computer security al Politecnico di Milano.


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giovedì 15 giugno 2017

Sicurezza informatica. Ricerca OnePoll sul comportamento dei lavoratori dipendenti in ambito sicurezza dei dati

Una ricerca commissionata da Kingston Technology rivela la consapevolezza dei dipendenti del proprio ruolo nella tutela della informazioni

Milano, 15 giugno 2017 A poco meno di un anno dall'entrata in vigore in tutti i Paesi membri dell'Unione Europea del Regolamento Generale sulla protezione dei dati – GDPR (25 maggio 2018) che impone obblighi stringenti sul trattamento e la gestione dei dati dei cittadini europei, Kingston Technology Company, Inc., - il principale produttore indipendente di memorie del mondo, da sempre impegnato nella tutela dei dati - presenta i risultati di una ricerca commissionata all'istituto di ricerca One Poll, per indagare sull'atteggiamento dei dipendenti delle aziende in Italia nei confronti della sicurezza dei dati[1].

Tra le questioni più discusse e rischiose in termini di furti di dati, sicuramente la scelta della password riveste un ruolo cruciale. 

Quasi la metà degli intervistati (49%) si dimostra molto attenta scegliendo una password diversa per ogni dispositivo utilizzato (sia a livello personale che lavorativo), mentre il 32% - pensando erroneamente di tutelarsi - sceglie solo due password differenti: una per tutto ciò che concerne il lavoro e l'altra per device e applicazioni personali.

Il lavoro da remoto, "on the go" e lo smart working rappresentano un'agevolazione per chi lavora ma al tempo stesso un rischio ulteriore per la sicurezza dei dati. 

Sempre più spesso ci troviamo a lavorare da casa, sui mezzi, presso luoghi diversi dal nostro ufficio, mettendo a rischio le informazioni che portiamo con noi in dispositivi come PC, tablet, smartphone e chiavette USB. 

Il 59% dei dipendenti in Italia ritiene molto grave la perdita dei device aziendali, mentre il 37% lo reputa abbastanza grave.

Secondo il 41%, il metodo più sicuro di trasferire i dati, è rappresentato da drive USB crittografati (protetti da password), mentre il 29% si affida con certezza ai servizi Cloud. 

Poca la fiducia che invece viene accordata ai servizi online di trasferimento dati (11%) e alle normali chiavette USB immediatamente accessibili a chiunque (9%)

Sempre riguardo ai drive USB che appartengono all'azienda, il 41% dichiara di non utilizzarli mai per salvare i dati personali, mentre il 37% lo fa ma solo in casi di emergenza – mettendo comunque a rischio l'integrità del dispositivo. 

Vi è ancora un buon 22% che utilizza le chiavette aziendali per scopi personali senza porsi alcun problema.

Come ci si comporta invece con i dispositivi personali? Vengono utilizzati per questioni lavorative? 

Stessa percentuale (36%) per chi dichiara di utilizzarli solo in caso di emergenze e per chi li usa senza farsi scrupoli. Solo il 15% ha capito pienamente che questo comportamento può mettere a serio rischio l'integrità dei dati aziendali e non cade in questo errore.

Ma non è solo un problema di hardware. E' importante, infatti, anche aggiornare sempre i propri dispositivi per garantire una piena protezione delle informazioni salvate. Il 51% dichiara che – a meno che non stia facendo qualcosa di urgente – procede con l'aggiornamento non appena riceve la notifica

Il 23% lancia l'update indipendentemente da cosa stia facendo, considerando questo come la massima priorità. Il 10% rimanda continuamente l'avviso fino a quando sarà più libero, mentre esiste ancora un 4% che non li esegue mai!

Kingston, che da anni propone una gamma di drive USB sicuri e protetti da crittografia, vuole anche capire se i dipendenti ritengono sufficienti gli strumenti di sicurezza informatica messi a disposizione dall'azienda (consulenza IT, training, toll sicuri per il trasferimento e lo storage di dati, etc..). 

Il 62% è soddisfatto dell'impegno della propria azienda in questa direzione, e rimanda poi ai dipendenti la responsabilità dell'utilizzo o meno di queste misure di sicurezza. Il 25% invece pensa che a livello centrale ci siano ancora molti passi da fare a favore della tutela dei dati.

Una volta offerti questi strumenti, sta poi alla coscienza dei dipendenti decidere se e come sfruttarli. Il 48% segue pedissequamente tutte le procedure IT richieste dall'azienda, il 36% ammette di osservarle quasi tutte, mentre il 9% non sa nemmeno quali siano queste direttive – non si sa se la mancanza sia dovuta all'azienda o al dipendente.

"È stato molto interessante per noi realizzare questa ricerca in un momento di transizione che porterà a una nuova era di governance dei dati nonché a requisiti avanzati in materia di sicurezza dei dati personali dettati dall'entrata in vigore del GDPR", ha dichiarato Stefania Prando, Business Development Manager di Kingston in Italia. "Siamo rimasti piacevolmente stupiti di vedere come i dipendenti siano così consapevoli del contributo che ognuno di loro può dare nella tutela dei dati. La riservatezza delle informazioni può essere garantita solo da un lavoro di concerto tra aziende – che devono adottare tutte le misure necessarie – e dipendenti – che devono essere sempre più coscienti del loro ruolo e rispettare le direttive dell'IT".


Kingston Digital. Inc. ("KDI") è la società affiliata per il settore delle memorie Flash di Kingston Technology Inc., il più grande produttore indipendente di prodotti di memoria del mondo. Fondata nel 2008, KDI ha la propria sede a Fountain Valley, California, USA. 

Kingston e il logo Kingston sono marchi registrati di Kingston Technology Corporation. Tutti i diritti riservati. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi detentori.



[1] Ricerca realizzata da One Poll nel mese di maggio 2017 su 1.000 rispondenti che lavorano in aziende basate in Italia

lunedì 16 novembre 2015

Sergio Manidi è Deputy General Manager di Exclusive Networks Italia

Exclusive Networks Italia, distributore a valore specializzato in sicurezza, networking e data center transformation, annuncia la nomina di Sergio Manidi a Deputy General Manager.

Manidi ha maturato un’esperienza di oltre vent’anni nel mercato della distribuzione IT, ricoprendo ruoli commerciali e posizioni di management. È stato Direttore Generale e Amministratore Delegato delle filiali italiane di gruppi multinazionali come RISC Technology, NOXS e WEH. Più recentemente, ha fatto parte del Senior Management Team di Westcon Group, in qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale per l’Italia, costruendo e consolidando il mercato italiano del gruppo. In Honeywell Security Italy (ADI Global Distribution), infine, è stato Country Sales Leader.

Dagli inizi di novembre, in Exclusive Networks Italia, Sergio Manidi affianca il General Manager, Gian Silvio Galvani, nella direzione della società, supportando in particolare i dipartimenti marketing, sales, tecnici e BDM, nello sviluppo del business e nella definizione delle strategie di rafforzamento del mercato italiano. Insieme al team Exclusive Networks, il manager sarà impegnato nel perseguire la mission del distributore, ovvero la creazione di valore tramite la ricerca e l’introduzione di tecnologie “disruptive”, così come la proposta di un’ampia gamma di servizi innovativi per i partner.

“Sono orgoglioso di essere parte di una società come Exclusive Networks Italia – dichiara Sergio Manidi -, che sta dimostrando di essere una struttura solida, all’avanguardia e in continua espansione. Raccolgo con entusiasmo la sfida di lavorare in prima linea per sviluppare ulteriormente questo potenziale e realizzare importanti obiettivi di crescita, a breve e lungo termine. Posso contare su un team di collaboratori esperti, profondi conoscitori del mercato, su un solido gruppo internazionale e su un modello di business efficace: insieme riusciremo ad ottenere grandi risultati.”

“L’ingresso di Manidi segna un altro importante passo nel percorso evolutivo della società – conclude Gian Silvio Galvani, General Manager di Exclusive Networks Italia -, perché si completa e consolida la nuova struttura, con il rafforzamento della divisione di sviluppo business, cui si affiancano tecnici qualificati, un team marketing affiatato e account commerciali di alto livello, suddivisi su target enterprise e SMB. La squadra Exclusive Networks Italia è pronta per conquistare nuove quote di mercato.”

mercoledì 16 settembre 2015

Arcserve festeggia il primo anno come società indipendente

Arcserve, LLC, fornitore leader di protezione dati e software di recovery, fa il punto sul suo primo anno di attività come azienda indipendente. Infatti, in seguito allo spinoff da CA Technologies avvenuto nell’agosto 2014, Arcserve ha costituito l’headquarter a Minneapolis, nel Minnesota (Stati Uniti d’America), ha annunciato Arcserve Unified Data Protection (UDP), l’architettura unificata che include software e appliance per ambienti virtuali, fisici e cloud, ha assunto 170 nuovi collaboratori a livello globale e incrementato a 45.000 il numero dei clienti supportati in 150 paesi.

Secondo una recente indagine condotta da Arcserve su 138 responsabili IT di aziende a livello internazionale, il 65% degli intervistati ha dichiarato di aver dovuto utilizzare la copia di backup dei dati nel corso dell’ultimo anno, sottolineando ulteriormente criticità ed importanza di questa  tecnologia per i piani di business continuity. Non a caso, l'adozione diffusa della UDP di Arcserve, ha contribuito alla forte crescita della società: in un anno ha quasi triplicato la base clienti, con Regno Unito, Francia e Germania che incidono sul 45% del mercato globale.

Luke Whitehead Arcserve
Luke Whitehead, Marketing Director EMEA di Arcserve
"Le aziende oggi sono sempre più alle prese con una combinazione di problemi, dalla crescita esponenziale dei dati, all’adeguamento ai requisiti di conformità, fino alla gestione della riduzione delle risorse interne, dovendo al tempo stesso, rispondere ad un aumento delle minacce sulla sicurezza dei dati”, ha sottolineato Luke Whitehead, Marketing Director EMEA di Arcserve. "Secondo la nostra indagine, quasi il 20% delle aziende che l’anno scorso ha utilizzato le soluzioni di software recovery, non è poi riuscita a recuperare completamente tutti i dati. Ecco perché siamo sempre più concentrati su questa tematica e stiamo sviluppando soluzioni potenti, ma che al tempo stesso siano facili da implementare e gestire”.

"Arcserve, nel corso dell’ultimo anno, si è affermata in Europa come società indipendente di soluzioni nel segmento della protezione dati. Le nostre stime, la vedono in costante crescita, e l’azienda potrà guidare i nuovi sviluppi con la propria piattaforma unificata di protezione dati (UDP), mettendone in rilevo i punti di forza, quali le caratteristiche di semplicità e completezza", ha evidenziato Carla Arend, Program Director, European Software di IDC.

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