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sabato 24 giugno 2017

Dati in ostaggio, azienda paga un milione di dollari agli hacker

Azienda informatica paga riscatto record da 1 milione di dollari per riavere i dati dei propri server presi in ostaggio dagli hacker. 

Bernardi: "Imprese attratte dalla trasformazione digitale e dal business dell'e-commerce, ma ancora debole la cultura della cybersecurity". 

Dal 25 maggio 2018 multe fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato per aziende che non saranno in grado di dimostrare di aver adottato adeguate misure di sicurezza. 

Esperti della materia a Milano il 5-6 luglio per workshop AFGE dedicato ai temi della governance per le minacce informatiche



Milano, 22 giugno 2017 Che il valore dei dati sia ormai paragonabile a quello del petrolio, è stato confermato dalla somma che è stata disposta a pagare ai cybercriminali una compagnia informatica di web hosting che ospita servizi online per diversi siti e aziende, la quale ha sborsato oltre un milione di dollari a seguito di un attacco ransomware sferrato con una variante del virus "Erubus" che ha coinvolto 153 server.

Dopo oltre una settimana di trattative, e con le attività paralizzate a causa dei dati presi in ostaggio dagli hacker, l'azienda sudcoreana Nayana ha infine accettato di pagare agli hacker il riscatto record in tre rate da corrispondere in bitcoin, ma con il rilascio graduale dei dati e dei server bloccati.

"Nonostante le imprese siano attratte dalla trasformazione digitale e dal business dell'e-commerce, questa notizia evidenzia quanto sia ancora debole la cultura della cybersecurity e della data protection - è il commento del presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi - Gli addetti ai lavori devono correre in fretta ai ripari, anche perchè dal 25 maggio 2018 sarà operativo il Regolamento UE sulla protezione dei dati personali, e le imprese che non saranno in grado di dimostrare di aver adottato delle misure di sicurezza adeguate rischieranno sanzioni fino a 10 milioni di euro o fino al 2% del fatturato globale annuo".

Gli scenari attuali non sono in effetti confortanti, infatti secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, anche se il 93% delle piccole e medie imprese lo scorso anno ha riservato un certo budget alla cybersecurity, il 25% si fa ancora guidare dal buon senso quando deve proteggere i propri dati, e il 35% delle pmi italiane si attivano solo dopo essere state già colpite da attacchi informatici in passato.

Per aiutare gli addetti ai lavori a definire correttamene le strategie di governance da attuare per difendersi dalle minacce informatiche, è stato organizzato da AFGE il workshop "Big Data & Cybersecurity", in programma il 5 e 6 luglio a Milano, a cui parteciperanno noti esperti della materia, tra cui il Prof. Pietro Paganini, della John Cabot University, e fondatore e Segretario generale dell’Istituto Italiano per la Privacy, l'Avv. Stefano Mele, presidente della Commissione sicurezza cibernetica del Comitato Atlantico Italiano, l'Avv. Diego Fulco, Direttore Scientifico dell'Istituto Italiano Privacy, e il Prof. Stefano Zanero, docente di computer security al Politecnico di Milano.


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lunedì 9 marzo 2015

IKS istituisce una task force per la protezione dai malware di tipo ransomware

IKS, azienda di consulenza specializzata nello sviluppo di soluzioni per l’IT in ambito governance e sicurezza, si pone in prima linea per combattere il cybercrime, tramite la definizione di alcune best practice da adottare per la prevenzione, rilevazione e mitigazione dei malware.

Dalla fine del 2014, è stata registrata una crescita esponenziale di attacchi dei due ransomware Cryptolocker e Cryptowall, tipologie di malware in grado di cifrare i documenti del computer attaccato chiedendo il pagamento di un riscatto per poterli decifrare, pena la distruzione delle chiavi di crittografia, quindi la perdita irreversibile dei dati. Gli attacchi, basati su studi di ingegneria sociale, vengono condotti con lo scopo di convincere le vittime ad eseguire un programma malevolo, che permette agli hacker di entrare nei dispositivi e di comprometterli definitivamente.

IKS, grazie al proprio know how e forte della consolidata esperienza acquisita in oltre 15 anni di attività, ha creato una task force dedicata, costituita da specialisti di sicurezza e tecnologie utili allo scopo, al fine di supportare i propri Clienti nella prevenzione ma anche nella eventuale mitigazione dell’incidente. Oltre, infatti, alla semplice, ma per niente ovvia, adozione di comportamenti prudenti lato utente al fine di eludere gli attacchi, IKS ha definito delle best practice volte a contrastare anche questo fenomeno di attacco informatico. L’adozione di strumenti di prevenzione, ovvero l’implementazione e la messa a punto di soluzioni a più livelli, come sistemi di protezione e controllo dei flussi di posta elettronica con funzionalità avanzate di analisi antimalware quali Advanced Threat Detection & Prevention e Sandboxing, sistemi di prevenzione della navigazione su siti compromessi che possono contenere software malevolo, fino ad arrivare alla protezione completa degli endpoint. La best practice riguarda anche la malaugurata gestione dell’incidente: prima ancora che esso si verifichi, è necessario accertarsi di poterne fronteggiare le conseguenze, verificando ad esempio le proprie policy di gestione e salvaguardia del dato. Nel caso in cui l’attacco, come succede per i ransomware sopra citati, abbia successo, occorre tenere in considerazione il fatto che il pagamento del riscatto non dà la garanzia di recuperare i dati compromessi. Per contrastarne la diffusione, infatti, è fondamentale una risposta tempestiva, al fine di rilevare le origini della compromissione e mettere a punto i sistemi di difesa più idonei.

Nel processo di salvaguardia dalle minacce del malware, IKS evidenzia come sia fondamentale la disponibilità del Cliente a farsi coinvolgere fin dalle prime fasi, condividendo metodologia e strumenti. L’efficacia delle pratiche proposte, inoltre, ha altresì permesso ai Clienti di valutare concretamente l’opportunità di iniziare un percorso interno di razionalizzazione della disponibilità delle risorse informatiche che spesso sono risultate essere non adeguatamente protette e aggiornate.

Al fine di rispondere in modo puntuale alle domande e alle esigenze di sicurezza delle Aziende, IKS organizza un evento dedicato, aperto a Clienti e non, il 19 marzo a Desenzano del Garda (BS). L’appuntamento sarà una valida opportunità per confrontarsi e condividere le tecniche di mitigazione vincenti, approfondire la natura delle problematiche riscontrate e rispondere prontamente alle esigenze più urgenti.

“Quello dei ransomware è un tema molto delicato” afferma Andrea Mattioli, Partner e Business Developer in IKS. “La task force di IKS sta seguendo in maniera puntuale l’evoluzione della minaccia, ma il virus si dimostra estremamente mutevole e sempre più pericoloso. In questi casi la prevenzione passa sia attraverso la sensibilizzazione degli utenti sia mediante l’adozione di una difesa proattiva.”

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