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martedì 19 giugno 2018

Dimension Data e Britehouse sono tra i vincitori dei Microsoft Partner of the Year Awards 2018

Dimension Data e Britehouse sono tra i vincitori dei Microsoft Partner of the Year Awards 2018

 

 

Milano, 19 giugno 2018Dimension Data ha annunciato di essere stata premiata con il Microsoft Modern Workplace Transformation Partner of the Year Award 2018, mentre Britehouse, una divisione di Dimension Data, ha vinto il South Africa Partner of the Year. Le due aziende vengono così riconosciute tra i principali partner globali di Microsoft a dimostrazione della propria eccellenza nell'innovazione e nell'implementazione di soluzioni per i clienti, basate sulla tecnologia Microsoft.

 

Steve Joubert, Group Executive for Partner Alliances di Dimension Data ha commentato, "Siamo estremamente onorati di aver ricevuto ben due premi Microsoft Partner of the Year nel 2018. Per Dimension Data, questo è uno straordinario risultato che attesta la nostra leadership in un ambito come la trasformazione e la produttività, e, al contempo convalida il ruolo di Britehouse quale driver chiave dell'offerta Microsoft Cloud in Sud Africa. In qualità di Microsoft Gold Certified Partner in 21 paesi, abbiamo collaborato per accelerare le ambizioni di business e guidato la trasformazione dei nostri clienti. Attraverso questa partnership, vogliamo continuare ad aiutare le aziende a sfruttare il pieno potenziale della trasformazione digitale negli ambienti lavorativi moderni."

 

Suddivisi per diverse categorie, gli award vengono conferiti ai vincitori scelti tra più di 2.600 partecipanti, provenienti da 115 paesi di tutto il mondo. Dimension Data si è distinta per la straordinaria offerta di soluzioni e servizi per la Modern Workplace Transformation, e Britehouse per il raggiungimento di risultati eccezionali nella regione sudafricana.

 

Il Modern Workplace Transformation Partner of the Year Award premia i partner che hanno registrato una crescita sostanziale e sostenibile nell'aiutare i clienti a trasformare il proprio posto di lavoro attraverso Microsoft 365 (Office 365, Windows 10 ed Enterprise Security + Mobility) o implementando l'intera serie di offerte direttamente o con altri partner. L'assegnazione del riconoscimento convalida le qualità del partner vincitore per quel che concerne innovazione, competitività e vantaggi per il cliente, che si traducono in una maggiore efficienza, crescita o redditività, grazie al valore offerto dalla soluzione Microsoft 365.

 

Inoltre, il Microsoft South Africa Partner of the Year Award 2018 riconosce i partner dei diversi paesi che si sono distinti per la crescita della propria base clienti e/o del proprio fatturato, guidando l'impatto e la soddisfazione del cliente con l'offerta Microsoft Cloud. I vincitori devono dimostrare l'effettivo impegno e coinvolgimento con le rispettive sedi Microsoft locali e le proprie capacità in innovazione, competitività e valore per il cliente, che si traduce in un'attività redditizia che mostra i vantaggi derivanti dall'utilizzo dei servizi Microsoft Cloud.

 

"Il nostro ecosistema di partner è cruciale per fornire soluzioni di trasformazione e i vincitori di quest'anno hanno saputo dar prova di essere tra i migliori dei loro pari," ha aggiunto Gavriella Schuster Corporate Vice President, One Commercial Partner, di Microsoft Corp. "Siamo lieti di riconoscere Dimension Data quale vincitore del Microsoft Modern Workplace Transformation Partner of the Year Award 2018, e Britehouse quale Microsoft Country Partner of the Year in Sud Africa."

 

 

Dimension Data

Fondata nel 1983, oggi Dimension Data è un leader globale da 8 miliardi di dollari nella progettazione, gestione e ottimizzazione degli attuali ambienti tecnologici mutevoli per consentire ai propri clienti di sfruttare i dati dell'era digitale, trasformarli in informazioni e ottenere una visione chiara.

Con sede a Johannesburg e 28.000 dipendenti in 46 paesi, Dimension Data riunisce la migliore tecnologia al mondo offerta dai leader di mercato e dagli innovatori di nicchia – dai servizi di consulenza, tecnologici e di supporto fino a servizi completamente gestiti.

Dimension Data è un membro di NTT Group.



Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 16 giugno 2018

Internet of Things e Telecomunicazioni. Le innovative soluzioni Acotel all'evento Vodafone IoT di Roma





Le innovative soluzioni Acotel all'evento Vodafone IoT di Roma

Il 13 giugno, Acotel ha preso parte all'evento di Vodafone IoT, presso le Officine Farneto di Roma.

Acotel, che con Vodafone ha siglato un accordo di partnership per proporre al mercato soluzioni IoT in ambito Energy & Building Management, ha partecipato all'evento presentando le innovative soluzioni, rivolte al mercato B2B e B2B2C, nei segmenti SOHO, SME e Corporate, per il monitoraggio, il controllo e la gestione ottimizzata delle risorse energetiche utilizzate e dei relativi costi.
 
L'appuntamento di ieri è stato dedicato ai più importanti clienti di Acotel e di Vodafone, anche della Pubblica Amministrazione, ed ha avuto l'obiettivo di approfondire le funzionalità del servizio all'interno di uno scenario di mercato in continua evoluzione.

Su Acotel
Acotel, attiva nel mercato IoT, offre servizi sull'efficientamento energetico, in particolare sull'energy management e lo smart metering, attraverso il monitoraggio e la conseguente gestione e ottimizzazione dei costi dati da un uso più consapevole delle risorse energetiche disponibili. I servizi erogati sono completamente integrati, dalla rilevazione alla trasmissione dei dati alla piattaforma cloud, con accesso web e app, con suite personalizzabile in grado di interagire attraverso la Rete mobile.
 
Su Vodafone
Vodafone Italia fa parte del Gruppo Vodafone, uno dei maggiori gruppi di telecomunicazioni al mondo, con 529,1 milioni di clienti di rete mobile e 19,3 milioni di rete fissa. Il Gruppo opera nel mercato della rete mobile in 25 paesi, è presente con accordi di partnership in altri 47 ed è attivo in 18 mercati con i propri servizi di rete fissa. Vodafone Italia ha circa 7.000 dipendenti, di cui 2.500 operano nel mondo dell'assistenza ai clienti in 8 Competence Center su tutto il territorio nazionale.



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Telecomunicazioni. Un secolo di Ericsson in Italia: al via oggi le celebrazioni

Ericsson: al via oggi le celebrazioni dei 100 anni di attività in Italia

 

Ieri, venerdì 15 giugno 2018, Ericsson ha dato il via alle celebrazioni dei primi 100 anni di attività in Italia con un evento riservato agli oltre 3000 dipendenti in Italia e organizzato nel campus di Roma, sede centrale dell'azienda nel nostro paese. La manifestazione è stata arricchita dalla partecipazione di 100 ex dipendenti Ericsson-Fatme, persone che hanno contribuito al successo di Ericsson negli ultimi 5 decenni. Alla giornata hanno partecipato Robert Rydberg, Ambasciatore di Svezia in Italia, Cesare Avenia, manager che ha ricoperto diverse cariche nazionali e internazionali in Ericsson, compresa quella di amministratore delegato, e attuale Presidente della Fondazione Lars Magnus Ericsson, Franco Grimaldi, top manager di lungo corso nel campo delle telecomunicazioni in Italia, e con esperienze in posizioni di vertice in SIP, Omnitel, Wind e Tiscali, Gianluigi Tosato, ex Presidente di Ericsson Italia, Marino Marin, giornalista e scrittore autore del libro sulla storia dell'azienda "La memoria e l'immagine", Alessandro Francolini, direttore generale di Ericsson in Italia e Laura Nocerino, direttore HR di Ericsson in Italia.

 

Era il lontano 1918, quando Ericsson entrò in affari con la FATME (Fabbrica Apparecchi Telefonici e Materiale Elettrico) che aveva iniziato la sua attività nella periferia di Roma, rilevando un piccolo stabilimento di materiale telefonico creato nel 1912. In Italia vi era 1 telefono ogni 500 abitanti. Da allora l'Italia ha rivestito per Ericsson un ruolo strategico quale centro propulsivo alla guida dell'innovazione per l'intero Gruppo a livello mondiale. È grazie alla passione e alle competenze dei professionisti italiani di Ericsson – e di tutte le società che hanno caratterizzato la presenza del Gruppo in Italia, come FATME, SEI, SET, Sielte, Setemer – che in Italia si sono affermate tecnologie e prodotti fondamentali che hanno fatto e fanno comunicare miliardi di persone. Ricordiamo tra gli altri i telefoni da tavolo in bachelite, le centrali telefoniche automatiche e semiautomatiche, i cavi coassiali, la teleselezione su scala nazionale, le centrali urbane e interurbane crossbar, le centrali a programma registrato AKE, le centrali telefoniche digitali AXE, la prima rete TACS durante i mondiali di calcio del 1990, il GSM, la scheda prepagata ricaricabile, l'UMTS nel 2003 fino ad arrivare ai giorni d'oggi con il 4G. La prossima sfida dell'azienda in Italia e nel mondo si chiama 5G e proprio a fine 2017, grazie ad Ericsson, a Torino è avvenuta la prima dimostrazione pubblica della nuova tecnologia che consetirà di mettere in comunicazione non solo le persone ma anche gli oggetti, abilitando quello che viene definito Internet industriale.

 

Oggi Ericsson è presente in Italia con sedi a Roma, Milano, Napoli e i tre centri di Ricerca e Sviluppo di Genova, Pagani e Pisa, autori di oltre 600 brevetti negli ultimi 20 anni. Nel nostro Paese Ericsson fornisce tecnologie e servizi ai principali operatori di telecomunicazioni e industrie e collabora con alcune delle più prestigiose università italiane.



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martedì 12 giugno 2018

La security convergence va “live” nell’Executive Briefing Center di Axitea



Inaugurata a Milano la struttura per favorire attività di testing e simulazioni delle tecnologie

Milano, 12 giugno 2018Axitea, azienda leader nell’integrazione tra sicurezza fisica e cyber, ha recentemente inaugurato il proprio Executive Briefing Center (EBC), un’innovativa struttura situata nella sede di Milano, dedicata a partner, clienti e prospect per far “toccare con mano” le tecnologie di sicurezza convergente a portfolio.

La situazione italiana attuale legata alla sicurezza è molto preoccupante. Fenomeni come degrado, risse, rapine, episodi di violenze, furti nelle aziende e negli esercizi commerciali, sono purtroppo all’ordine del giorno ed è quindi sempre più importante dotarsi di sistemi e tecnologie efficaci per la salvaguardia di persone e luoghi. 

Tutte le aziende stanno affrontando rischi olistici in cui gli hacker sfruttano indipendentemente e simultaneamente punti di debolezza e vulnerabilità di sistemi di protezione fisici e informatici, di reti e applicazioni e di device fissi e mobili, approfittando anche del fattore umano e degli errori compiuti in modo inconsapevole. Inoltre le imprese sono ancora organizzate con modelli a silos per la gestione della sicurezza fisica e logica e della protezione del capitale umano e sono basate su sistemi tecnologici chiusi e proprietari, che si sono rivelati ormai obsoleti nella difesa dalle moderne e sofisticate tecniche di attacco.

Uno dei principali obiettivi che ha portato Axitea alla creazione dell’Executive Briefing Center è di consentire una conoscenza “live” ancora più approfondita delle proprie soluzioni, offrendo la possibilità a clienti, prospect e partner di partecipare a sessioni demo e test, per verificare funzionalità e vantaggi delle tecnologie proposte sul mercato. 

L’offerta di Axitea è basata sulla convergenza e sul deployment di una piattaforma di servizio unificata, interoperabile e in grado di correlare e gestire eventi integrati, in cui l’uso trasversale del video, supportato da reti di sensori IoT e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per la gestione delle fonti sonore, rappresenta uno dei principali fattori di successo per aumentare il livello di protezione degli asset fisico-logico dei clienti.

All’interno dell’EBC sono installate soluzioni di sicurezza integrata, progettate con la combinazione di tecnologie innovative e servizi avanzati. I visitatori potranno assistere a prove e simulazioni realizzate con le ultime soluzioni di videosorveglianza, sistemi VoiP e di controllo accessi. Per Axitea è importante infatti evidenziare come la videosorveglianza evoluta realizzata con sistemi di Video Management, algoritmi di Video Analisi e Telecamere multi-tecnologia (Ottica, Termica, FishEye, 4K, PTZ, multi-ottica) possa aumentare l’efficacia nella prevenzione, nell’analisi forense e nella deterrenza e - integrandosi con PSIM e SIEM -  abilitare la convergenza verso un sistema unico di prevenzione e gestione degli eventi.

Nello specifico, sono rappresentati tre sistemi di Video Management con diverse caratteristiche che indirizzano la lettura targa, il riconoscimento facciale, il conteggio delle persone e altri algoritmi per l’analisi del comportamento; l’integrazione con il POS per la protezione da furti, frodi ed ammanchi inventariali; la gestione e il riconoscimento dell’audio.

L’integrazione con sistemi cyber per la gestione degli incidenti, il monitoraggio perimetrale, la protezione anti APT e strumenti di intelligence per la valutazione del rischio delle aziende completano l’end-to-end con il Security Operation Center integrato. All’interno dell’EBC sono presenti inoltre tre corner tecnologici dedicati al controllo accessi e al riconoscimento biometrico; all’utilizzo di dispositivi IoT come “seconda” rete di security; alla protezione satellitare dei veicoli da furti, frodi e rapine.

“Le persone hanno la necessità di sentirsi al sicuro, sia nell’ambito urbano che in quello professionale ed è sempre più importante sensibilizzare clienti e partner sulle tecnologie di sicurezza a disposizione per la loro protezione,” sottolinea Marco Bavazzano, Amministratore Delegato di Axitea. “Con l’Executive Briefing Center desideriamo coinvolgere maggiormente i clienti e il nostro ecosistema di vendita, per creare dimostrazioni ad hoc al fine di rispondere a esigenze specifiche. In questo modo gli utenti potranno comprendere funzionalità, prestazioni e benefici delle diverse soluzioni, con witness test realmente dedicati.”  

Per ulteriori informazioni www.axitea.it.  

Axitea
Axitea S.p.A., società controllata dal fondo di private equity Stirling Square Capital Partners, opera come Global Security Provider nel virtuoso incrocio tra tecnologie innovative, servizi di vigilanza avanzati e sistemi di protezione fisica e cyber all’interno di un mercato in forte trasformazione, anche per la convergenza tra informatica, telecomunicazioni, controlli, automazione ed Internet of Things. Forte di conoscenze, competenze ed esperienze sviluppate in ambito Vigilanza e Sicurezza nel tempo, Axitea offre una vasta gamma di servizi, che vanno alle attività di presidio del territorio e di gestione proattiva degli allarmi e degli interventi, allo sviluppo di competenze specialistiche nella progettazione, realizzazione, integrazione, manutenzione e gestione di piattaforme e soluzioni tecnologiche dedicate alla sicurezza fisica, al controllo accessi, alla videosorveglianza, al monitoraggio satellitare e alla protezione di infrastrutture ICT.

The Open Brand Project. La fine dell’inizio



L’Open Brand Project rappresenta uno sforzo collaborativo di evoluzione dei nostri brand e logo. 

Un team di designer interni, in collaborazione con Pentagram, nota società internazionale di consulenza di design, sono all’opera per semplificate e modernizzare il nostro look.

Lanciato a fine 2017, il progetto Open Brand è giunto a uno spartiacque. Stiamo infatti chiudendo la prima fase in cui abbiamo invitato il pubblico a partecipare e a fornire idee e commenti, e in cui abbiamo realizzato alcuni prototipi sulla base delle indicazioni ricevute. I nostri designer hanno disegnato centinaia di cappelli e le loro scrivanie assomigliano molto allo studio di un cappellaio pazzo per i Fedora. Da qui parte la fase di scelta, test e ritocco dei diversi progetti. Ma c’è ancora molto da fare.

Sono almeno tre gli approcci per cambiare un logo. Si possono apportare modifiche minime, quasi impercettibili, per ottimizzare un logo che funziona già bene. Si può evolvere, con modifiche sostanziali, ma mantenendo la personalità e il carattere del logo originale, rendendolo riconoscibile ma rinnovato. Oppure partire da zero.

In Red Hat abbiamo optato per il percorso intermedio, quello dell’evoluzione.

Un’evoluzione di successo spesso richiede la condivisione degli obiettivi e dei problemi che ci proponiamo di risolvere. E’ importante capire ciò che facciamo e perché. Per indirizzare il lavoro abbiamo aperto un dibattito al nostro interno, e coinvolto con un sondaggio partner, clienti e tutti coloro che hanno un interesse nella nostra identità.

Dei partecipanti, il 67% ha indicato il cappello come elemento più importante del logo, mentre il 18% ha scelto il colore rosso come più emblematico. L’81% ha dichiarato che il Fedora è il cappello che meglio rappresenta Red Hat. Nient’altro ci è arrivato vicino. E, soprattutto, il 40% ritiene che ‘l’apertura’ sia la qualità principale da associare a Red Hat, seguita dalla ‘fiducia’ al 16%.

Da questi dati sono emerse alcune direzioni molto chiare.

Il nuovo logo conterrà un Fedora rosso. E il nome verrà rivisto per riflettere in modo più accurato il nome dell’azienda: due parole con la maiuscola ‘Red Hat’, invece di redhat.

E per quanto riguarda la questione ‘open’? Come gestiamo il fatto che l’ombra sotto l’attuale Fedora non comunica apertura o trasparenza molto bene? Comunica fiducia? In Red Hat noi lo chiamiamo Shadowman ed è un simbolo importante. Decidere del suo futuro è stata una sfida notevole. Forse è arrivato il momento che la figura che indossa il Fedora rifletta meglio le diverse comunità che serviamo. O è il caso che si tolga il Fedora e vada in pensione?
Per valutare tutte le possibilità, il design team ha intrapreso tre direzioni: un Fedora rosso indossato da una figura di qualche genere, un Fedora rosso da solo, e un disegno in cui l’icona del Fedora rosso fungesse da lettera o formasse parte della parola.

Il cappello da solo è interessante perché è semplice e indirizza le questioni legate a genere, razza e l’aria sinistra del nostro Shadowman. Ma il cappello con un viso più astratto o universale rappresenterebbe un cambiamento più graduale che mantiene vivo lo spirito di Shadowman. Un simbolo azzeccato potrebbe essere avvincente, ma non è facile farlo funzionare. Non sono molte le lettere che assomigliano a un cappello e se non lo azzecchiamo, non tutti lo capiranno.

Queste tre direzioni hanno generato centinaia di prototipi in molteplici stili. Alla fine sono emersi 12 progetti che sono stati condivisi con gli executive Red Hat, un esteso gruppo di influencer interni e con tutta l’azienda in due town hall globali. In questo modo abbiamo ridotto i 12 design a 4. Questi 4 design sono stati condivisi con clienti, partner e altri partecipanti al Red Hat Summit a inizio maggio per sondarne le reazioni.

Adesso siamo alla fase due. Stiamo rivedendo le quattro proposte per arrivare a due design finali, ritoccando i cappelli e identificando il giusto tipo di trattamento e lettering del nuovo logo. Poi dobbiamo sottoporre ogni proposta a uno stress-test realizzando sistemi di branding completi per vedere se funzionano nelle applicazioni pratiche – dalle insegne negli uffici alle magliette, fino alle tazze e agli avatar di Twitter.

Nelle prossime settimane avremo altre novità da condividere e l’estate sarà sicuramente un momento ‘caldo’ per il nostro Open Brand Project design team.
Se volete saperne di più visitate la pagina Open Brand Project.

giovedì 31 maggio 2018

Cogito fra le principali piattaforme di analisi del testo basata su intelligenza artificiale nel report “Now Tech: Social Listening Platforms”



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Cogito tra le principali piattaforme al mondo per il social listening 

 

Modena, 31 maggio 2018

Expert System, società leader nel mercato dell'Artificial Intelligence, è stata selezionata da Forrester Research, una delle realtà di analisi e ricerca indipendente fra le principali al mondo nell'ambito dell'innovazione e delle tecnologie, per il nuovo report "Now Tech: Social Listening Platforms, Q2 2018". Obiettivo del report è aiutare le organizzazioni a comprendere valore e vantaggi delle attività di monitoraggio, analisi e ideazione di strategie orientate all'ascolto delle fonti web (social listening) e fornire un pratico supporto per la valutazione dei fornitori in base alle funzionalità offerte.


Le piattaforme di social listening offrono alle aziende dati preziosi che, combinati con altri flussi di informazioni (come il monitoraggio della cosiddetta Voice of the Customer, ricerche di mercato e analisi della concorrenza), possono contribuire allo sviluppo e all'arricchimento dei profili degli utenti, per renderli ancora più completi e dettagliati. Il problema è che servono soluzioni più evolute per acquisire queste conoscenze, soprattutto perché il semplice monitoraggio dei canali social non è più sufficiente per coprire l'ampio spettro di dati oggi a disposizione non solo sui social network ma anche su blog, forum, siti di recensioni, ecc.


La piattaforma Cogito di Expert System combina l'accuratezza della comprensione semantica e dell'elaborazione del linguaggio naturale con i vantaggi di altre tecnologie di Artificial Intelligence, come il machine learning, per consentire alle organizzazioni di estrarre e analizzare in tempo reale informazioni strategiche da fonti diverse. Cogito può essere integrato nelle piattaforme di business intelligence per massimizzarne le capacità, aggiungendo quell'intelligenza necessaria per trattare in modo più preciso le informazioni rilevanti e offrire dunque più efficienza, qualità e velocità.


"Monitorare il sentiment e mitigare i rischi, comprendere le conversazioni in atto sul web per identificare trend, migliorare il servizio ai clienti e supportare l'innovazione dei prodotti: sono questi oggi gli obiettivi principali del social listening" ha dichiarato Marco Varone, Presidente e CTO di Expert System. "Cogito sfrutta l'intelligenza artificiale per offrire diverse funzionalità utili al raggiungimento di questi obiettivi a partire dalle attività di identificazione, estrazione e analisi completa e accurata di qualsiasi contenuto non strutturato."
 

Expert System
Leader nel mercato del cognitive computing e della text analytics, Expert System offre le più innovative soluzioni di intelligenza artificiale per l'automazione dei processi e la gestione delle informazioni. Attraverso la tecnologia Cogito®, basata sulla combinazione di comprensione semantica e machine learning, assicuriamo a partner e clienti l'acquisizione delle conoscenze strategiche per accelerare i processi decisionali e massimizzare il ROI: dal customer care alla compliance, dalla gestione dei profili di rischio alla security e all'intelligence. Fra i principali clienti del Gruppo, con sedi in Italia, Francia, Spagna, Germania, UK, USA e Canada, aziende e organizzazioni governative: Zurich Group, Lloyd's of London, Intesa Sanpaolo, Chevron, Gruppo Eni, Dipartimento dell'Agricoltura e Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Ministero dell'Interno e Ministero dell'Economia e delle Finanze francesi, Wolters Kluwer, Ely Lilly, Sanofi, ecc. La società è quotata sul mercato AIM di Borsa Italiana dal 2014 (EXSY:MIL).





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mercoledì 30 maggio 2018

Software AG. La piattaforma Cumulocity IoT aiuta Trackerando nel rilevamento di persone, animali e cose

La piattaforma Cumulocity IoT di Software AG aiuta Trackerando semplificando il rilevamento di persone, animali e cose

 

Darmstadt, Germania, 30 Maggio 2018Software AG (Frankfurt TecDAX: SOW) annuncia che la sua piattaforma Cumulocity IoT è stata scelta da Trakerando, azienda fornitrice di soluzioni di rilevamento GPS all'avanguardia, per migliorare i suoi servizi.

 

Trackerando possiede un ampio portfolio di soluzioni di rilevamento GPS per una vasta gamma di applicazioni, tra cui la gestione delle flotte, la localizzazione di auto, il tracciamento di persone, il monitoraggio di pazienti anziani e il ritrovamento di animali. Come garanzia di successo, Trackerando ha deciso di far affidamento su una soluzione IoT solida, sicura e di alta qualità – ossia la piattaforma Cumulocity IoT di Software AG – capace di tracciare veicoli, persone e risorse.

 

Bodo Erken, Chief Executive Officer di Trackerando, afferma: "Abbiamo impiegato solo sei settimane per iniziare e finalizzare una soluzione IoT completamente personalizzata utilizzando Cumulocity IoT di Software AG. Essa ci permette di connettere, monitorare e tracciare veicoli, persone e risorse in tempo reale nonché di acquisire insight significativi sulla posizione di migliaia di dispositivi con differenti utenti. Inoltre, Trackerando permette ai suoi clienti di recuperare auto smarrite, monitorare la posizione dei propri figli, ritrovare animali e, a livello industriale, di ottimizzare la gestione delle flotte e migliorare l'allocazione delle risorse".

 

La soluzione IoT di Trackerando fornisce ai suoi clienti la possibilità di configurare rapidamente applicazioni facili da utilizzare con funzionalità di monitoraggio e rilevamento in tempo reale. I dispositivi vengono registrati automaticamente sulla piattaforma Cumulocity IoT e sono completamente integrati con i sistemi di registrazione e pagamento online di Trackerando.

 

Una volta registrati, i clienti di Trackerando – come ospedali e case di cura per anziani – possono utilizzare un insieme di regole intelligenti per abilitare funzioni di geo-fencing, regole di prossimità e allarmi multimodali. Trackerando ha creato applicazioni per smartphone iOS e Android – che Cumulocity IoT supporta in modo continuo – così da offrire ai propri clienti un'esperienza mobile completa.

 

Bodo Erken sottolinea come l'esigenza di monitorare le persone anziane stia acquistando un'importanza crescente. "Grazie alla disposizione di sensori intorno a una casa e all'utilizzo di dispositivi wearable, lo stato di salute e la sicurezza di anziani che vivono soli possono essere monitorati da remoto attraverso movimenti, posizione, interazioni e segnali vitali degli stessi. Le situazioni anomale possono innescare degli allarmi indirizzati a chi si prende cura di loro o ai familiari. Allo stesso modo, una persona anziana può inviare un segnale premendo un pulsante sul suo dispositivo per chiedere aiuto immediato".

 

La soluzione di rilevamento di Trackerando basata su Cumulocity IoT presenta diverse features interessanti tra cui: strumenti di mappatura grafica user-friendly con funzioni di geo-fencing, regole basate sulla prossimità e allarmi multimodali; integrazione continua con i sistemi di pagamento per ordini e contabilizzazioni semplici; e compatibilità con la tecnologia mobile di Apple iOS e Google Android.

 

Cumulocity IoT di Software AG, piattaforma che opera in cloud, on-premise e edge, fornisce alle aziende libertà di scelta completa in termini di progettazione, creazione, esecuzione e sviluppo di implementazioni IoT distribuite.

 

Bernd Gross, Senior Vice President, IoT and Cloud, di Software AG dichiara: "Il focus sulle esigenze dei propri clienti assicura a Trackerando di mantenere una posizione di primo piano in un mercato competitivo come quello del tracking. Basare la propria soluzione IoT su Cumulocity IoT di Software AG garantisce a Trackerando di poter mantenere il proprio focus e di sfruttare, simultaneamente, la continua evoluzione della piattaforma IoT carrier-grade leader del mercato".

 

Cumulocity IoT di Software AG comprende una gamma di soluzioni preconfezionate quali Condition Monitoring, Predictive Maintenance e Track & Trace, e permette, al tempo stesso, la gestione semplice e veloce di dispositivi e sensori, favorendo il connubio tra il mondo dell'IT e quello della tecnologia operativa (OT).

 

Bernd Gross continua: "Estendendo queste funzionalità IoT, i clienti che utilizzano Cumulocity possono sfruttare a pieno la Digital Business Platform di Software AG per sviluppare competenze di prim'ordine in termini di integrazione, gestione dei processi di business, analytics avanzate e machine learning".

 

Cumulocity IoT è unica nel suo genere per la sua capacità di fornire una soluzione "IoT-as-a-Service" che include opzioni avanzate di high availability e multi-cluster deployment. Inoltre, Cumulocity IoT comprende diverse funzionalità carrier-grade, tra cui l'integrazione senza codice dei dispositivi a supporto delle tecnologie Low Power WAN (LPWAN) utilizzate per il monitoraggio da remoto a ridotta lunghezza di banda nel lungo periodo, comprese le tecnologie Narrowband IoT (NB-IoT), Lightweight M2M (LWM2M) e Long Range (LoRa).



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martedì 29 maggio 2018

"Cloud Computing, IoT e Blockchain: ecco su cosa puntano le PMI italiane nel processo di digitalizzazione del business" - Ricerca Talent Garden

È quanto emerge dalla ricerca nazionale sullo stato di digitalizzazione delle PMI svolta su oltre 500 aziende, realizzata da Talent Garden, in collaborazione con Cisco Italia e Intesa Sanpaolo e il supporto di Enel.


Tra le figure professionali che accompagneranno la trasformazione digitale nei prossimi tre anni: Digital Marketing Specialist, Data Analyst e Digital Officer.

 



Milano, 29 maggio 2018 – Cloud computing (35%), Internet of Things (33%), Machine Learning (28%) e Blockchain (27%): sono queste le tecnologie innovative ritenute più efficaci per lo sviluppo strategico del business e su cui le PMI italiane investiranno nei prossimi tre anni. 


E ancora una volta, la digitalizzazione rimette al centro le persone, quindi non solo investimenti su tecnologia, ma anche sul capitale umano. Per guidare la rivoluzione culturale le aziende prevedono di reclutare: Digital Marketing Specialist (34%), Data Analyst (26%) e Digital Officer (23%). È quanto emerge dalla seconda edizione della ricerca nazionale sullo stato di digitalizzazione del Paese, svolta su oltre 500 aziende e realizzato dalla Scuola dell'Innovazione di Talent Garden, Cisco Italia, Enel e Intesa Sanpaolo, con il supporto dei ricercatori del Master in Digital Transformation per il Made in Italy, pensato per formare consulenti in grado di accompagnare le aziende verso il digitale e l'industria 4.0.

 

"Il divario digitale tra le nostre imprese e quelle europee è ancora notevole – dichiara Alessandro Rimassa, co-founder e CEO di Innovation School - È evidente che per avere un vantaggio competitivo nel mercato attuale sia necessario dare una spinta e accelerare il processo di digitalizzazione che coinvolge l'azienda nel suo insieme, puntando a strategie basate sul digitale. È tuttavia interessante il fatto che le PMI, che come noto rappresentano una parte forte del tessuto economico italiano, siano al pari delle grandi corporate nell'aver identificato le tecnologie che possono avere un impatto strategico sul business. Un dato che racconta, forse, anche di una nuova generazione di giovani PMI che pensano a come attrezzarsi per generare una crescita importante nel futuro, e non per mantenere la dimensione e la posizione acquisita.  Per fare questo però, non bastano le tecnologie, occorrono figure preparate in grado di guidare le imprese nel loro percorso di evoluzione anche culturale. Per questo, in collaborazione con Cisco Italia e Intesa Sanpaolo, è nato il Master in Digital Transformation per il Made in Italy. Formare giovani digitali infatti, è l'unica strada che porta le aziende verso il futuro".

 

I RISULTATI DELLA RICERCA

La survey, che ha coinvolto aziende con un fatturato non superiore ai 50 milioni di euro, fotografa una situazione generale di crescente consapevolezza tra le imprese dell'importanza e degli effetti positivi che la digitalizzazione potrebbe apportare al proprio business: il 67% del campione ritiene infatti, che l'innovazione impatti principalmente sull'acquisizione di un vantaggio competitivo, il 49% sull'aumento della produttività, il 48% sul miglioramento della qualità percepita dei clienti e il 47% sulla qualità interna del lavoro. 


D'altra parte, malgrado la maggioranza delle imprese intervistate abbiano interpretato correttamente il significato della Digital Transformation, ovvero quel processo di evoluzione dell'azienda nel suo insieme che influenza la progettazione dei modelli di business (67%) e lo sviluppo di una strategia digitale (53%), appare evidente che l'effettivo cambiamento organizzativo sia ancora limitato all'ambito della comunicazione e affidato a professionisti appartenenti al marketing (63%) e non a figure specifiche come il Digital Officer. 


Un dato che sembra sottolineare quanto sul fronte della formazione del personale ci sia ancora da fare, nonostante il 54% degli intervistati ne riconosca l'alto valore: dai questionari si riscontra infatti, che l'ostacolo maggiore all'evoluzione digitale delle organizzazioni, sia la mancanza di competenze digitali (43%).

 

Sì ALLA DIGITAL TRANSFORMATION. A INVESTIRE SONO SOPRATTUTTO LE GIOVANI PMI

Malgrado le difficoltà, dalla ricerca emerge che la digitalizzazione nelle PMI italiane vive un momento di relativo entusiasmo, con l'86% delle aziende che nel 2017 ha investito una percentuale del proprio fatturato in trasformazione digitale: il 38% del campione ha investito tra l'1% e il 10%, il 18% tra il 10% e il 20%, l'11% tra il 20% e il 30% e solo il 6% tra il 30% e il 40% del proprio fatturato.


In un contesto in cui si percepisce con chiarezza la necessità di aumentare gli investimenti per accelerare il processo di digitalizzazione, dalle interviste si evidenzia un fenomeno significativo. Sono infatti le aziende più giovani, il 53% del campione intervistato, ad investire una percentuale più alta del loro fatturato in digital transformation, rispetto al 47% delle PMI presenti sul mercato da più di 25 anni. Dati che confermano la difficoltà delle aziende non native digitali ad adattarsi ai trend delle tecnologie innovative.

 

"Il nostro impegno come grande operatore italiano è contribuire allo sviluppo e alla formazione di nuove risorse e di capitale umano con le competenze adatte ad affrontare le sfide della trasformazione digitale – dichiara Fabrizio Paschina, responsabile comunicazione e immagine Intesa Sanpaolo. – Per noi il digitale oggi non solo è la parola d'ordine delle relazioni fra banca e clienti, ma è uno dei pilastri fondamentali del piano industriale 2018-2021. In questo quadro si inserisce anche la nostra volontà di supportare i giovani attraverso percorsi innovativi, offrendo loro gli strumenti utili a competere con i migliori talenti europei".

 

Secondo Michele Dalmazzoni, Sales Leader Cisco Italia Collaboration & Industry 4.0 "Sempre più le PMI italiane hanno la percezione del fatto che la digitalizzazione sia un fattore di competitività e di trasformazione dei modelli di business e non uno strumento accessorio:  per questo oggi più che mai è il momento di aiutarle a fare chiarezza sugli strumenti e sulle opportunità per costruire in concreto percorsi di  trasformazione digitale – e questo è il valore aggiunto di figure come i digital officer. D'altra parte, c'è ancora molto lavoro da fare sul tema delle tecnologie abilitanti, sulle competenze e su questi ultimi due punti i vendor possono fare molto, scegliendo di collaborare con le aziende a 360 gradi, proponendo insieme soluzioni e supporto per sviluppare capacità interne, competenze delle persone e reti di relazioni che possano aiutare a sviluppare co-innovazione. È l'approccio che promuoviamo con il nostro piano Digitaliani e che sta funzionando per tante imprese con cui lavoriamo".


Nicola Lanzetta, responsabile Mercato Italia Enel: "La digitalizzazione delle attività e dei processi aziendali offre importanti vantaggi competitivi non solo per le grandi corporate ma anche per le PMI; si tratta di innovazioni che permettono di ripensare e strutturare in maniera completamente diversa le modalità con cui si relazionano con i clienti. L'obiettivo è quello di avere un rapporto diretto, basato sulla fiducia e trasparenza che ponga la persona al centro della relazione. Per questo motivo è fondamentale formare giovani professionisti in grado di sfruttare e cogliere appieno le enormi potenzialità offerte dalla digitalizzazione".

 

 

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Il Master in Digital Transformation per il Made in Italy. 18 studenti in aula, 12 settimane di formazione e 6 settimane in 6 distretti industriali d'eccellenza per aiutare le imprese a digitalizzarsi. Sono questi i numeri del Master in Digital Transformation per il Made in Italy che ha preso il via lunedì 5 marzo. 


Si tratta dell'unico percorso formativo itinerante che integra 12 settimane di full immersion nelle aule di Talent Garden Calabiana a Milano, il campus d'innovazione più grande d'Europa, a 6 settimane di consulenza presso aziende del Made in Italy distribuite sul territorio. Il tour, che prenderà il via 10 giugno, toccherà 6 città e le rispettive eccellenze: Torino, Padova, Firenze, Bologna, Roma e Napoli. In aula sono state approfondite le tematiche legate ai Big Data, al coding, alla User Experience, all'industry 4.0, alle metodologie lean e al leadership management.

 

Talent Garden è la piattaforma leader in Europa per il networking e la formazione nell'ambito dell'innovazione digitale. Nata nel 2011 a Brescia, ha l'obiettivo di favorire la crescita di imprenditori, professionisti e aziende di tutte le dimensioni, dalle piccole e medie realtà alle grandi Corporate attraverso la condivisione di spazi, realizzazione di attività di formazione e programmi di networking. Un modello che si è rapidamente esteso in Europa e che oggi ha portato la società ad essere presente in 18 città e 8 Paesi europei diventando leader europeo del suo settore. Questo anche grazie all'entrata nel capitale sociale, due anni fa, di TIP – Tamburi Investment Partners e da alcune importanti famiglie di imprenditori del network TIP.



lunedì 28 maggio 2018

L’agenzia digitale torinese Wedoo diventa partner ufficiale di Microsoft USA per lo sviluppo di soluzioni per la Realtà Aumentata



L'agenzia digitale torinese Wedoo diventa partner ufficiale di Microsoft USA per lo sviluppo di soluzioni per la Realtà Aumentata

Obiettivo della collaborazione sarà quello di sviluppare nuovi sistemi di applicazione per gli Hololens, i visori di ultima generazione progettati  e realizzati dal colosso di Redmond.

 


Torino, 28 maggio 2018

 

Riparare in remoto da un continente all'altro macchinari complessi di una linea di produzione guidando passo dopo passo un tecnico in grado di visualizzarne in dettaglio ogni componente, effettuare un intervento chirurgico guidati a distanza da uno specialista, ma anche provare "virtualmente" un abito prima di acquistarlo o scegliere il cappello più adatto al proprio viso senza mettere piede in un negozio.


Questo sono solo alcuni degli scenari possibili grazie alla Realtà Aumentata (R/A) che, con l'ausilio di speciali visori indossabili come semplici occhiali, consente di sovrapporre immagini digitali all'ambiente reale (distinguendosi così dalla Realtà Virtuale (V/R), già applicata con successo nel mondo dei videogiochi, che cala l'utente in un mondo digitale completamente avulso dalla realtà).


E proprio per accelerare lo sviluppo della R/A da applicare ai propri visori HoloLens, Microsoft USA ha scelto Wedoo - agenzia, nata e con base a Torino, specializzata in comunicazione digitale, con sedi a Detroit e Shanghai - come partner per lo sviluppo di nuove soluzioni applicative in questo settore.

 

Francesco Bevione, CEO Wedoo per il Nord America, ha presentato alcune possibilità di applicazione della Realtà Aumentata nel corso dell'Open House Event di Microsoft organizzato pochi giorni fa a Detroit, evidenziando come questa tecnologia possa in potenza trovare infiniti campi di applicazione sia nel B2B sia nel B2C, contribuendo a migliorare la qualità della vita delle persone e, in ambito commerciale, l'esperienza di acquisto del cliente.


Per l'occasione è stato presentato un modello in scala 1:1 di una vettura interamente personalizzabile dall'utente in tempo reale e analizzabile in ogni sua parte, incluso il motore. Si tratta ovviamente solo di un esempio di come questa tecnologia - che risponde sia ai comandi gestuali sia vocali - possa, debitamente applicata, non solo permettere ad un eventuale acquirente di vedere nel dettaglio come potrà essere la sua vettura, ma anche ad un meccanico di essere guidato in una riparazione complessa da specialisti situati dall'altra parte del globo.


«La Realtà Aumentata ha delle potenzialità enormi, - dichiara Michele Marchitto, CEO di Wedoo Italia - e, a differenza di quanto si possa pensare, non richiede necessariamente l'impiego di budget stellari. Noi certamente abbiamo clienti come FCA ed ora Microsoft USA, ma anche tante PMI con le quali cerchiamo di individuare le soluzioni tecnologiche più adatte per migliorare il loro modello di business e di comunicazione all'interno di costi accettabili. Il nostro obiettivo è far sì che una tecnologia come quella che stiamo sviluppando con Microsoft USA possa diventare consumer, alla portata di tutti. Il desiderio è quello di creare il miglior connubio fra realtà e tecnologia in modo da dare vita a sistemi integrati di comunicazione e servizi, capaci realmente di migliorare e semplificare la vita delle persone».


Secondo Wedoo, il futuro è nella capacità delle aziende di personalizzare al massimo livello il proprio prodotto con costi sostenibili e R/A, V/R, olografia sono tutte tecnologie che potranno aiutare questo processo, senza eliminare posti di lavoro, ma creandone di nuovi o sviluppando nuove competenze.


"Avrò sempre bisogno dell'idraulico per riparare il mio lavello - aggiunge Stefano Bozzetta, Chief Creative di WEDOO  - ma forse non dovrà più precipitarsi a casa mia la domenica per cambiare una guarnizione. Potrà guidarmi alla soluzione del problema indicandomi il pezzo da sostituire e come farlo, stando comodamente seduto sul divano con il suo tablet in mano, mentre io inforco un bel paio di HoloLens".

 

 

 

About Wedoo

Wedoo è una digital company internazionale con sedi a Torino, Detroit, Shanghai.

Con un approccio integrato a tutto ciò che è innovation, user experience, creative technology e real time CGI, è da oltre 10 anni specializzata in sistemi evoluti di personalizzazione di prodotto e la piattaforma di configurazione è ad oggi adottata da tutti I brand del gruppo FCA worldwide.

Una delle attività centrali di Wedoo è lo studio sul futuro dell'interaction design, progettare interfacce sempre più intuitive in grado di offrire agli utenti esperienze rilevanti e misurabili, in cui la componente tecnologica diventi pressochè invisibile.

 
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venerdì 25 maggio 2018

Intelligenza artificiale - Per sei manager su 10 aziende e lavoratori non sono pronti a usarla

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PER SEI MANAGER SU 10 AZIENDE E LAVORATORI NON SONO ANCORA PRONTI A USARLA

La consapevolezza sul valore che le nuove tecnologie possono creare attorno al business e al miglioramento di servizi e prodotti è molto forte, ma permangono scetticismo verso la transizione e poca proattività al cambiamento. 

Dalla logistica (58%), ai servizi finanziari (45%) all'automotive (36%): per un manager su 2 (51%) l'intelligenza artificiale può creare business e portare vantaggi in diversi ambiti

Tuttavia il 59% dei soggetti monitorati riscontra – nelle aziende e nei lavoratori – una certa impreparazione nell'affrontare le sfide dovute all'avvento delle nuove tecnologie. 

Le prime si trovano a fare i conti con la riorganizzazione strutturale (34%) e la formazione delle risorse (29%), due principali conseguenze dell'introduzione e utilizzo dell'intelligenza artificiale. 

I lavoratori invece hanno davanti l'opportunità di evolvere competenze e abilità (32%) e di imparare a lavorare insieme alla tecnologia (29%). E in questo quadro, secondo i manager, un ruolo focale deve svolgerlo anche il Legislatore, principalmente nello stabilire regole eque senza frenare la spinta a innovare (37%).

E' quanto emerge da uno studio promosso dal K&L Gates Legal Observatory in occasione del convegno "Le nuove tecnologie al servizio dell'impresa" condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 3.000 manager in Italia monitorando forum, gruppi di discussione e community web sui maggiori social network – Linkedin, Twitter e Facebook – per analizzare il rapporto tra aziende, lavoro e intelligenza artificiale.
"Non v'è dubbio che stiamo attraversando un'epoca di trasformazioni tecnologiche molto simile alla seconda rivoluzione industriale" – spiega l'Avv. Roberto Podda, Partner dello Studio K&L Gates e responsabile del dipartimento di diritto del lavoro – Emergono nuove istanze ed urgenze dal mondo del lavoro, direttamente indotte dall'impatto delle nuove tecnologie sul ruolo dei lavoratori e sul rapporto tra costoro e i datori di lavoro e committenti, decisamente più liquido e discontinuo rispetto al passato. Il legislatore è quindi chiamato ad accompagnare questo cambiamento, proponendo l'adozione di strumenti al passo con i tempi, che superino l'ormai stantio dibattito tra lavoro subordinato ed autonomo e che evitino il deflagrare di un nuovo conflitto sociale 4.0 che sarebbe difficilmente governabile. I temi più urgenti da affrontare? Assicurare ai lavoratori una continua riqualificazione professionale ed assisterli, quando necessario, nel processo di ricollocazione. Ed ancora: di fronte al tramonto dei tradizionali istituti di protezione sociale, promuovere l'introduzione di strumenti (quali, per esempio, le umbrella companies di origine anglosassone) in grado di assicurare un minimo di coperture assistenziali e di continuità nel reddito, senza gravare sulle imprese e sulla collettività".

Che valore dà alle nuove tecnologie? Per il 51% dei manager, se integrate all'interno di una strategia aziendale funzionale e di lungo periodo, possono portare senza dubbio business e vantaggi competitivi sul mercato. 

Il 19% dei soggetti ritiene che siano un treno imperdibile per non restare indietro e avere maggiori chance future. Il 15% poi ritiene che possano contribuire a migliorare un servizio o un prodotto nell'interesse del consumatore finale, ovvero rispondere in maniera adeguata alle esigenze del mercato fidelizzandolo. 
Solo il 12% le reputa un rischio sia per il business che per il lavoro.

Dove possono essere maggiormente efficaci? Per il 57% è la logistica l'ambito che più può beneficiarne, soprattutto nell'ottica di rendere più efficiente la gestione dei magazzini e collateralmente le operazioni di trasporto

A seguire troviamo i servizi finanziari (45%), nella misura in cui l'intelligenza artificiale può dare un contributo in termini di sicurezza, semplificazione e contrasto alle frodi. Il 36% indica il settore dell'automotive, specie per tutto ciò che è legato allo sviluppo di una mobilità futura senza conducenti. 

Un quarto dei soggetti monitorati (26%) ritiene che l'intelligenza artificiale possa aiutare il comparto manifatturiero nei processi produttivi come ad esempio l'assemblaggio di precisione e, infine, il 18% indica la sanità il territorio in cui grazie alle nuove tecnologie, si possa velocizzare il lavoro dei medici anche a vantaggio della salute dei pazienti.

Quali sfide affrontano o affronteranno le aziende nel loro rapporto con le nuove tecnologie? Al primo posto troviamo la prospettiva di una forte riorganizzazione strutturale (34%) quale conseguenza dell'introduzione e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale  all'interno del contesto lavorativo. 

Emerge di conseguenza anche il bisogno di formare i dipendenti alla piena integrazione con la macchina (29%), attività educativa che, per certi versi, può anche essere vista come propedeutica alla riqualificazione del lavoro (21%). Infine il 15% ritiene che le aziende saranno sempre più chiamate a rispettare i contesti regolatori in ambiti come la tutela della privacy.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, quali sono le sfide future? Il 32% dei manager ritiene che quella più impegnativa sia l'apprezzamento dell'opportunità di vedere evolvere le loro competenze e abilità. 

Implicito a ciò segue la sfida della disponibilità a imparare a lavorare con le nuove tecnologie (26%) e a iniziare a ragionare in termini di maggiore flessibilità (21%). Infine il 19% pensa che la difficoltà principale che i lavoratori dovranno affrontare sarà il dover pensare oltre lo schema della mansione prestabilita, ovvero andare oltre lo storica concezione del ruolo.

Alla luce di ciò, aziende e lavoratori sono preparati ad affrontare l'intelligenza artificiale e tutto ciò che ne consegue? 

La prospettiva sembra essere negativa per il 59% dei manager indagati: il 24% ritiene infatti che esista una diffuso scetticismo soprattutto verso la gestione della transizione, mentre il 35% nota un atteggiamento poco proattivo nell'aprirsi al cambiamento

Il 21% si mostra moderatamente ottimista per via degli investimenti in innovazione e formazione che le aziende stanno iniziando a prevedere. 

Appena il 18%, invece, non è preoccupato di tutto ciò, perché ha verificato direttamente o indirettamente che è già ben consolidato un approccio strategico di aziende e risorse all'utilizzo delle nuove tecnologie.

In questo quadro qual è il ruolo attributo al Legislatore? Per il 37% dei manager l'attore pubblico è fondamentale nello stabilire regole che diano equità senza però mettere un freno all'innovazione. 

Il 23% invece ritiene che debba farsi garante di un compito che dia coordinamento e omogeneità. Il 20% pensa che il Legislatore debba essere in grado di identificare proattivamente i lavori che più saranno coinvolti grazie all'avvento dell'intelligenza artificiale e, in conseguenza di ciò, assicurare programmi di riqualificazione dei lavoratori (19%).



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